Se il check-in è la vostra ossessione e la condivisone della musica la vostra passione, è arrivato il momento di geolocalizzare il vostro sound. Siete pronti a inseguire l'ultimo trend del mondo del music streaming?
Il mercato musicale in salsa digitale sta diventando un’occasione ghiotta per i colossi del web. Dopo i cinguettii musicali di Twitter Music e la serrata concorrenza fra Spotify, Deezer e Rdio, ora le novità che interessano il music streaming si rivolgono ai dispositivi mobile, trainate dal fenomeno in crescita degli smartphone e dalla diffusione delle connessioni a banda larga.
Dimenticate quindi a casa il vostro lettore MP3 e venite alla scoperta delle ultime piattaforme di music streaming e music discovery native per mobile.
Tra tutte, in arrivo quest'estate, è da segnalare Soundwave, una nuova app ora in beta test, sviluppata da una start-up irlandese che, non solo vi permetterà di scoprire cosa ascoltano i vostri amici e di far sapere a loro i vostri gusti, ma vi darà modo di mappare le tendenze musicali in tempo reale attorno a voi, seguendo e classificando i propri amici e colleghi sulla base dei generi musicali che preferiscono.
Sta forse nascendo un nuovo modo di approcciarsi ai trend musicali? Probabilmente si e questa nuova tendenza prende origine dalla dilagante mania della geolocalizzazione dei propri interessi. E la musica non può certo esimersi da questa moda. Perché il piacere di scoprire che a pochi isolati dalla propria posizione, c’è chi come voi è appassionato di musica funky o che il quartiere è abitato principalmente da amanti dell’ hard-core, può nutrire il desiderio insaziabile di partecipazione e condivisione dell'utente 2.0.
Ma come può questo nuovo trend rivoluzionare le strategie di marketing musicale? Basta pensare che un’emittente radiofonica, grazie a questo servizio di geolocalizzazione, potrebbe capire quali sono i generi musicali più in voga in un'area e trasmettere pezzi adeguati a quel gusto. Allo stesso modo, una band potrebbe scoprire dove si concentrano i loro fan o qual è il loro brano più ascoltato, non perché trasmesso dalle radio ma per libera scelta degli utenti.
[caption id="attachment_4633" align="alignleft" width="300" caption="Mapping The Musical Landscape"]
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E ancora, Soundwave sarà sopratutto lo strumento per far conoscere gruppi emergenti, grazie al suo diretto collegamento con YouTube e SoundCloud, due delle piattaforme più utilizzate da band e artisti in cerca di fama e popolarità.
Purtroppo anche i più impazienti dovranno attendere quest'estate per testare l'app in arrivo, nel frattempo, mettendovi in lista sul sito di Soundwave, potrete provare la versione Beta.
L’idea di geolocalizzare la musica non è però del tutto nuova. Da alcuni anni Soundtracker, una piattaforma di geo-social radio, offre funzionalità simili a Soundwave, con una sostanziale differenza: l’ascolto e la condivisione sono concentrati sulle web radio personali che ogni utente può creare a partire dai propri gusti.
E voi siete pronti per scoprire le nuove frontiere della musica geo-social? Venite a dircelo su Facebook!
Tra i player sul mercato mobile spicca incontrastato Samsung, che con il suo nuovo S4 Galaxy mantiene il suo primato e registra una crescita del 13%. Salda anche la posizione di Nokia, che nonostante nell'ultimo trimestre abbia registrato un calo di vendite, resta seconda in classifica, con una quota di mercato del 14,8% e uno stacco notevole dalle altre posizioni.
Il terzo concorrente è Apple che nel Q1 2013 ha raggiunto i 38,3 milioni di dispositivi venduti, ma ha visto scendere la sua quota di mercato nel settore degli smartphone, a fronte della crescita di altri player come Samsung, LG Electronics, Huawei Technologies e ZTE.
Il settore degli smartphone si conferma in forte crescita, con una quota del 49,3% sul totale delle vendite dei dispositivi mobile in tutto il mondo.
