Nonostante sia nato già da quasi 2 anni, il social media Pinterest ha cominciato a far parlare di sè solo di recente. I numeri raggiunti da questa piattaforma divertente e funzionale sono già più che interessanti: tre milioni di iscritti a fine 2011 e una media di undici milioni di visite a settimana.
Ma cosa differenzia Pinterest rispetto ai social network a cui siamo abituati?
Alcuni elementi sono comuni agli altri: ad esempio la centralità dei contenuti visivi (Flickr, Instagram), la distinzione in Followers e Following (Twitter), la forma di tumblelog (Tumblr).
Alla base di Pinterest ci sono gli interessi personali comunicati attraverso i contenuti (pin) ed organizzati nella bacheche (board). I pin possono essere immagini, video, documenti di lavoro, infografiche: ovvero tutto ciò che si può mostrare e condividere.
Secondo MarketingArena, tre possono essere i principali spunti di discussione sulla formula di Pinterest:
- La Content Curation. Su Pinterest i contenuti non sono solo pubblicati ma organizzati secondo logica (dal blog “long form” al social “push button“). Come già molti hanno sottolineato, il 2012 sarà l’anno della Content Curation per cui gli utenti piuttosto che produrre contenuti (oppure oltre a produrli), li gestiranno in modo strutturato (pubblicandoli, sistemandoli, editandoli) per una consultazione più efficace e veloce. Sulla Content Curation anche Facebook ha detto la sua con l’introduzione della Timeline (per saperne di più leggi qui).
- Le Board come Vetrina. Utilizzando il bottone Pin It applicabile a siti e blog (tutte le info su come installarlo sono qui), un’immagine presente in rete può essere condivisa all’interno del network specificandone il prezzo e la descrizione. Ognuna di queste immagini (leggi prodotti!) diventa facilmente ricercabile. Con queste features, Pinterest getta le basi per innumerevoli spunti in tema di monetizzazione.
- Le tematiche SEO. Per essere notati dai motori di ricerca e diventare influenti, la cosa più importante è ottimizzare le boards: “pinnare” immagini di alta qualità con apposite keywords; usare parole specifiche per i titoli delle boards; ripetere le parole chiavi nel testo. Importantissimo è anche evitare di “pinnare” troppo in quanto tale attività non è ben vista nè da Pinterest (vedi la Pin-Etiquette) nè dai suoi utilizzatori.
Grazie a questi elementi, sembra che Pinterest abbia suscitato l’interesse del colosso Google che, secondo fonti non ufficiali, sarebbe intenzionato ad acquistare il Social Network per un’eventuale integrazione con Google Plus.
Nessuna notizia è certa ma, in ogni caso, il 2012 dei Social Network (e della Social Curation) vedrà Pinterest tra gli attori principali.


