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Ricerche di mercato? Da oggi si fanno sui Social Network

13 agosto 2012 15:08
creme_delicious_facebook

Identificare il nome giusto, sviluppare un logo d’effetto, stampare business cards e mettere a punto il packaging. Sono tutte attività che accompagnano la nascita di una nuova idea di business, prima ancora di sapere se il prodotto o servizio lanciato funzionerà davvero. Come testare allora l’idea all’origine? Un tempo esistevano le ricerche di mercato, oggi ci sono i Social Media.

Conosciamo i dati di penetrazione dei Social Media e sappiamo bene quanto i consumatori siano inclini ad esprimere le proprie preferenze attraverso questi nuovi canali. Ecco perché i social network stanno rimpiazzando i tradizionali metodi di indagine di mercato.

frito_lay_social_mediaNon mancano esempi di società affermate che recentemente abbiano sostituito i focus group con i social media, come scrive Stephanie Clifford in un articolo su The New York Times, in cui la giornalista elenca alcuni casi di noti brand come MAC, la multinazionale americana WalmartFrito-Lay, che per testare nuovi prodotti (come il nuovo gusto di patatine) hanno utilizzato Facebook, Twitter, Google+ e Linkedin. Non importa la natura merceologica del prodotto, che si tratti di snack, cosmetici o birre non cambia, né che si tratti di piccole, medie o grandi imprese, l’importante è interrogare il proprio target sui social media.

Proprio come nel caso di GladRuth Services, società specializzata nella vendita di soluzioni di video advertising per agenzie di marketing, che ha scelto Twitter per testare il gradimento dei suoi video spot accessibili attraverso un QR Code.

E c’è chi addirittura punta tutto sul giudizio dei suoi utenti, come Sandy Patangay, fondatrice della boutique di dolci della Grande Mela Creme Delicious. “Per scegliere nuove decorazioni e fatture”, racconta Sandy a The New York Times, “mi affido totalmente ai miei fan di Facebook e follower di Twitter. Sono loro a suggerirmi i pasticcini più votati e noi a produrli e renderli disponibili anche per ordini via web e Facebook”.

Se questo metodo d’indagine si rivela sempre più diffuso, rapido e preciso, è necessario adottarlo senza dimenticare che non basta chiedere ai propri utenti se il prodotto è di loro gradimento, ma e sopratutto, quanto sarebbero disposti a pagarlo.