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		<title>Kiver - The Inbound Marketing Company</title>
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			Kiver, agenzia di marketing specializzata nello sviluppo di iniziative digitali di promozione, branding e pubblicità interattiva.		</description>
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			Wed, 22 Feb 2012 10:19:38 +0000		</lastBuildDate>
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			<title>Kiver - The Inbound Marketing Company</title>
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			<title>Tutti dicono: &#8220;I Love Inbound Marketing&#8221;</title>
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			http://www.kiver.com/news/tutti-dicono-i-love-inbound-marketing/</link>
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				http://www.kiver.com/news/tutti-dicono-i-love-inbound-marketing/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Wed, 22 Feb 2012 09:56:58 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[l&#8217;Inbound Marketing è l&#8217;insieme di strumenti più efficiente ed efficace per sviluppare la brand awareness, diminuire i costi-per-lead e coinvolgere gli utenti. La notizia è che di recente anche le realtà più grandi ed importanti nel panorama mondiale stanno abbandonando &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/tutti-dicono-i-love-inbound-marketing/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>l&#8217;<a href="http://www.kiver.com/news/ciao-noi-siamo-kiver-e-facciamo-inbound-marketing/" target="_blank"><strong>Inbound Marketing</strong></a> è l&#8217;insieme di strumenti più efficiente ed efficace per sviluppare la brand awareness, diminuire i costi-per-lead e coinvolgere gli utenti.</p>
<p>La notizia è che di recente anche le realtà più grandi ed importanti nel panorama mondiale stanno abbandonando il marketing &#8220;classico&#8221; per abbracciare i nuovi strumenti online. <span id="more-2200"></span>Ci riferiamo a P&amp;G, ovvero <strong>Procter&amp; Gamble</strong>, multinazionale proprietaria di marchi famosi come Braun, Gillette, Pantene ma anche Pringles.</p>
<p>Come riportato su <a href="http://www.businessinsider.com/pg-ceo-to-lay-off-1600-after-discovering-its-free-to-advertise-on-facebook-and-google-2012-1" target="_blank">Business Insider</a>, l&#8217;amministratore delegato di P&amp;G <strong>Robert McDonald</strong> ha dichiarato che la multinazionale sta &#8220;moderando&#8221; il suo budget pubblicitario proprio utilizzando gli strumenti offerti da Facebook e Google: più economici e più efficaci dei mezzi tradizionali.</p>
<p>Se i &#8220;grandi&#8221; si stanno muovendo in questa direzione, a maggior ragione lo stanno facendo i piccoli che soffrono maggiormente la mancanza di budget pubblicitari elevati. Un esempio in questo senso è l&#8217;esperienza del <strong>Canton Ticino</strong> che (come si può leggere <a href="http://actualizink.typepad.com/blog/2012/02/inbound-marketing-vs-marketing-tradizionale-in-canton-ticino.html" target="_blank">qui</a>) sta abbracciando la logica &#8220;inbound&#8221; per passare dall&#8217;<em>Interruption </em>al <em>Permission Marketing</em>.</p>
<p>Ma in che modo l&#8217;inbound marketing permette di aumentare le vendite?</p>
<div id="attachment_2235" class="wp-caption alignleft" style="width: 226px"><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/IMProcess_Infografica.jpg" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-2235   " title="inbound-marketing-process-cut" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/inbound-marketing-process-cut-300x291.jpg" alt="" width="216" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per visualizzare l&#39;infografica completa</p></div>
<p>Gli step sono solo 5 ma tutti molto delicati ed importanti.</p>
<ul>
<li>Creare un <strong>sito web</strong> come si deve</li>
<li>Aumentare il <strong>traffico </strong>generato dal sito</li>
<li>Convertire il traffico in <strong>contatti</strong></li>
<li>Convertire i contatti in vendite</li>
<li>Misurare e <strong>monitorare </strong>ogni aspetto</li>
</ul>
<p>Trovate tutti i dettagli in questa <strong>infografica</strong>.</p>
<p>E se scoprite che l&#8217;inbound marketing fa proprio per voi, allora non vi resta che <a href="http://www.kiver.com/contattaci/" target="_blank">contattarci</a>!</p>
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			<title>Il Presidente Napolitano all’Università di Sassari</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-presidente-napolitano-all%e2%80%99universita-di-sassari/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 21 Feb 2012 10:26:16 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2227			</guid>
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				<![CDATA[Questa mattina a partire dalle ore 11.00 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano terrà un discorso all’Università di Sassari per celebrarne i 450 anni di storia. Lo streaming video dell’evento è stato affidato a Kiver ed è disponibile in diretta &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-presidente-napolitano-all%e2%80%99universita-di-sassari/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Questa mattina a partire dalle ore 11.00 il <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> terrà un discorso all’Università di <strong>Sassari</strong> per celebrarne i 450 anni di storia. <span id="more-2227"></span><br />
Lo <strong>streaming video</strong> dell’evento è stato affidato a <strong>Kiver</strong> ed è disponibile in diretta al seguente link <a href="http://www.reportersonline.it/tv/" target="_blank">http://www.reportersonline.it/tv/</a> e altri siti di informazione di livello locale e nazionale.</p>
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			<title>Ad ognuno il suo social network</title>
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			http://www.kiver.com/news/ad-ognuno-il-suo-social-network/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 20 Feb 2012 16:40:32 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2181			</guid>
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				<![CDATA[Una semplice e rapida infografica per riassumere tutto quello che proprio non si puo&#8217; non sapere sui social network più famosi del momento! Non capite la differenza tra Pinterest e Instagram? Volete sapere qual&#8217;è il social più &#8216;femminile&#8217;? Provate a &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/ad-ognuno-il-suo-social-network/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Una semplice e rapida infografica per riassumere tutto quello che proprio non si puo&#8217; non sapere sui social network più famosi del momento!<span id="more-2181"></span></p>
<p>Non capite la differenza tra Pinterest e Instagram? Volete sapere qual&#8217;è il social più &#8216;femminile&#8217;?<br />