Quale sarà la prossima sfida dei player del mercato mobile? Da questi dati si delinea una chiara tendenza, che dettata da condizioni economiche non proprio floride, sembra suggerire strategie mirate al contenimento dei prezzi al pubblico. Ben vengano le nuove funzionalità, purché accessibili a tutte le tasche...
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In questo rinnovato panorama, s'impongono modelli di vendita capaci di soddisfare le esigenze del compratore con esperienze multipiattaforma e che si fondano sempre più sulla fiducia del cliente e sulla trasparenza. I social media sono diventati una sorta di forum pubblico globale, dove i prodotti vengono "smantellati" e rivalutati sotto gli occhi di tutti e al cospetto delle esperienze più eterogenee degli utenti. Ed è proprio qui che entra in gioco l'importanza della brand reputation di un marchio e di una strategia multicanale ben presidiata, che offra all'utente fiducia e un'esperienza d'acquisto unica. Perché in una nebulosa di prodotti praticamente identici e quasi totalmente sostituibili, ciò che fa la differenza è l'esperienza d'acquisto e non un'impercettibile differenza di prezzo.
Chi poi è nativo dell'era digitale, si aspetta, anzi esige, offerte d'acquisto su misura personalizzate e un rapporto esclusivo col venditore. Esattamente il contrario di quel che generano i fastidiosi pop-up o il pedinamento con annunci display retargeting.
La chiave della più attuale strategia di vendita, che monitori il cliente in ogni momento, offrendogli l'esperienza più coerente in ogni punto d'incontro, si riassume in una parola: engagement. Non importa quale sia il canale o il media utilizzato, ciò che conta è offrire al cliente un'esperienza d'acquisto unica, in grado di fidelizzarlo e renderlo un evangelista del marchio.
Il coinvolgimento del cliente deve guidare le aziende verso nuovi modelli di vendita agili ed evoluti, che hanno ben poco a che vedere con le rigide infrastrutture costruite sulle transazioni. La guida di Bluewolf parla chiaro: l'engagement del cliente è l'unica via per la produttività e la crescita.
E voi siete d'accordo? Venite a dircelo su Facebook!Per Balocco è senza dubbio un anno di grandi progetti di comunicazione: oltre alla sponsorship ufficiale della Maglia Rosa del Giro d’Italia, la storica azienda dolciaria di Fossano, oggi tra i principali player nazionali di settore, ha dato il via ad una serie di attività online scegliendo Kiver, agenzia specializzata in servizi di digital marketing per le aziende...
Per Balocco è senza dubbio un anno di grandi progetti di comunicazione: oltre alla sponsorship ufficiale della Maglia Rosa del Giro d’Italia, la storica azienda dolciaria di Fossano, oggi tra i principali player nazionali di settore, ha dato il via ad una serie di attività online scegliendo Kiver, agenzia specializzata in servizi di digital marketing per le aziende, per realizzare un importante programma di engagement e di fidelizzazione degli utenti online.
Kiver ha creato per Balocco un minisito http://concorsi.balocco.it che ospita due concorsi: “Diventa Miss Maglia Rosa”, dedicato all’universo femminile che ama lo sport, da poco concluso con la vittoria di due giovani ragazze -- Guendalina Bianchetti e Francesca Marta – scelte online, tra le tante partecipanti, dagli utenti. “Vinci e Pedala”, ancora in corso: l’iniziativa ha già registrato oltre 30.000 giocate assegnando, attraverso un meccanismo di instant win, più di 900 premi agli appassionati di ciclismo e consumatori dei prodotti Balocco. Per entrambi i concorsi Kiver ha fornito a Balocco una soluzione completa: dalla creazione del concept, del design e dell’architettura del minisito, allo sviluppo del software per la gestione dei concorsi .fino all’espletamento di tutte le pratiche concorsuali.
Kiver ha poi attuato un piano di comunicazione digitale per divulgare le iniziative di Balocco sui principali social network attraverso l’apertura, la gestione e il presidio dei profili Facebook, Twitter e YouTube del brand: la regia editoriale condivisa con Balocco ha portato migliaia di utenti -- oltre 17.000 fan su Facebook in poco meno di 3 mesi -- ad entrare in contatto con i valori e la storia della società, comunicati attraverso i prodotti dell’azienda e alle sue partnership sportive.
