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Social Media Marketing Industry: i dati dell’outsourcing

19 aprile 2012 15:25
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Sono sempre di più le aziende che esternalizzano le fasi dello sviluppo del Social Media Marketing. Secondo l’ultimo report, Social Media Marketing Industry, del fondatore di Social Media Examiner Michael Stelzner, le imprese che danno in outsourcing attività di Social Media Marketing avrebbero registrato una crescita importante negli ultimi tre anni: dal 14% nel 2010, al 32% di quest’anno.

outsourcingL’indagine, condotta su un campione di 4 mila marketer negli Stati Uniti, evidenza come, nonostante questa modalità sia ancora poco praticata, la maggioranza dei brand preferisce infatti avere il pieno controllo dei propri canali social, l’otsourcing del social media marketing sia una tendenza che si sta prepotentemente affermano.

Le ragioni sono facilmente individuabili in una mancanza di tempo e competenze interne per sviluppare un’efficace campagna di engagement sui social network.
Ma quali sono le fasi che le aziende preferiscono esternalizzare?outsourcing_social_media_marketing

  1. Al primo posto con il 20% c’è il design e sviluppo dei canali Social. I vantaggi legati all’esternalizzazione di questa fase si trovano nell’esperienza in campo grafico e creativo sviluppata da agenzie in grado di fornire questo servizio chiavi in mano. Il rischio annesso è quindi percepito basso dai marketer.
  2. Al secondo posto, con l’11%,  si trova il processo di web analytics. L’attività di analisi dei dati è importantissima ed è lo strumento per ottenere informazioni dettagliate sul traffico dei social network e sull’efficacia delle campagne di inbound marketing. L’agenzia dev’essere in grado di fornire report dettagliati e al tempo stesso di analizzare i dati per poter aiutare l’azienda a perfezionare la strategia di marketing.
  3. Subito dopo c’è la fase di creazione dei contenuti che fra tutte è forse quella che richiede maggior impegno e tempo. Per questo motivo viene spesso ceduta a terzi specializzati nello sviluppo di contenuti che possano rafforzare la presenza dei canali social.
  4. Il monitoraggio è una delle fasi più delicate perché riguarda la comunicazione tra l’azienda e i clienti: chi sono gli interlocutori, quanto è stato detto, l’impegno che è stato adottato e il tono del commento. Esternalizzare questa fase ha senso solo per le aziende internazionali e per quelle che garantiscono un servizio 365 giorni l’anno 24 ore al giorno. In questo modo viene garantita la continuità del servizio, quindi la soddisfazione del cliente.
  5. Anche le fasi di ricerca e strategia possono essere esternalizzate nel momento in cui l’azienda decide di integrare i social media all’interno della strategia di branding aziendale e non ha le competenze per farlo internamente.
  6. Gli aggiornamenti di status sono integrabili all’attività di monitoraggio dei social media, specialmente se i post vengono pianificati con applicazioni sui diversi account. Spesso alla gestione esterna del monitoraggio è integrato il servizio di aggiornamento di status.
  7. La community è l’ultima della lista con solo un 4%. Questo dato evidenzia come le aziende siano restie ad abbandonare la gestione interna di questa fase che riguarda il rapporto con i loro fan e follower. Perché è molto raro che un “outsider” riesca a creare quel rapporto di fiducia che si instaura tra utente e azienda.