Provate a dare un&#8217;occhiata <a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/Ad-ognuno-il-suo-social-media.jpg" rel="facebox">qui</a>.</p>
<p>Scoprirete che le donne amano Pinterest, mentre gli uomini adorano Foursquare.<br />
Che su Instagram sono state condivise più di 150 milioni di foto e che G+ ha già raggiunto i 90 milioni di utenti.</p>
<p>Se siete incuriositi dal mondo social vi potrebbero interessarei nostri articoli su <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-fenomeno-che-insegue-i-colossi/" target="_blank">Pinterest</a>, <a href="http://www.kiver.com/news/lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-milioni-in-italia/" target="_blank">Linkedin</a>,<a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-fenomeno-che-insegue-i-colossi/" target="_blank"> </a><a href="http://www.kiver.com/news/dal-fan-al-superfan-in-4-passi/" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://www.kiver.com/news/la-popolazione-di-google-uninfografica/" target="_blank">G+</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>La popolazione di Google+: un&#8217;infografica</title>
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			http://www.kiver.com/news/la-popolazione-di-google-uninfografica/</link>
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				http://www.kiver.com/news/la-popolazione-di-google-uninfografica/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Fri, 17 Feb 2012 11:29:53 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[A poco più di 6 mesi dal lancio, Website Monitoring effettua una ricerca sulla popolazione di Google+. Dallo studio si evince che: il network è composto prevalentemente da uomini (67%) lato occupazionale, gli studenti rappresentano la maggior parte del campione &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/la-popolazione-di-google-uninfografica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>A poco più di 6 mesi dal lancio, <a href="http://www.website-monitoring.com/">Website Monitoring</a> effettua una ricerca sulla popolazione di <strong>Google+</strong>. <span id="more-2184"></span></p>
<p>Dallo studio si evince che:</p>
<ul>
<li>il network è composto prevalentemente da <strong>uomini</strong> (67%)</li>
<li>lato occupazionale, gli <strong>studenti</strong> rappresentano la maggior parte del campione (20%), staccandosi nettamente da tutte le altre categorie presenti</li>
<li>i <strong>single</strong> la fanno da padroni con un 42% surclassando gli sposati (al 32%)</li>
<li>la persona più popolare è però una donna, <strong>Britney Spears</strong></li>
<li>la pagina più popolare è invece quella dei <strong>Coldplay</strong></li>
</ul>
<p>Curiosi di sapere tutto il resto? <a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/google+_facts_figures.png" rel="facebox">Cliccate qui </a>per vedere l&#8217;infografica completa.</p>
<p>Fonte: <a href="http://mashable.com/2012/02/15/everything-about-google-plus/">Mashable</a></p>
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			<title>Videa riscopre il web con le nuove piattaforme realizzate da Kiver</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/videa-riscopre-il-web-con-le-nuove-piattaforme-realizzate-da-kiver-e-un-contest-dedicato-allattesissima-pellicola-the-woman-in-black/</link>
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				http://www.kiver.com/news/videa-riscopre-il-web-con-le-nuove-piattaforme-realizzate-da-kiver-e-un-contest-dedicato-allattesissima-pellicola-the-woman-in-black/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Thu, 16 Feb 2012 15:04:50 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2126			</guid>
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				<![CDATA[Dalla partnership tra Videa, Kiver e l’agenzia grafica Studio Grafite nascono il sito istituzionale Videa-CDE e quello dedicato al film dell’anno: The Woman in Black Milano, 16 febbraio 2012 – Kiver, agenzia specializzata in servizi di digital marketing per le &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/videa-riscopre-il-web-con-le-nuove-piattaforme-realizzate-da-kiver-e-un-contest-dedicato-allattesissima-pellicola-the-woman-in-black/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p><a title="Case History: Videa - Social Media Marketing" href="http://www.kiver.com/history/videa-social-media-marketing/" target="_blank">Dalla partnership tra Videa, Kiver</a> e l’agenzia grafica Studio Grafite nascono il sito istituzionale Videa-CDE e quello dedicato al film dell’anno: The Woman in Black<em><span id="more-2126"></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Milano, 16 febbraio 2012 – <a href="../">Kiver</a>, agenzia specializzata in servizi di digital marketing per le aziende, e Studio Grafite, società specializzata in grafica e web design, firmano per Videa-CDE, società di produzione e distribuzione cinematografica indipendente, il <strong>sito istituzionale</strong> <a href="http://www.videa-cde.it/">www.videa-cde.it</a> e la piattaforma dedicata al nuovo attesissimo film <strong>The Woman in Black</strong> <a href="http://www.thewomaninblack.it/">www.thewomaninblack.it</a>, nelle sale dal prossimo 2 marzo.</p>
<p>Interamente progettato seguendo la logica delle più innovative architetture web social connected, il nuovo sito istituzionale presenta sezioni ad alta frequenza di aggiornamento e contiene tutte le informazioni dettagliate sui film distribuiti da Videa: pellicole in prima visione e in programmazione sul grande schermo, oltre al catalogo di tutti i film disponibili per noleggio e vendita in home video (dvd e blu-ray). Ogni scheda film illustra trama, recensioni e approfondimenti ed è integrata con contenuti multimediali quali immagini e trailer.</p>
<p>In concomitanza con il lancio della piattaforma web ufficiale, nasce il sito del film <a href="http://www.thewomaninblack.it/">www.thewomaninblack.it</a>, creato ad hoc per promuovere la nuovissima pellicola “The Woman in Black”, il thriller-ghost in uscita il 2 marzo che ha come attore protagonista <strong>Daniel Radcliffe</strong>, per tutti il volto di Harry Potter. Progettato su un format innovativo, il sito riunisce in un’unica piattaforma l’impatto estetico delle animazioni, l’orientamento social, la completezza dei contenuti e la semplicità di aggiornamento.</p>
<p>Ma non finisce qui: il nuovo sito del film ospiterà, dal 16 febbraio al 31 marzo, un <strong><a title="Gioca con The Woman in Black e vinci Londra!" href="http://www.thewomaninblack.it/vinci-londra#anchor" target="_blank">concorso</a> </strong>che mette in palio un viaggio a Londra per assistere all’avvincente rappresentazione teatrale di “The Woman in Black” e molti altri fantastici premi. Il sistema sviluppato da Kiver permette agli utenti di partecipare al contest semplicemente rispondendo a una domanda. E vincere con un click una vacanza Noir and the City&#8230;</p>
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				<item>