Il parere degli altri non è mai stato così importante come nell'epoca 2.0. Il desiderio irresistibile di condividere opinioni e recensioni sulle più svariate attività commerciali, non è solo una moda, ma la ragione del successo di social network basati sulla geolocalizzazione di attività commerciali e punti d'interesse, proprio come Yelp e Foursquare. Ma chi dei due è più forte?
Non è solo la segnalazione di punti d'interesse e attività commerciali nei paraggi che ha segnato il successo di piattaforme come Yelp e Foursquare. Ciò che più sta a cuore agli utenti infatti è il parere degli altri: conoscere il giudizio della gente che ha provato, visto, o semplicemente sentito parlare di un determinato posto.
Ecco perché un check-in è così prezioso. E ha segnato la via del successo di Yelp, il famoso social network basato sulla geolocalizzazione dei punti di interesse, che lo scorso gennaio ha raggiunto quota 100 milioni di utenti. In linea con il trend emergente, la piattaforma permette infatti di fare check-in e al tempo stesso di segnalare insieme alla posizione anche la propria opinione su luoghi e attività commerciali. Nato nel 2004, Yelp ha raggiunto una discreta fama e oggi si fa riconoscere come un servizio capace di incidere concretamente sul business di un locale: solo lo scorso anno ha fatto registrare 78 milioni di visitatori unici e oltre 30 milioni di recensioni.
Tra le più recenti novità di Yelp, il revenue tool è uno strumento che permette di valutare e quantificare lo specifico impatto che il social sta generando sugli introiti delle piccole aziende. In base al risultato ottenuto, queste possono poi decidere se acquistare o meno pubblicità sul sito, al fine di accrescere la propria presenza in rete, quindi i guadagni. Uno studio condotto dal The Boston Consulting Group ha infatti evidenziato che le aziende presenti su Yelp, ottengono in media un aumento annuo del giro d’affari pari a 8 mila dollari. E non basta: quelle che fanno anche pubblicità sullo stesso sito, hanno un incremento superiore ai 23 mila dollari.
Di contro Foursquare, il diretto concorrente di Yelp, ha di recente deciso di aggiornare le pagine Business. Qualche mese fa il social network aveva lanciato Foursquare for business, un’applicazione nata per facilitare le opportunità di business di circa 1 milione di aziende e gestire al meglio la promozione della propria attività da mobile. La volontà di rinnovare il sito è un’ulteriore conferma di come ormai tra i due social network sia guerra aperta.
A botta e risposta i due si contendono la presenza sul web, dove Yelp al momento resta imbattibile. Per questo motivo Foursquare mira ad accrescere il numero di utenti e contatti e ci prova con Google; lo stesso Mike Singleton, web engineer del social network, afferma che è Google la fonte maggiore di traffico: il numero dei contatti su Google è infatti duplicato nel 2012 e questo trend sembra non declinare nel 2013.
Aria di rinnovo anche sul versante grafico per Foursquare: il sito infatti non veniva aggiornato dal lontano novembre 2011. Le nuove pagine business sono più colorate e molto più funzionali per gli utenti che possono agevolmente individuare le informazioni di loro interesse e giudicare a colpo d'occhio l’attività commerciale, guardando le foto nella parte superiore della pagina.
I 100 milioni di utenti di Yelp sembrano ancora lontani per Foursquare, ma col supporto di un colosso del web local search come Google, tutto è possibile...
Chi vincerà il duello? Voi per chi votate? Venite a dircelo su Facebook!
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Per arrivare al cuore dell'analisi, che profila l'identikit dell'utente mobile: ama stare incollato al proprio smartphone nel tempo libero, in particolare al ristorante, mentre fa shopping e naturalmente quando è in viaggio.
