Nasce LaPinella, il fashion blog di Alessia Marcuzzi
Il fenomeno blogger dilaga e oggi in Italia rappresenta una delle più interessanti alternative alle forme di comunicazione più tradizionali. Ma qual è il ruolo dei blogger, come si diventa influencer e sopratutto, come s'instaura l'ambita collaborazione tra azienda e blogger?
A queste e molte altre domande risponde l'osservatorio Imageware, che con un questionario online indaga nella blogosfera italiana e scatta una panoramica del fenomeno blog nei primi mesi del 2013.
A partecipare sono in primis i blog di moda (50,4% del campione), in assoluto tra i più diffusi, seguiti dalle categorie lifestyle (23,2%), tecnologia (18,4%), food e wine, bellezza e salute, design d’interni, ambiente, automobilismo, energia e hobby. Per un totale di 125, tra blogger indipendenti, giornalisti, opinionisti e semplici appassionati.
Il campione eterogeneo si propone di rappresentare una realtà complessa, costituita da ben 156 milioni di blog pubblici nel mondo, di cui 500 mila in Italia. Una comunità molto unita, che si mantiene in contatto attraverso la rete e al di fuori. La maggior parte di loro, segue infatti altri blog, interviene, commenta e inserisce link di altri blogger nel proprio. Con l'obiettivo di condividere informazioni, conoscenze e pensieri nella maniera più rapida e trasparente possibile.
E se per molti si tratta di mera passione, al pari di un hobby, per altri, fare il blogger si è rivelata una vera e propria professione a tempo pieno. L'analisi condotta rivela infatti un dato di particolare interesse: oltre la metà (51,3%) degli intervistati guadagna dall'attività di blogger e la percentuale è ancora più elevata se l'analisi è circoscritta al settore lifestyle (58%).
Ma come guadagnano i blogger?
La fonte principale è la pubblicità (65%), ma anche i prodotti ricevuti in regalo hanno un ruolo importante (43%) e così anche i link inseriti nel proprio sito (31,7%). L’11% guadagna attraverso Google marketing mentre solo il 9,5% dei rispondenti riceve un compenso. Il 27% è invitato a eventi e presentazioni e al 14% vengono rimborsate le spese di viaggio.
Con la professionalità, aumenta anche la credibilità dei blog, che oggi non solo rappresentano un canale strategico da presidiare all'interno di campagne di social media marketing, ma diventano un'alternativa sempre più strutturata ai più lenti media tradizionali.
C'è chi crede che i blog resteranno una "comunicazione alternativa" e chi invece scommette che presto diventeranno la più credibile fonte d'informazione. La qualità dei contenuti resta il fattore su cui puntare, ma non basta. Per fare il blogger ci vuole la stoffa da trend setter... E voi ce l'avete? Opinion leader del web, veniteci a trovare su Facebook!
Cambiano le modalità ma non i nomi. La sfida del music streaming sta riportando alla luce i pionieri del digital download. Se Napster risorge dalle ceneri per proporsi ora come servizio di music streaming altrettanto stanno facendo alcuni big della Silicon Valley come Apple. Quest’ultima ha svelato al WWDC 2013 anche iTunes Radio, la carta con cui vuole continuare a dettar legge nel mercato discografico.Il nome non lascia dubbi e anche le intenzioni sono estremamente chiare. Con iTunes Radio l’azienda di Cupertino ha un obiettivo molto chiaro: integrare il più importante negozio di dischi virtuale, iTunes, con un nuovo servizio di music streaming concorrente di Pandora e Spotify, veri leader di mercato in questo momento.
Dopo aver radicalmente trasformato il mercato discografico con iTunes oltre un decennio fa, l’obiettivo di Apple per il 2013 sarà quello di continuare ad essere un punto di riferimento per gli amanti della musica liquida.
iTunes Radio, disponibile in USA nel corso del 2013, in contemporanea con l’uscita del sistema operativo per iPhone iOS 7, sarà un servizio di music streaming sovvenzionato con la pubblicità (o senza per chi è già abbonato ad iTunes Match). Il servizio avrà al suo interno anche un catalogo di oltre 200 web radio che saranno suggerite all'utente sulla base degli ascolti e delle playlist realizzate dall'utente su iTunes. Ma anche l'ascoltatore potrà chiedere suggerimenti musicali ad iTunes Radio interrogando la piattaforma con l'assistente vocale, SIRI.