			<title>Volunia: il lancio non entusiasma ma l&#8217;attesa continua</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/volunia-il-lancio-non-entusiasma-ma-lattesa-continua/</link>
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				http://www.kiver.com/news/volunia-il-lancio-non-entusiasma-ma-lattesa-continua/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Wed, 15 Feb 2012 14:34:47 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2129			</guid>
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				<![CDATA[Abbiamo gia parlato di Volunia lo scorso novembre, quando le informazioni disponibili erano davvero poche e quando l&#8217;attesa per il rilascio della versione beta non era ancora finita. Tale rilascio, previsto entro il 2011, è invece avvenuto la scorsa settimana, &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/volunia-il-lancio-non-entusiasma-ma-lattesa-continua/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
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				<![CDATA[<p>Abbiamo <a href="http://www.kiver.com/news/volunia-il-motore-di-ricerca-made-in-italy/" target="_blank">gia parlato</a> di <a href="www.volunia.com" target="_blank"><strong>Volunia</strong></a><strong> </strong>lo scorso novembre, quando le informazioni disponibili erano davvero poche e quando l&#8217;attesa per il rilascio della versione beta non era ancora finita.</p>
<p>Tale rilascio, previsto entro il 2011, è invece avvenuto la scorsa settimana, <span id="more-2129"></span>quando i <em>Power Users</em> (selezionati da Volunia stessa) hanno potuto usare per la prima volta il motore di ricerca<em>.</em></p>
<p>Grazie a qualcuno di <a href="http://vitadigitale.corriere.it/" target="_blank">loro</a>, abbiamo scoperto le caratteristiche principali di Volunia, ovvero <strong>&#8220;Seek &amp; Meet&#8221;</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Seek</strong><strong>.</strong> Questa è la parte più <em>tradizionale </em>di Volunia: le funzionalità classiche da motore di ricerca. Sembra però che l&#8217;indicizzazione delle rete sia ancora all&#8217;<strong>1%</strong>, il chè significa che i risultati che Volunia è capace di restituire sono in quantità e qualità inferiori rispetto a quelli che si ottengono con altri motori di ricerca.</li>
<li><strong>Meet</strong><strong>.</strong> Questa invece la parte più <em>innovativa</em>. Anche successivamente alla ricerca, l&#8217;utente rimane all&#8217;interno di un frame in cui sono indicate le altre persone che stanno visualizzando la stessa pagina e che possono essere invitate in chat dirette. Durante le chat, gli utenti rimangono all&#8217;interno del sito, aumentando così il tempo di permanenza medio.</li>
</ul>
<p>In una parola: <strong>Social Browsing</strong>. Per motore di ricerca sociale si intende un motore che genera  dei risultati oltre che in base ad algoritmi anche grazie al supporto e  alle segnalazioni degli utenti. Volunia, infatti, permette di intrecciare relazioni in base agli interessi condivisi, espressi tramite le ricerche fatte sul web. Non si tratta del primo esperimento in questo senso: l&#8217;era del web 2.0 ha visto nascere diversi motori &#8220;social&#8221; ognuno con qualche elemento di differenziazione (voting, chat, retribuzioni).</p>
<p>A detta dello stesso <strong>Marchiori</strong>, padre dell&#8217;iniziativa, la strada da percorrere è ancora lunga: finora sono stati investiti <strong>2 milioni di euro</strong> (da parte di un venture capital italiano) ma il rilascio della versione beta ha lo scopo (dichiarato) di attirare altri capitali per continuare (e completare) l&#8217;opera.</p>
<p>Finora molti dei Power User hanno espresso parere negativo (come quello di <a href="http://www.pandemia.info/2012/02/07/volunia-bocciato-alla-prova-su-strada.html" target="_blank">Pandemia </a>e <a href="http://daily.wired.it/news/internet/2012/02/07/test-volunia-marchiori-19831.html" target="_blank">Wired</a>). Nell&#8217;attesa di poterlo testare, l&#8217;unica cosa che ci sentiamo di dire è che, vista la difficoltà a fare innovazione nel nostro Paese, lanciare un progetto così ambizioso, <strong>pensato, finanziato e realizzato interamente in Italia</strong>,  può essere considerato già un successo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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								</item>
				<item>
			<title>Lo stato di LinkedIn: 150 milioni di iscritti, 3 milioni in Italia</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-milioni-in-italia/</link>
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				http://www.kiver.com/news/lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-milioni-in-italia/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Tue, 14 Feb 2012 17:03:12 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[La scorsa settimana sul suo blog, Vincenzo Cosenza ha analizzato e commentato un’interassante infografica su LinkedIn. Il social network ‘professionale’ che circa un anno fa annunciava il suo debutto in borsa, ha toccato, nell’ultimo trimestre 2011, i 167,7 milioni di &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-milioni-in-italia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>La scorsa settimana sul suo blog, <a href="http://vincos.it/about-2/ " target="_blank">Vincenzo Cosenza</a> ha analizzato e commentato un’interassante infografica su LinkedIn. <span id="more-2165"></span>Il social network ‘professionale’ che circa un anno fa annunciava il suo debutto in borsa, ha toccato, nell’ultimo trimestre 2011, i <strong>167,7 milioni </strong>di dollari di fatturato (<strong>+105%</strong> rispetto all’anno precedente).</p>
<p>Impressionante è anche il numero degli utenti coinvolti, la rete di contatti ha dichiarato di aver superato i <strong>150 milioni di membri</strong> (100 milioni nel marzo 2011), 60% dei quali fuori dagli Stati Uniti.</p>
<p>L’infografica che potete aprire da <a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/state-of-linkedin-0212.jpg" rel="facebox" target="_blank">qui </a>riassume alcuni di questi dati</p>
<p>Sempre dal <a href="http://vincos.it/2012/02/11/lo-stato-di-linkedin-150-milioni-di-iscritti-3-in-italia/" target="_blank">blog </a>di Vincenzo Cosenza riprendiamo invece alcuni dati sull’Italia:</p>
<p>‘<em>In <strong>Italia </strong>si calcolano <strong>3.026.074</strong> di <strong>iscritti</strong>, in crescita di oltre un milione di unità anno su anno. Anche nel nostro paese si rileva una prevalenza di <strong>uomini </strong>(54%). Le età più rappresentate sono quelle della fascia <strong>25-34 </strong>(40%) e 35-54 (39%). I 18-24enni sono il 15% e gli ultra 55enni solo il 6%.<br />
Nel nostro paese i settori con più addetti sono l’<strong>hi tech</strong> e la manifattura, entrambi con un peso del 14%. A seguire finanza, corporate e beni di consumo (9%). Siamo un popolo di imprenditori (12%), venditori (12%) e ingegneri (8%). Ben rappresentati anche i ruoli legati all’information technology (7%) e all’insegnamento (7%)</em>’</p>