Tra tutte le più funzioni in dotazione degli smartphone, a dominare la classifica restano gli SMS, utilizzati dalla quasi totalità degli utenti, ovvero il 90%. Tale diffusione spiega l'ampio utilizzo dello strumento per raggiungere gli utenti con promozioni, sopratutto nelle ore serali e durante il weekend.
Su mobile funziona anche l'e-mail marketing, incisivo su smartphone con un 41% di casi di successo, mentre sono ancora bassi i tassi di conversione in click.
Quale sarà la prossima sfida del Mobile Content Marketing? Siamo pronti a scommettere che l'ottimizzazione del design, volta a migliorare la user experience dell'utente, sarà una di queste.
La sfida del Mobile Content Marketing è aperta!
Con una quota del 13% dell'intero mercato Usa degli annunci video digitali, secondo le stime di eMarketer il mobile video quest'anno si aggiudicherà una spesa pubblicitaria di 520 milioni di dollari. Una cifra consistente, principalmente da ricondurre ai prezzi più elevati che si riescono a imporre su questi ads premium, rispetto a quelli di formati mobile standard come i banner. A questo fattore si aggiunge poi l'elevata e sempre più agevole visualizzazione dei video su smartphone e tablet di nuova generazione, oltre alla sempre più spinta attività di diffusione di video dei brand sulle proprie piattaforme digitali.
Tutti questi elementi nutrono l'espansione dell'ecosistema del Mobile Video che, secondo i dati riportati dal report di Business Insider, in alcuni casi (come quello del provider di servizi di brand video advertising YouMe, in Francia e Regno Unito) ha messo a segno record da capogiro, con un aumento delle sue revenue del 500%.
Provate a indovinare qual è un settore che ha un promettente futuro nel mobile video? A quanto pare quello dell' automotive, che oggi non vive certo momenti d'oro e intravede nel mobile uno spiraglio di luce...Il passaggio all'internet-mobile ha generato una miriade di servizi che rispondono alle rinnovate esigenze dell'utente, sempre più orientato verso informazioni sintetiche, personalizzate, multipiattaforma e user generated. Ma sopratutto fruibili dal proprio smartphone. Nel Kiver Digest di maggio vi proponiamo le app e i servizi più innovativi, già nelle mire dei BIG del web.
LA SEMANTICA AL SERVIZIO DELLA NOTIZIA
Smartphone e tablet dipendenti hanno finalmente nuovi alleati per soddisfare la loro sete d'informazione 2.0. Tra i servizi emergenti, si fa strada Summly, l'applicazione ideata dalla star quindicenne inglese Nick D'Aloisio e recentemente acquisita da Yahoo. Come il nome fa presumere, la sua dote è la brevità e il suo obiettivo quello di selezionare più fonti web della stessa new, da concentrare e riassumere in una notizia lunga al massimo 140 caratteri, come Twitter insegna...
LA MOSSA DI GOOGLE
Gestire in modo intelligente i Big Data del web è una questione che interessa anche Google, che con l'acquisizione della start up di Seattle Wavii, si è lanciato nel campo della semantica per il mobile. Ad attrarlo è l'omonima applicazione di successo Wavii, che fondata su tecnologie di natural language processing, è in grado di pescare flussi di notizie in ogni parte del web, condensarli e restituirli in forma di giornale personalizzato.
Che i giornali personalizzati siano il nuovo trend l'ha capito anche LinkedIn che sta per portarsi a casa Pulse, un’app che permette ai lettori di sfogliare articoli provenienti da svariate fonti online, tra cui anche i social network. L'obiettivo della società di Reid Hoffman è quello di integrare sempre più news di qualità all'interno del social network, così da ampliare la base utenti premium interessata a contenuti di alta qualità.
DAL NEWS-FEED ALLA RIVISTA ONLINE
La tendenza l'ha lanciata Flipboard nel 2010 e da allora l'aggregatore di news-feed ne ha fatta di strada... Evoluto in versione 2.0, oggi non è più solo un aggregatore di news personalizzate, ma un tool per la social curation che permette di realizzare vere e proprie riviste online.
