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Killer Copy: quando è il ‘come’ a fare la differenza

14 febbraio 2013 11:21
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Alcuni giorni fa HubSpot, da sempre nemico del ‘copy mediocre‘, ha pubblicato un interessante articolo in cui ci dice dove dovrebbe essere d’obbligo utilizzare un ‘killer copy‘.

In un momento in cui sembra che la correttezza grammaticale e l’uso ponderato delle parole siano ‘roba vecchia’, in cui la figura del copy writer è sempre più sottovalutata, fa piacere sapere che fare bene il proprio lavoro ha ancora una qualche importanza.

In realtà come il social e il mobile nelle quali lo spazio per la comunicazione è limitato spesso ad una manciata di caratteri, usare bene le poche parole a disposizione fa la differenza.
Capire quali e quante keyword utilizzare, che peso dare alle parole a al loro formato (grassetti e maiuscole acquistano con il web nuovo significato). Tutto si ‘riduce’ ad avere o no un ‘killer copy’.

Vediamo allora ‘dove’ è più importante non sbagliare:

  1. Meta Description: si tende a pensare che le meta description siano un ricordo del SEO anni 90 dimenticando che, pur non impattando sulla ricerca pura e il ranking assegnato da Google, le descrizioni influenzano molto le conversioni. E le conversioni risultano rilevanti in ottica SEO.
  2. Titoli di articoli, blog e post: è chiaro che un blog dev’essere ben scritto se si vuole che sia letto, commentato e magari anche ripreso. Ma cos’è che spinge i lettori a leggere un articolo piuttosto che un altro? Il titolo… Quei 70 caratteri (a volte anche meno)  sono in grado di convogliare l’attenzione qui, o lì, o là. Voi ora siete qui e noi abbiamo l’occasione di farvi leggere come scriviamo e ciò che facciamo.
  3. Oggetto delle email: i motivi sono simili al punto 2. la difficoltà principale è il numero delle mail ricevute,  i tassi di risposta sono bassi anche per chi vanta copy di tutto rispetto. Le indicazioni di HubSpot su questo punto sono chiare e puntuali, ne riportiamo due:
    • Personalizzare: vi sarà capitato di ricevere mail dirette a Voi (Solo a Voi) a Voi che lavorate per La Vostra azienda, a Voi che siete interessate al Vostro Brand Preferito. Più precise sono le indicazioni, più sarete incuriositi, più alto sarà il tasso di apertura.
    • Definire: incuriosire è efficace ma fino ad un certo punto. Il tema della mail dev’essere chiaro da subito. Troppo vago = poco incisivo, poco interessante.
  4. Nomi di offerte, promozioni, Calls-to-Action e Bottoni (click to..): abbiamo già parlato dell’importanza dei termini e dei toni scelti per i Titoli (nei Blog come nelle News), le stesse motivazioni (attirare l’attenzione, incentivare all’azione, …) possono essere riproposte qui.
  5. Testi degli annunci Pay per click: anche questo punto poteva essere compreso nel precedente ma in questo caso l’attenzione al copy tende ad essere quasi maniacale. Pochi caratteri a disposizione e la necessità di essere incisivi. Il suggerimento qui è di fare più stesure dello stesso annuncio monitorando gli andamenti.
  6. Grafiche: la forza del contenuto visivo è proprio il dire senza parole, la grafica, le immagini aiutano a veicolare il messaggio. I testi che completano questo tipo di contenuto dovranno quindi essere brevi e d’impatto, con un occhio alla resa grafica. 
  7. Profili Social: chi siete e cosa fate puo’ essere raccontato in molti modi, coordinando i vari profili social (come fa Nike ad esempio) o differenziandoli in base al target, differente, che ogni social media raggiunge (come sa bene il Corriere della Sera).
  8. Descrizioni: last but not least‘ la descrizione dei prodotti (o servizi) che volete offrire. Sembra mera ripetizione ma anche qui la parola d’ordine è brevità. I testi dovranno essere completi ma di veloce lettura e assimilazione, chiari, non ripetitivi, esaustivi. Devono far capire cosa offrite e invogliare all’acquisto (al contatto, alla condivisione).

Per chi vuole, qui trovate alcuni esempi di Killer Copy (in inglese) presentati sempre da HubSpot.

Kiver mette a disposizione dei suoi partner un team editoriale dedicato all’engagement che lavora con industry come quelle della musica, del cinema, della telefonia mobile (e non solo!). Interessati? Chiedici di più!