<p>All’interno dell’universo degli utenti LinkedIn ci siamo anche noi: ‘<a href="http://www.linkedin.com/company/133558?trk=tyah" target="_blank">Follow us! </a>’</p>
<p>Vedite a scoprire il nostro <strong>profilo </strong>aziendale, <strong>chi siamo</strong> e cosa facciamo. Da li potrete seguire in tempo reale le news sull&#8217;inbound manrketing e sui progetti firmati Kiver.</p>
<p>Fonte &#8211; <em>Vincenzo Cosenza</em></p>
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			<title>San Valentino 2012: web, amore e fantasia</title>
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			http://www.kiver.com/news/san-valentino-2012-web-amore-e-fantasia/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 13 Feb 2012 11:59:47 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Che ci piaccia o no, San Valentino sta arrivando, e con lui una scia di applicazioni e iniziative social pucci-pucci. Cominciamo con Heineken e la sua Heineken Serenade, app Facebook che permette agli utenti di creare serenate personalizzate, cantate da &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/san-valentino-2012-web-amore-e-fantasia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Che ci piaccia o no, San Valentino sta arrivando, e con lui una scia di applicazioni e iniziative social <em>pucci-pucci</em>. <span id="more-2124"></span>Cominciamo con <strong>Heineken</strong> e la sua <a href="http://www.facebook.com/heineken?sk=app_137291299679912" target="_blank">Heineken Serenade</a>, app Facebook che permette agli utenti di creare serenate personalizzate, cantate da una vera band, per la persona che vogliono invitare a un appuntamento. E&#8217; stato anche previsto un evento di 8 ore su You Tube che si è tenuto il 9 febbraio, <strong>Serenade Live</strong>: qui potete trovarne gli <a href="https://www.youtube.com/heineken" target="_blank">highlights</a>.</p>
<p>La città di <strong>Parigi</strong> invece il 14 febbraio pubblicherà su 170 pannelli luminosi (quelli comunemente riservati alle informazioni sul traffico, per intenderci) 100 frasi selezionate fra quelle che i cittadini hanno inviato sul <a href="http://www.paris.fr/stvalentin" target="_blank">sito della <em>ville</em></a>, sul quale saranno anche consultabili tutti i messaggi caricati.</p>
<p><strong>The Melting Pot Restaurants</strong>, catena americana di ristoranti specializzata in fondue, ha creato un&#8217;<a href="https://www.facebook.com/themeltingpotrestaurants" target="_blank">applicazione Facebook</a> che permette agli utenti di colpire i propri potenziali innamorati con frecce di Cupido a forma di forchetta per fonduta al cioccolato. Usando l&#8217;applicazione si possono anche vincere cene gratis o gift card per i prodotti in vendita nella catena.</p>
<p>Aky Joe, ingegnere indiano, sul <a href="http://new.thecreatology.com/sir-mark-zuckerberg-can-we-replace-like-button-by-love-button-for-valentines.html" target="_blank">suo sito</a> chiede a Mark Zuckerberg di trasformare il bottone Like nel <strong>bottone Love </strong>in occasione di San Valentino. Chissà se verrà ascoltato&#8230;</p>
<p>Non vi basta? Andate su <strong>Mashable</strong> e godetevi una rassegna di 12 board <strong>Pinterest </strong>(di cui Kiver ha già parlato <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-social-media-per-pinnare-gli-interessi/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-fenomeno-che-insegue-i-colossi/" target="_blank">qui</a>) <a href="http://mashable.com/2012/02/07/pinterest-valentines-day/" target="_blank">dedicate a San Valentino</a>.</p>
<p>Troppo romanticismo? Vi lasciamo con questo video.<br />
Ok, è dell&#8217;anno scorso, ma fa sempre la sua figura.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/news/san-valentino-2012-web-amore-e-fantasia/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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			<title>Kiver &#8220;Google Tech User Group&#8221;: tutte le informazioni sul primo meeting</title>
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			http://www.kiver.com/news/kiver-google-tech-user-group-tutte-le-informazioni-sul-primo-meeting/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 09 Feb 2012 18:36:33 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Il prossimo 18 Febbraio, presso la sede di Kiver a Sassari, si terrà il primo meeting del neonato Google Tech User Group sardo. Si inizia alle h 9.30 con la presentazione del gruppo, a cui seguiranno 3 talk tecnici, relativi &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/kiver-google-tech-user-group-tutte-le-informazioni-sul-primo-meeting/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Il prossimo 18 Febbraio, presso la sede di <strong>Kiver</strong> a Sassari, si terrà il primo meeting del neonato <strong>Google Tech User Group </strong>sardo. <span id="more-2122"></span>Si inizia alle h 9.30 con la presentazione del gruppo, a cui seguiranno 3 talk tecnici, relativi a topic quali <strong>Java</strong> e le <strong>piattaforme/API Google</strong>, di seguito il programma del meeting:</p>
<p>- introduzione alla piattaforma <strong>Google App Engine</strong> (tenuto da Alessio Dimauro, CTO di Kiver)</p>
<p>- <strong>Google Guava</strong> (tenuto da Massimiliano Dessì, fondatore del GTUG)</p>
<p>- L&#8217;utilizzo di <strong>Jersey</strong> per la creazione di servizi REST (tenuto da Sandro Pinna, del centro Sardegna Ricerche)</p>
<p>Vi ricordiamo che potete iscrivervi a questo <a href="http://jugevents.org/jugevents/event/43667" target="_blank">link</a>, vi aspettiamo!</p>
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			<title>Pinterest: il fenomeno che insegue i colossi</title>
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			http://www.kiver.com/news/pinterest-il-fenomeno-che-insegue-i-colossi/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 08 Feb 2012 10:41:42 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2099			</guid>
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				<![CDATA[Ci siamo occupati di Pinterest qualche settimana fa, quando non c&#8217;erano molti dati a disposizione e quando le sue funzionalità (in realtà anche il suo nome) erano semi-sconosciute. Ce ne siamo occupati con la certezza che sarebbe stata solo la &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-fenomeno-che-insegue-i-colossi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Ci siamo occupati di <strong>Pinterest </strong>qualche <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-social-media-per-pinnare-gli-interessi/" target="_blank">settimana fa</a>, quando non c&#8217;erano molti dati a disposizione e quando le sue funzionalità (in realtà anche il suo nome) erano semi-sconosciute. <span id="more-2099"></span>Ce ne siamo occupati con la certezza che sarebbe stata solo la prima di una lunga serie&#8230; ma forse non immaginavamo di riparlarne così in fretta!</p>