In questi giorni è tornato alla carica anche Napster che, dopo esser stato acquistato da Rhapsody International, vuole ora crescere in Europa. Napster è stato rilanciato in Italia, ed in altri 13 Paesi europei con un catalogo di 20 milioni di titoli e, con Napster Music Guide, propone a tutti gli abbonati anche playlist, live ed interviste curate da esperti del settore.
Il mercato digitale sta dando segnali incoraggianti all’industria discografica in tutto il mondo. In Italia c'è stata una crescita nel 2012 del 29,5% ed anche la prima parte del 2013 ha evidenziato performance incoraggianti. Per questo Google non poteva rimanere al palo.
A Mountain View hanno messo a punto “Google play all access”, un servizio di music streaming disponibile su Android e browser web che, al momento, è attivo solo negli Stati Uniti. L’applicazione permette agli utenti di creare delle playlist attingendo alla libreria di Google, ma anche aggiungendo i propri brani. Anche Google ha implementato una funzione chiamata Explore, che suggerisce agli ascoltatori dei brani musicali in base ai loro ascolti e alle loro preferenze.
La sfida nel music streaming è sempre più aperta. Pandora e Spotify dovranno ora rimboccarsi le maniche e guardarsi dai nuovi competitor.
Chi vincerà secondo voi questa sfida? Fatecelo sapere su Facebook!
“Memory break”, che concettualmente ben si adatta ad un integratore pensato per migliorare le prestazioni della sfera mnemonica. Il gioco, a tempo, permette di entrare in classifica e condividere con gli amici i punteggi realizzati. Alla fine di ogni livello, l’applicazione dispensa inoltre massime o curiosità sulla memoria e vari ‘lo sapevi che…’, anche questi condivisibili dagli utenti con i propri amici online.
Le campagne di performance marketing a supporto dell’iniziativa, l’uso di promoted post e meccaniche ‘fan-gate’ hanno aggregato sulla nuova pagina Sustenium Memo Energy Break una community di oltre 3.000 persone in meno di un mese. Un dato che va letto nel contesto della categoria di prodotto di cui si sta parlando: integratori e prodotti farmaceutici possono non sembrare, ad un primo sguardo, il soggetto più adatto a stimolare interazioni, tanto ‘on’ quanto ‘off line’. Ma grazie alla sua profonda esperienza nei servizi di digital marketing e la creatività che caratterizza le sue soluzioni, Kiver è stata capace di attivare le giuste leve e modalità di coinvolgimento che hanno saputo conquistare l’interesse e la complicità degli utenti.
“Il marketing in ambito farmaceutico è spesso orientato verso forme di comunicazione tradizionali ed istituzionali. L’attuale contesto socio-culturale e l’esigenza di contattare target specifici di consumatori ci ha motivato a sperimentare nuovi linguaggi e nuovi media, con una forte concentrazione su target specifici come ad esempio gli studenti e gli adulti che potremmo definire “2.0”. Da questa esigenza è nato un piano di attività inerenti il brand SUSTENIUM, orientate all’incremento di awareness e che coinvolge sia l’attività on-line, come questo progetto speciale sviluppato ad hoc per SUSTENIUM MEMO ENERGY BREAK con Kiver, ma anche la partnership con l’evento di MTV (Music Awards) ed altre attività di presenza sul territorio, come il tour nelle università ed una serie di instore promotion” ha dichiarato il Direttore della Business Unit OTC Italia del Gruppo Menarini Dott. Maurizio Luongo.
“Siamo particolarmente fieri della collaborazione con Menarini, un brand di prestigio che sta dando un forte segnale di apertura verso nuovi canali di conversazione con il proprio pubblico, approcciando con convinzione le nuove forme di comunicazione digitale. Partendo dall’obiettivo di coinvolgere il target di riferimento grazie ad una piattaforma come Facebook, in linea con le attuali abitudini di fruizione digitale del pubblico e coerente con le caratteristiche del prodotto, Kiver ha creato un presidio social snello ma movimentato, reso unico da video, curiosità e giochi per stimolare il coinvolgimento continuo e l’interazione degli utenti e favorire lo sviluppo di brand awareness sul nuovo prodotto Sustenium Memo Energy Break" ha dichiarato Valerio Porcelli, Marketing Director di Kiver.Finalmente il verdetto! Dopo la nomination è arrivata la vittoria e oggi Kiver e Red Bull festeggiano l'ambito premio ricevuto alla 14esima edizione degli Interactive Key Award, per il progetto digitale Red Bull Inspire Fibra.