Notizie liquide dall'Italia
In Italia un ruolo importante nell'informazione 2.0 lo gioca Liquida, motore di ricerca italiano user generated che utilizza come fonti tutti i Wiki della rete (piattaforme di conoscenza collaborativa, sul modello di Wikipedia). Anche in questo modello la fruizione del sapere è un'esperienza 2.0, che trova la sua forza nei contenuti di qualità pubblicati da una generazione di blogger in fermento.
Pronti all'era delle personal news? Noi vi aspettiamo su Facebook!
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Primo fra tutti, come suggerisce Daily Infographic, l'utilizzo dei social network, in particolare Facebook e Twitter, consente all'utente di entrare nel raggio degli "amici di un brand" e quindi di ricevere promozioni e restare costantemente informato sulle offerte in corso.
Altra pratica in uso comune da parte degli e-shopper, è quella di arrivare a un soffio dalla finalizzazione dell'acquisto online e abbandonare il carrello. I più indecisi si saranno accorti che questo meccanismo spesso innesca un richiamo commerciale da parte del retailer, che per convincere l'utente a concludere l'acquisto, invia per e-mail un coupon virtuale.
Un altro metodo per non lasciarsi sfuggire occasioni imperdibili, è la registrazione gratuita ad alcuni siti che allertano l'utente quando sono disponibili coupon dei suoi negozi preferiti.
L'ideale è che poi questi coupon siano riscattabili anche dal proprio device mobile, direttamente in store. Con la penetrazione degli smartphone, si sono diffuse infatti le coupon app, che consentono e rendono agevole questa pratica sempre più radicata (negli Stati Uniti gli utenti che riscattavano coupon da mobile erano 12,3 milioni nel 2010 e secondo le stime arriveranno a 53,2 milioni nel 2014).
E quando proprio del coupon non c'è neanche l'ombra, l'ultima carta da giocarsi è una chat con l'operatore dello store online. Quasi certamente vi starà aspettando con una manciata di coupon da distribuire e se così non fosse, potete sempre chiedere con gentilezza almeno una consegna gratuita...
Anche voi fate couponing? Venite a raccontarci la vostra strategia su Facebook!Che i social media avessero assunto un ruolo di rilievo nel settore del business search, non è certo una novità. Predecessore di tutti Linkedin, il social business network che non solo è riuscito a scardinare l'arcaica struttura del curriculum professionale cartaceo, ma che è anche l'autore del concetto più rivoluzionario del settore: il social recruting.
Sulla scia dello stesso trend s'inserisce il nuovo strumento di Twitter Twesume, pensato per mettere in contatto chi offre e chi cerca lavoro, con la stessa medesima brevità e viralità di un tweet.
Utenti e aziende oggi si incontrano su più piani relazionali e la dimensione offline viaggia in parallelo a quella online, mirata a creare rapporti più immediati e diretti tra gli individui, oltre a stabilire un flusso di informazioni frequenti e aggiornate sull'universo lavorativo e sulle offerte disponibili.
Ma la presenza in rete non basta, anche la reputazione online dell'utente (in termini di numero di follower sugli account social e credibilità web) talvolta può costituire un requisito essenziale, al pari di titoli di studio, per raggiungere una determinata occupazione.
Dopo Linkedin e Facebook è quindi il turno di Twitter, che si propone come nuova piattaforma lavorativa a disposizione di aziende e utenti in cerca di lavoro o che semplicemente vogliono farsi conoscere dalle aziende. In un tweet ognuno ha l’opportunità di descrivere chi è, quali sono i suoi interessi, punti di forza e competenze professionali.
Un compito tutt'altro che banale, visto che quei 140 caratteri devono brillare di originalità, la caratteristica che non può mancare per distinguersi dalla massa. Eppure la tendenza impazza Oltreoceano, come testimonia un recente articolo del Wall Street Journal.
Quali sono le ragioni del successo dei Twesumes? Prima fra tutte l'efficacia della sintesi (lo stesso Skaare Richard, “mente del termine,” nel 2008 ha scritto che “la brevità stimola la mente e accelera l’anima”. ) La seconda ragione è da ricercare nella tracciabilità degli utenti-candidati su Twitter, facilmente rintracciabili dalle aziende grazie all’inserimento di specifici hashtag nei tweet. Complici infine: il bacino di utenza di Twitter e la creatività virale che questo social network da sempre è in grado di stimolare.