<p>Ne riparliamo proprio perchè adesso abbiamo a disposizione i primi <strong>dati</strong> decisamente interessanti (raccolti da <a href="http://www.briansolis.com/2012/01/pinterest-rivals-twitter-in-referral-traffic-pinteresting/" target="_blank"><strong>Brian Solis</strong></a>): in termini di visitatori unici, Pinterest è cresciuto con una velocità del <strong>429% </strong>megli ultimi quattro mesi del 2011.</p>
<p>Anche <a href="http://blog.shareaholic.com/" target="_blank">Shareaholic </a>ha analizzato alcuni dati su Pinterest e il risultato è semplice e chiarissimo: Pinterest sta generando più <strong>referral di traffico</strong> di Google Plus, LinkedIn, Reddit e YouTube messi insieme. Nella tabella qui sotto, si vede chiaramente come Pinterest stia accorciando la distanza tra sè e i &#8220;colossi&#8221; in termini di traffico referenziato: Google e Twitter lo superano infatti solo di pochissimi punti percentuale.</p>
<p>Il dato è ancora più interessante se si pensa che la maggior parte di marketers ed editor non lo usano o non ne conosco ancora l’esistenza: il margine di crescita è notevolissimo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2100" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/Pinterest_Crescita.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-2100" title="Pinterest_Crescita" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/Pinterest_Crescita-176x300.jpg" alt="" width="176" height="300" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2101" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/Pinterest_TrafficReport.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-2101" title="Pinterest_TrafficReport" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/02/Pinterest_TrafficReport-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a></p>
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				<item>
			<title>Il sorpasso delle vendite degli smartphone sui pc: segno di un cambio epocale?</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/il-sorpasso-delle-vendite-degli-smartphone-sui-pc-segno-di-un-cambio-epocale/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 06 Feb 2012 09:06:13 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2097			</guid>
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				<![CDATA[Il web è stato ormai consacrato da giornalisti e addetti ai lavori come il media su cui la maggior parte dei brand sposterà sempre più budget nell&#8217;arco dei prossimi mesi: investimenti pubblicitari, social media, e-commerce sono sicuramente i 3 grossi territori &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-sorpasso-delle-vendite-degli-smartphone-sui-pc-segno-di-un-cambio-epocale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Il web è stato ormai consacrato da giornalisti e addetti ai lavori come il media su cui la maggior parte dei brand sposterà sempre più budget nell&#8217;arco dei prossimi mesi<span id="more-2097"></span>: investimenti pubblicitari, social media, e-commerce sono sicuramente i 3 grossi territori da presidiare, ma mai come oggi diventa strategico pensare anche a come e con quali device i consumatori finali interagiscono con internet: <strong>web o mobile?</strong></p>
<p>Uno spunto interessante ce lo dà questa notizia pubblicata su <a href="http://mashable.com/2012/02/03/smartphone-sales-overtake-pcs/" target="_blank">Mashable</a>, che annuncia come <strong>il mercato degli smartphone abbia superato quello dei pc nel corso del 2011</strong>, quantomeno in termini di unità vendute (488 milioni di smartphone contro 415 milioni di pc, dati Canalsys).</p>
<p>E la lancetta della bilancia si sposta ancora di più verso il mobile se si pensa che su 415 milioni di pc, 63 milioni sono tablet!</p>
<p>Se un sito internet curato, social network affollati e interattivi, e un elevata brand reputation online sono i must del 2012 per essere competitivi sul mercato online, <strong>investire in mobile adv e sviluppare app e m-site</strong> sono i primi passi per accaparrarsi un posto da protagonista nel prossimo futuro.</p>
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			<title>Cos&#8217;è HTML5? Un video per saperne di più!</title>
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			http://www.kiver.com/news/cose-html5-un-video-per-saperne-di-piu/</link>
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				http://www.kiver.com/news/cose-html5-un-video-per-saperne-di-piu/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Fri, 03 Feb 2012 14:58:07 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2005			</guid>
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				<![CDATA[L&#8217;HTML5 (Hypertext Markup Language) è un linguaggio di programmazione attualmente in fase di definizione presso il World Wide Web Consortium. L&#8217;intento principale che ha guidato verso lo sviluppo di un linguaggio aggiornato, è quello di proporre nuovi comandi e funzionalità &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/cose-html5-un-video-per-saperne-di-piu/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>L&#8217;HTML5 (<em>Hypertext Markup Language</em>) è un linguaggio di programmazione attualmente in fase di definizione presso il <a href="http://www.w3.org/Consortium/" target="_blank"><strong>World Wide Web Consortium</strong></a>.</p>
<p>L&#8217;intento principale che ha guidato verso lo sviluppo di un linguaggio aggiornato, è quello di proporre <span id="more-2005"></span><strong>nuovi comandi e funzionalità</strong> oltre che garantire una buona <strong>compatibilità con i browser esistenti</strong>, compresi quelli obsoleti o presenti su piattaforme mobili.</p>
<p>Sebbene HTML5 sia un’evoluzione della precedente versione 4.01, il suo raggio d&#8217;azione è stato talmente ampliato che non è facile ricondurlo a una precisa definizione. In questo senso risulta molto efficace il <strong>video </strong>(<a href="http://topicsimple.com/blog/new-topic-simple-video-what-is-html5/" target="_blank">ideato da Topic Simple</a>) che proponiamo di seguito e che, in soli novanta secondi, riesce a sintetizzare le novità della versione numero cinque.</p>
<p>Una delle caratteristiche che avrà più impatto sulla navigazione sarà la capacità dei browser di leggere i contenuti multimediali autonomamente ovvero senza ricorrere ai software ad hoc.<br />
Per ottenere questo risultato però, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/13/quando_Internet_Prova_Aprire_Vaso_co_9_101013062.shtml" target="_blank">come scrive Carlo Fornero sul Corriere</a>, l&#8217; HTML5 trasferirà negli hard disk dei computer che navigano una grande quantità di dati per cui consentirà di acquisire molteplici informazioni sui navigatori.<br />
Per questo motivo, le associazioni per la tutela della <strong>privacy </strong>sono già pronte a monitorarne gli effetti.</p>