A vincere sono state l'originalità del progetto Red Bull Inspire Fibra che ha messo "le ali" alla creatività degli utenti ed ha saputo coinvolgere i fan del noto rapper il quale in prima persona ha deciso di mettersi in gioco, lanciando un messaggio semplice ma di grande effetto. Il risultato? L'iniziativa si è rivelata vincente ed in breve tempo ha generato una viralità di contenuti non indifferente. Ecco il video che racconta il progetto che ci ha portato alla vittoria agli IKA 2013!
[youtube]e0opoPZPLpE[/youtube]
Il contest ha premiato il progetto creativo di Leonardo Pinto, fortunato vincitore del concorso, che in autunno potrà prendere parte di persona alle riprese del video. Questa vittoria non premia solo gli utenti, ma anche un brand di successo come Red Bull e Kiver, che del progetto ha curato la grafica e lo sviluppo del sito web, il back end di amministrazione dei contenuti, la condivisione Facebook, nonché una pianificazione di adv mobile e la realizzazione della versione mobile del sito.
E il successo si misura in numeri: più di 60 mila visite, oltre 950 iscritti al concorso e 680 progetti caricati, tutti di elevata qualità.
Dopo questa vittoria, siamo pronti per la prossima sfida! Grazie ancora a tutti!
Lo smartphone "tuttofare" ha già sostituito agenda, rubrica, pc, lettore mp3 e navigatore. Ma quale sarà il prossimo accessorio da lasciare a casa? Alla luce delle più rivoluzionarie tecnologie di mobile payment, noi scommettiamo tutto sull'imminente estinzione del portafoglio tradizionale...
Se negli Stati Uniti è già una realtà andare a prendere un caffè da Starbucks pagando direttamente con l'app Square Wallet, sappiate che questa modalità di pagamento è sempre più adottata anche in Europa, dove si moltiplicano le tecnologie che permettono di effettuare transazioni col telefono. Tra le più innovative, primeggiano i dispositivi NFC (Near-Field Communications), che inglobati nello smartphone, permettono ai device di nuova generazione di comunicare con i POS degli esercenti e quindi di pagare, proprio come si fa con una carta di credito, semplicemente avvicinando lo smartphone all'apparecchio.
Fra le sperimentazioni più interessanti avviate in Italia, c’è poi quella presentata al “Mediolanum Innovation Forum 2013”: un sistema di pagamento messo a punto da Banca Mediolanum, che collega il conto corrente a un’app scaricabile sugli smartphone dotati di tecnologia NFC.
Negli Usa gli in-store mobile payment con tecnologia NFC sono già una realtà che vale 640 milioni di dollari (dati riferiti al 2012) e che ha avuto il suo massimo sviluppo nell'arco dell'ultimo anno (nel 2011 valeva appena 170 milioni).
Principali artefici di questo successo sono stati i sistemi di pagamento Google Wallet e l'analogo Square. Proprio quest'ultima, la società di Jack Dorsey, ha messo a punto un'ecosistema completo per semplificare i pagamenti elettronici. Sia dal lato del cliente, che può scaricare sul telefonino l’app Square Wallet e trasformare il proprio smartphone in un vero e proprio portafoglio elettronico; che da quello dell'esercente, finalmente libero di utilizzare il proprio device al posto del POS.
Infatti, quest'innovativa tecnologia consente di convertire smartphone e tablet in autentici registratori di cassa e accettare pagamenti con carte di credito, semplicemente collegando il proprio device a un card reader e scaricando l'app Square Register. Una comodità particolarmente apprezzata dagli esercenti ambulanti.
Proprio Square Register, che nel 2012 ha generato transazioni per oltre 10 miliardi di dollari, ha dato il via alla nascita di tecnologie simili e concorrenti, tutte orientate a trasformare gli smartphone in dei POS mobile. Tra queste spiccano nel panorama italiano le due start-up Jusp e Payleven, che inseguendo lo stesso trend hanno sviluppato un sistema "Chip&Pin", per accettare pagamenti da smartphone.
E voi, siete pronti a pagare il caffè col cellulare? Venite a dircelo su Facebook!
Smartphone e tablets sono diventati i nuovi juke-box 2.0. Portatili, connessi e dotati delle più innovative funzionalità per ascoltare musica in modalità “social” e non solo. Perché con le applicazioni di nuova generazione si può dare libero sfogo alla propria creatività musicale.