Resta da chiedersi se l'uccellino azzurro del web riuscirà a imporsi come nuovo social business network anche in Italia e chissà magari a dare una scossa al mercato del lavoro in crisi... Noi intanto vi invitiamo a seguirci su Twitter!
La dimensione mobile è il nuovo orizzonte dei social network, che per inseguire e ammaliare gli utenti smartphone dipendenti, oggi cambiano interfaccia e si rifanno il look. L'app detta moda e a sfilare sulla passerella web sono gli attori social di sempre, con qualche piccolo rifacimento, all'insegna di un unico trend: la condivisione!
Dopo giorni di attesa è sbarcato in Italia l’atteso Facebook Home, un’innovazione della società di Menlo Park che si colloca a metà strada fra un'app e un vero e proprio sistema operativo. Intuitiva e coinvolgente, la fruizione del social network diventa ancora più integrata con lo smartphone, a partire dal primo contatto con il display. La semplice accensione del device catapulta infatti l'utente sulle notizie di copertina e le ultime condivisioni dei propri amici. In evidenza anche le chat, che ora appaiono in anteprima e possono essere coltivate ovunque sul proprio smartphone, anche mentre si svolge qualsiasi altra attività.
Votata alla massima fruibilità del social network, Facebook Home rappresenta una delle più importanti innovazioni volute da Zuckerberg per il 2013, insieme al News Feed e al Graph Search. Unico neo, la disponibilità per il momento limitata ad Android.
Tira aria di restyling anche in casa Foursquare. Dopo il lancio di Foursquare for Business, dedicato a chi ne fa un utilizzo commerciale, adesso è la volta della versione 6.0 della celebre app. I cambiamenti, volti a un'ottimizzazione delle funzionalità che ruotano intorno alla geolocalizzazione del social network, prevedono: il trasferimento della schermata Esplora nella tab principale e un più immediato accesso al Check-In.
L'utente e la sua quotidianità sono al centro dello sviluppo anche di nuove app, proprio come l'esordiente Ketchup, che senza parafrasare si propone come uno strumento di gestione della vita sociale degli utenti. “Take Control of Your Social Life”, non è solo un claim, ma un avvertimento: da oggi non sarete più padroni neanche di scegliere di andare a bervi un caffè, a meno che non sia pianificato. Che vita da social...
Nata nel 2009 a Sassari, Bangbite si è costruita una fama di successo nel settore dei social games nell'arco di quattro anni, periodo in cui il suo browser game manageriale sul gioco del calcio, OFootball, è riuscito a coinvolgere una schiera di aspiranti allenatori virtuali sempre più consistente. Fra allenamenti, tattiche e calciomercato, il gioco cala l'utente nel ruolo di manager, allenatore di una squadra di calcio che deve potenziare per poter primeggiare. Il gioco nasce su modello freemium, il budget in dotazione iniziale è infatti gratuito, sarà poi l'utente a decidere se acquistare caratteristiche aggiuntive a pagamento.
Nelle potenzialità di sviluppo di questo modello ha creduto fin dall'inizio Gianluca Perrelli, Co-founder & CEO del Gruppo Kiver: “Due anni fa, quando 2Music e il Gruppo Kiver decisero di puntare su OFootball, la piattaforma accoglieva circa 200.000 giocatori; a distanza di 20 mesi e con un budget contenuto, il numero di utenti è aumentato di quattro volte e ritengo che i numeri – molto spesso – consegnino un’immagine estremamente limpida e veritiera dei risultati ottenuti. Bangbite ha l’autonomia necessaria per confrontarsi e imporsi ai massimi livelli. ”
OFootball ha tutte le carte in regola per emergere fra i suoi competitor internazionali e l'eco della notizia ha già fatto il giro delle principali testate. Venite a leggere gli articoli che abbiamo selezionato per voi su: tuttosport.com, lastampa.it e ilsole24ore.com.