<p>Comunque sia, per vedere l&#8217;HTML5 in azione dovremo aspettare ancora un po&#8217; in quanto il World Wide Web Consortium ha programmato il lancio per <strong>luglio 2014</strong>.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/news/cose-html5-un-video-per-saperne-di-piu/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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				<item>
			<title>La migliore operazione marketing del secolo</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/la-migliore-operazione-marketing-del-secolo/</link>
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				http://www.kiver.com/news/la-migliore-operazione-marketing-del-secolo/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Fri, 03 Feb 2012 12:08:43 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2091			</guid>
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				<![CDATA[Mentre tutti parlano dell&#8217;IPO di Facebook, dell&#8217;ascesa di Pinterest e dell&#8217;espansione social del Super Bowl, Kiver oggi ha deciso di parlarvi della più grande campagna di marketing mai realizzata. &#160; Godetevi il video&#8230; e state pronti all&#8217;evento. Fonte: Ibelieveinadv. La &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/la-migliore-operazione-marketing-del-secolo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Mentre tutti parlano dell&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-03/facebook-grande-secolo-internet-063902.shtml?uuid=AaMUbCmE" target="_blank">IPO di Facebook</a>,<span id="more-2091"></span></p>
<p>dell&#8217;ascesa di <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-social-media-per-pinnare-gli-interessi/">Pinterest</a></p>
<p>e dell&#8217;<a href="http://www.kiver.com/wp-admin/womma.org/word/2012/02/01/it%E2%80%99s-gonna-be-a-social-super-bowl/" target="_blank">espansione social del Super Bowl</a>,</p>
<p>Kiver oggi ha deciso di parlarvi della più grande campagna di marketing mai realizzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Godetevi il video&#8230; e state pronti all&#8217;evento.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/news/la-migliore-operazione-marketing-del-secolo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ibelieveinadv.com/2012/02/buzzman-the-last-greeting-card-ever/">Ibelieveinadv</a>.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">La migliore operazione marketing del secolo</div>
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				<item>
			<title>Come gestire la reputazione del proprio Brand online? Ecco un&#8217;utilissima guida!</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/come-gestire-la-reputazione-del-proprio-brand-online-ecco-unutilissima-guida/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 30 Jan 2012 15:50:40 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=2020			</guid>
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				<![CDATA[Molte persone sono ormai familiari con il controllo della propria reputazione on-line. Sappiamo bene cosa significa scandagliare Facebook per rimuovere i propri tag da foto imbarazzanti. Proprio come i privati, anche le aziende hanno una reputazione online di cui preoccuparsi &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/come-gestire-la-reputazione-del-proprio-brand-online-ecco-unutilissima-guida/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Molte persone sono ormai familiari con il controllo della propria reputazione on-line. Sappiamo bene cosa significa scandagliare Facebook per rimuovere i propri tag da foto imbarazzanti.<span id="more-2020"></span></p>
<p>Proprio come i privati, anche le aziende hanno una <strong>reputazione online</strong> di cui preoccuparsi e gestirla può costare molta fatica.</p>
<p>Per tutte le società prestare attenzione al feedback online è importantissimo dato che più del 92 per cento dei consumatori adulti cercherà una recensione o un parere online prima di pagare per un prodotto o un servizio, e un solo accenno di commento negativo può avere gravi ripercussioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2024" class="wp-caption alignleft" style="width: 188px"><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/online-reputation-control.jpg" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-2024  " style="margin-right: 10px;" title="Managing Corporate E-Reputation" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/infografica-thumb-300x284.jpg" alt="" width="178" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per vedere l&#39;infografica completa</p></div>
<p>Ci sono alcuni passi che ogni azienda dovrebbe compiere per curare la propria reputazione. Alcuni degli strumenti più usati, per <strong>monitorare</strong> ciò che viene detto riguardo la vostra azienda sui siti di social media, sono <a href="http://www.SocialMention.com" target="_blank">SocialMention.com</a> o <a href="http://Kurrently.com" target="_blank">Kurrently.com</a>.</p>
<p>Una solida <strong>ottimizzazione per i motori di ricerca </strong>(SEO) può rivelarsi un&#8217;arma importante. Dato che non è possibile  rimuovere dai siti i contenuti negativi inviati da terze parti, si dovrebbe fare in modo che le migliori informazioni e recensioni sulla propria azienda risultino fra le prime nelle ricerche online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altrettanto importante è prestare <strong>attenzione ai contenuti che l&#8217;azienda stessa pubblica</strong> online. Per costruire una buona reputazione online, è necessario avere dei post ben scritti sui blog e una strategia intelligente in ambito social media.</p>
<p>Questi ed altri importanti suggerimenti nell&#8217;infografica riportata in questa pagina e pubblicata in un articolo di <a title="How to manage your company’s online reputation" href="http://venturebeat.com/2011/12/25/manage-online-reputation/" target="_blank">Venture Beat</a>.</p>
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				<item>
			<title>In reputation we trust</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/in-reputation-we-trust/</link>
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				http://www.kiver.com/news/in-reputation-we-trust/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Fri, 27 Jan 2012 13:05:09 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1995			</guid>
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				<![CDATA[L&#8217;ultimo report di Weber Shandwick non lascia spazio a dubbi: il 70% dei consumatori non compra un prodotto se non reputa affidabile l&#8217;azienda che lo produce. Dallo studio derivano 6 pilastri della reputazione aziendale: &#160; Il corporate brand è importante &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/in-reputation-we-trust/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>L&#8217;ultimo report di Weber Shandwick non lascia spazio a dubbi: il 70% dei consumatori non compra un prodotto se non reputa <strong>affidabile</strong> l&#8217;azienda che lo produce.<span id="more-1995"></span></p>