Oggi i servizi di music streaming e digital download valgono ben il 34% del fatturato dell’industria musicale. A queste piattaforme si aggiunge un ventaglio di app dalle più diverse funzionalità e in grado di stimolare la più recondita creatività musicale. Diventa così un gioco da ragazzi girare un clip musicale, simulare un'orchestra o consultare i testi di una canzone, magari proprio attraverso le lenti degli occhiali "avatariani" più ambiti del momento...
TAGGARE E MAPPARE L'ASCOLTO CON SHAZAM
Shazam, per tutti l'app di riconoscimento musicale, si arricchisce nella nuova versione 6 di una funzione di auto-tagging, che permette di riconoscere titolo e autore della canzone in automatico, senza che l'utente prema alcun tasto. E con le nuove mappe interattive integrate, adesso è anche possibile geolocalizzare i sound più ascoltati in determinati quartieri, città o aree del nostro pianeta.
Se vi sentite dei registi con la passione per la musica, CineBeat è l’app che fa per voi. Con un tool di strumenti molto semplice vi permette facilmente di trasformare qualsiasi video amatoriale in un clip musicale con soundtrack e filtri dedicati.
LO STUDIO DI REGISTRAZIONE SU iPAD
Siete musicisti e volete tutta la strumentazione sempre con voi? Garage Band è il software di Apple che vi permette di trasformare l’iPad in uno studio di registrazione dotato di strumenti e mixer per comporre la musica che preferite.
SVEGLIARSI CON IL MOOD GIUSTO
La colonna sonora più adatta al vostro risveglio? MoodO’Clock è l'app di Stereomood che vi fornisce uno streaming audio emozionale per svegliarvi ogni giorno con il vostro mood preferito.
LE TUE LYRICS NEI GOOGLE GLASS
L'app di lyrics MusixMatch ha portato su mobile i testi delle canzoni di molti artisti. E a breve questi testi saranno disponibili anche attraverso i nuovi Google Glass. Occhiali o karaoke?
Qual è l'app che fa per voi? Venite a suonarcela su Facebook!Continua la guerra tra i social network che quotidianamente si sfidano a colpi d'innovazione, upgrade e funzionalità sorprendenti. Prima Facebook con le Brand Pages, poi Linkedin con le Pagine Aziendali, adesso tocca a Twitter, che lancia l'ultima sfida social e si proietta nel mondo business con le nuove Lead Generation Cards.
Qualche mese fa Twitter, per tutti il social network della sintesi, ha introdotto un’interessante funzionalità: le Twitter Cards. In linea con gli altri social network, anche l'uccellino azzurro del web ha sentito il bisogno di evolversi per migliorare l’interazione tra gli utenti e tra questi e i brand.
Ma cosa sono le Twitter Cards? Si tratta di contenuti che il social network mette a disposizione degli utenti per espandere le informazioni contenute nei tweet, quei 140 caratteri che non bastano mai... Immagini di grosse dimensioni, video e abstract di un link sono alcune tra le possibili “aggiunte” per arricchire e completare un tweet. Sta poi alla volontà dell'utente decidere se visualizzare o meno la card di approfondimento.
Tra le Card a disposizione, l'ultima arrivata è la “Lead Generation Card” (LGC), un formato gratuito che permette di interagire con i brand attraverso uno speciale pulsante personalizzato “join the club”, associato al contenuto del tweet. In questo modo si rende più agevole il trasferimento di informazioni personali (nome, username, e-mail) dagli utenti direttamente ai brand che hanno effettuato i tweet.
Le informazioni di una LGC offrono i medesimi vantaggi di una newsletter, senza imporre l'iter noioso della compilazione di un form. Basta un click per mettersi in contatto con i brand ed entrare così a far parte di un programma di loyalty, visualizzare le offerte e restare aggiornati sulle ultime novità. Il tutto in maniera poco invasiva e più personalizzata rispetto alla canonica mailing-list.
I vantaggi derivanti dall’utilizzo di queste card, ancora in fase di beta-testing, sono soprattutto rivolti alle piccole aziende, che potranno in questo modo acquisire i contatti di potenziali clienti, allargare il loro bacino di utenza e generare un ROI rilevante.
Dopo Linkedin e Facebook anche Twitter con le sue LGC si evolve e ambisce a diventare un social business network in grado di interagire con i marchi. Ma sarà in grado il "social della sintesi" di farsi amare dai suoi utenti in questa nuova veste estesa?
Per il momento le aziende che hanno deciso di aderire sembrano rispondere positivamente. Staremo a vedere, noi intanto vi invitiamo a seguirci su Twitter!