Contattaci

Nonsolokiver
Novità, trend di mercato
e curiosità

News

Musica e social media: Gianluca Perrelli alla Social Media Week 2012

28 settembre 2012 17:44
Social-media-week-Torino-2012

Martedì 25 settembre si è tenuta a Torino la conferenza “Musica e social media: impatto sulla user experience, nuove regole d’engagement tra artisti e fans e fattori di cambiamento nel marketing online”. All’evento – svoltosi in occasione della Social Media Week 2012 – ha partecipato in qualità di relatore anche Gianluca Perrelli, CEO di Kiver, con Massimo Petrella (Tailoradio), Giuseppe Ravello (Sounday) e Filippo Tha (Discoforgia).

In un’era in cui la musica sta diventando un’esperienza sempre più sociale (nelle sue modalità di scoperta e di fruizione ma anche di condivisione), anche l’offerta subisce delle trasformazioni che emergono soprattutto nelle strategie e nelle tattiche di online marketing, negli strumenti promozionali e nell’evoluzione del rapporto tra l’artista e i suoi fan. Come gestire un panorama così complesso e dinamico in cui la crisi della musica registrata si deve confrontare con l’esplosione della fruizione musicale?

Queste le principali tematiche trattate da Perrelli e dagli altri relatori:

La nuova carriera di un artista

L’artista del nuovo millennio deve essere in grado di reinventarsi e di sfruttare ogni mezzo a sua disposizione – in particolar modo social network e affini – per farsi ascoltare dal maggior numero possibile di persone senza fossilizzarsi esclusivamente sulla monetizzazione, che subentra in un secondo momento, quando si passa alla dimensione live. Perrelli ha portato come esempio la tecnobrega, fenomeno (illegale) che si sta diffondendo in Brasile e che vede gli artisti emergenti affidarsi ai venditori ambulanti per la masterizzazione e distribuzione dei propri album: i primi delegano in toto la diffusione della propria musica ai secondi, i quali percepiscono il 100% del ricavo. Il vantaggio per l’artista sta nella portata della distribuzione dei dischi che – se significativa – può fruttare concerti e sponsor.

Social media jam

Al giorno d’oggi è fondamentale per gli artisti crearsi dei profili sociali (Facebook, Twitter, Soundcloud, YouTube, ecc.) al fine di instaurare un rapporto diretto con il pubblico, carpire (e soddisfare quanto più possibile) le aspettative dei fan e dei potenziali ascoltatori. E’ dunque importante che sia l’artista stesso a gestire i propri spazi virtuali, ma tale compito diventa ingestibile con l’aumentare della popolarità: in questi casi subentrano persone dedicate, un team di specialisti che si occupa di rispondere alle esigenze dell’artista e delle label.

Crowd funding

Si è parlato del caso di Amanda Palmer, che ha coinvolto i fan in una raccolta fondi per sostenere il proprio progetto discografico. Un’idea innovativa ma difficile da sfruttare su larga scala e/o se non si gode di una fama considerevole. Perrelli sostiene che il crowd funding sia un fenomeno intrigante perché dà l’opportunità all’artista di valutare la propria offerta e di darle un valore, ossia ad essere consapevole della propria musica e dell’appeal che essa può avere sul pubblico. L’artista è dunque chiamato ad essere il manager di sé stesso.

Cloud music

Il problema di fondo è che il 60% della musica (cit. Giuseppe Ravello) passa attraverso lo streaming e non si è ancora capito come monetizzare. Secondo Perrelli la sfida per chi si occupa di musica in un ecosistema così complesso è quella di acquisire le competenze necessarie per poter utilizzare tutti gli strumenti disponibili e per creare delle strategie efficaci.