<p>Dallo <a href="http://www.webershandwick.com/resources/ws/flash/InRepWeTrust.pdf" target="_blank">studio</a> derivano 6 pilastri della <strong>reputazione aziendale</strong>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Il <strong>corporate brand</strong> è importante tanto quanto il <strong>product brand<br />
</strong></li>
<li>La reputazione aziendale garantisce la <strong>qualità</strong> dei prodotti: se l&#8217;utente ha una buona opinione dell&#8217;azienda, comprerà più volentieri i suoi prodotti invece che quelli della concorrenza</li>
<li>Ogni <strong>disallineamento</strong> fra la reputazione aziendale e quella di un prodotto provoca immediate <strong>reazioni </strong>nei consumatori: il 40% degli intervistati smette di comprare il prodotto se scopre che è di un&#8217;azienda di cui non si fida</li>
<li>Le discussioni sulla reputazione partono dai <strong>prodotti</strong>: seguono il customer care, le performance aziendali, il trattamento dei dipendenti e anche l&#8217;uso dei social media</li>
<li>I clienti si fanno un&#8217;idea della reputazione in maniera <strong>istantanea</strong>: le persone oggi hanno un grande potere sui mercati, e il passaparola digitale sui siti e social network può essere equiparato a quello fisico.<br />
Le reviews online sono diventate importantissimi rivelatori di brand reputation. Quello che gli utenti cercano è la conferma che dietro ai prodotti che acquistano ci sia un&#8217;azienda seria, approvata dagli altri a tutti i livelli.</li>
<li>La reputazione aziendale contribuisce al <strong>valore di mercato</strong> dell&#8217;azienda.</li>
</ol>
<p>In conclusione, oggi la reputazione aziendale e quella del singolo prodotto o brand sono indivisibili, ed è quindi importantissimo che ogni singola operazione riguardante l&#8217;azienda e/o i suoi prodotti sia studiata strategicamente e in maniera olistica.</p>
<p>Pensate a <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_25/mcdonalds-campagna-boomerang-twitter_1d60398a-478a-11e1-8fa7-b2a5b83c8dfe.shtml" target="_blank">quello che è successo in questi giorni a McDonald&#8217;s</a>: un&#8217;<a href="https://twitter.com/#!/search/%23McDStories" target="_blank">operazione su Twitter</a> che non funziona come dovrebbe perchè, bypassando il prodotto, si cerca di creare valore solo sul brand.<br />
Conseguenze: utenti arrabbiati, critiche ai prodotti e all&#8217;iniziativa, evidenziazione di esperienze negative, giudizi sulle risorse di marketing, e un <strong>tam tam negativo </strong>su tutti i mezzi di comunicazione.</p>
<p><em>Volete approfondire l&#8217;argomento brand reputation? Leggete anche <a href="http://www.kiver.com/news/social-media-i-9-driver-della-brand-reputation/" target="_blank">questo nostro articolo</a>. </em></p>
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				http://www.kiver.com/news/in-reputation-we-trust/feed/			</wfw:commentRss>
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			<title>Kiver presenta le migliori offerte fashion BuyVIP selezionate da The Blonde Salad</title>
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			http://www.kiver.com/news/kiver-presenta-le-migliori-offerte-fashion-buyvip-selezionate-da-the-blonde-salad/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 26 Jan 2012 19:01:03 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Kiver annuncia un nuovo, innovativo progetto nel settore fashion: la partnership editoriale fra BuyVIP, big internazionale dell’e-commerce e parte del gruppo Amazon, e The Blonde Salad, il blog di moda più visitato in Italia e tra i più riconosciuti al &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/kiver-presenta-le-migliori-offerte-fashion-buyvip-selezionate-da-the-blonde-salad/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Kiver annuncia un nuovo, innovativo progetto nel settore fashion: la partnership editoriale fra <a href="http://www.boomer.it/adv/jump.php?id=312" target="_blank">BuyVIP</a>, big internazionale dell’e-commerce e parte del gruppo <strong>Amazon</strong>, e <a href="http://www.kiver.com/history/the-blonde-salad/" target="_blank">The Blonde Salad</a>, il blog di moda più visitato in Italia e tra i più riconosciuti al mondo.</p>
<p><strong><span id="more-1997"></span>Chiara Ferragni selezionerà ogni settimana quattro prodotti in offerta su BuyVIP</strong>, consigliando i look e i trend della stagione e offrendo agli appassionati di moda la possibilità di acquistare capi fashion a prezzi competitivi. Grazie a questa collaborazione, BuyVIP e The Blonde Salad rafforzano ulteriormente le loro posizioni e danno una testimonianza concreta dell’ormai consolidata liaison fra moda, web e e-commerce.</p>
<p><strong>Kiver ha triangolato la partnership fra i due brand e sviluppato software e creatività del relativo widget integrato nel blog</strong>, confermandosi così un facilitatore unico per la realizzazione di operazioni strategiche di marketing digitale e di iniziative innovative per i propri clienti.</p>
<p>Vi invitiamo a visitare <a href="http://www.theblondesalad.com" target="_blank">The Blonde Salad</a> per scoprire le migliori offerte BuyVIP di questa settimana!</p>
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			<title>Pinterest: il social media per &#8220;pinnare&#8221; gli interessi</title>
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			http://www.kiver.com/news/pinterest-il-social-media-per-pinnare-gli-interessi/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 25 Jan 2012 14:05:38 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Nonostante sia nato già da quasi 2 anni, il social media Pinterest ha cominciato a far parlare di sè solo di recente. I numeri raggiunti da questa piattaforma divertente e funzionale sono già più che interessanti: tre milioni di iscritti &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/pinterest-il-social-media-per-pinnare-gli-interessi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Nonostante sia nato già da quasi 2 anni, il social media <a href="http://www.pinterest.com" target="_blank"><strong>Pinterest </strong></a>ha cominciato a far parlare di sè solo di recente<strong>. </strong>I numeri raggiunti da questa piattaforma divertente e funzionale sono già più che interessanti: <span id="more-1969"></span><strong>tre milioni di iscritti</strong> a fine 2011 e una media di <strong>undici milioni di visite</strong> a settimana.</p>
<p>Ma cosa differenzia Pinterest rispetto ai social network a cui siamo abituati?</p>
<p>Alcuni elementi sono comuni agli altri: ad esempio la centralità dei contenuti visivi (<em>Flickr, Instagram</em>), la distinzione in Followers e Following (<em>Twitter</em>), la forma di tumblelog (<em>Tumblr</em>).</p>
<p>Alla base di Pinterest ci sono gli <strong>interessi personali</strong> comunicati attraverso i contenuti (<strong>pin</strong>) ed organizzati nella bacheche (<strong>board</strong>).  I <em>pin </em>possono essere immagini, video, documenti di lavoro, infografiche: ovvero tutto ciò che si può mostrare e condividere.</p>
<p>Secondo <a href="http://marketingarena.it/2012/01/18/pinterest-il-social-media-che-collega-le-persone-ai-loro-interessi/" target="_blank">MarketingArena</a>, tre possono essere i principali spunti di discussione sulla formula di Pinterest:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1976" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/ContentCuration.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1976" title="ContentCuration" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/ContentCuration-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<ul>
<li><strong>La Content Curation</strong>. Su Pinterest i contenuti non sono solo pubblicati ma organizzati secondo logica (dal blog &#8220;<em>long form</em>&#8221; al social &#8220;<em>push button</em>&#8220;). Come già <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2012/01/pinterest-social-content-curation.html" target="_blank">molti hanno sottolineato</a>, il 2012 sarà l&#8217;anno della Content Curation per cui gli utenti piuttosto che produrre contenuti (oppure oltre a produrli), li gestiranno in modo strutturato (pubblicandoli, sistemandoli, editandoli) per una consultazione più efficace e veloce. Sulla Content Curation anche Facebook ha detto la sua con l&#8217;introduzione della <em>Timeline </em>(per saperne di più leggi <a href="http://www.kiver.com/news/facebook-che-timeline-sia/" target="_blank"><em>qui</em></a>).</li>
<li><strong>Le Board come Vetrina</strong>. Utilizzando il bottone<em><strong> </strong>Pin It</em> applicabile a siti e blog (tutte le info su come installarlo sono <a href="http://www.youtube.com/user/pinterest?ob=video-mustangbase" target="_blank">qui</a>), un&#8217;immagine presente in rete può essere condivisa all&#8217;interno del network specificandone il prezzo e la descrizione. Ognuna di queste immagini (leggi <strong>prodotti</strong>!) diventa facilmente ricercabile. Con queste features, Pinterest getta le basi per innumerevoli spunti in tema di <em>monetizzazione</em><em></em>.</li>
<li><strong>Le tematiche SEO</strong>. Per essere notati dai <em>motori di ricerca</em> e diventare influenti, la cosa più importante è ottimizzare le boards: “pin­nare” immagini di alta qualità con apposite keywords; usare parole specifiche per i titoli delle boards; ripetere le parole chiavi nel testo. Importantissimo è anche evitare di &#8220;pinnare&#8221; troppo in quanto tale attività non è ben vista nè da Pinterest (vedi la <a href="http://pinterest.com/about/etiquette/" target="_blank"><em>Pin-Etiquette</em></a>) nè dai suoi utilizzatori.</li>
</ul>
<p>Grazie a questi elementi, sembra che Pinterest abbia suscitato l&#8217;interesse del colosso <strong>Google</strong> che, secondo <a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/01/22/pinterest-interessa-a-google/" target="_blank">fonti non ufficiali</a>, sarebbe intenzionato ad acquistare il Social Network per un&#8217;eventuale integrazione con <strong>Google Plus</strong>.</p>
<p>Nessuna notizia è certa ma, in ogni caso, il 2012 dei Social Network (e della Social Curation) vedrà Pinterest tra gli attori principali.<em></em></p>
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			<title>Kiver e Smemoranda a IAB Mixx 2012</title>
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			http://www.kiver.com/news/kiver-e-smemoranda-a-iab-mixx-2012/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 23 Jan 2012 19:03:55 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Si è tenuto in settimana la premiazione di IAB Mixx, il premio di IAB Italia dedicato alle migliori strategie e campagne digitali. Kiver e Smemoranda hanno partecipato con il loro progetto “Smemoranda 2012 DREAM DREAM DREAM… per la creatività urbana”. &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/kiver-e-smemoranda-a-iab-mixx-2012/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Si è tenuto in settimana la premiazione di <a href="http://www.iabmixx.it/2012/" target="_blank"><strong>IAB Mixx</strong></a>, il premio di IAB Italia dedicato alle migliori strategie e campagne digitali. <strong>Kiver</strong> e <strong>Smemoranda</strong> hanno partecipato con <span id="more-1971"></span>il loro progetto “Smemoranda 2012 DREAM DREAM DREAM… per la creatività urbana”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scoprite tutti i <a href="http://www.iabmixx.it/2012/campagne/115/ " target="_blank">dettagli della campagna</a> e guardate il <a title="Kiver Official YouTube" href="http://www.youtube.com/user/KiverOfficial/feed?feature=context" target="_blank">video di presentazione</a>!</strong></p>
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			<title>7 Errori che possono essere fatali per il vostro business blog:</title>
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			http://www.kiver.com/news/7-errori-che-possono-essere-fatali-per-il-vostro-business-blog/</link>
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				http://www.kiver.com/news/7-errori-che-possono-essere-fatali-per-il-vostro-business-blog/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Mon, 23 Jan 2012 18:12:17 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1984			</guid>
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				<![CDATA[hubspot.com ha pubblicato, alcuni giorni fa, un interessante articolo di Pamela Vaughan sui 7 errori fatali in cui si rischia di incorrere con il proprio ‘business blog’. Creare contenuti interessanti e coinvolgenti è una componente essenziale dell’inbound marketing; uno dei &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/7-errori-che-possono-essere-fatali-per-il-vostro-business-blog/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p><a href="http://www.hubspot.com/" target="_blank">hubspot.com </a>ha pubblicato, alcuni giorni fa, un interessante articolo  di Pamela Vaughan sui 7 errori fatali in cui si rischia di incorrere  con il proprio ‘business blog’.<span id="more-1984"></span></p>
<p>Creare contenuti interessanti e coinvolgenti è una componente  essenziale dell’inbound marketing; uno dei mezzi più semplici, ma allo  stesso tempo efficaci per generare un flusso d’informazioni costante è  quello di creare un business blog. HubSpot ci dice che le compagnie con  <strong>attività di blogging </strong>riscontrano una crescita consistente dei dati di  traffico rispetto alle compagnie che non hanno un blog. Si parla di  incrementi del <strong>55%</strong> nel numero dei <strong>visitatori</strong>, del <strong>97%</strong> per gli <strong>inbound  link </strong>e del <strong>434%</strong> se si guarda al <strong>numero</strong> delle <strong>pagine indicizzate</strong>.</p>
<p>Vediamo ora nel dettaglio quali sono i 7 errori da evitare pubblicati da HubSpot , e come evitarli:</p>
<ol>
<li><strong>Non integrare il vostro blog al vostro sito istituzionale.</strong><br />
Il vostro blog ha un proprio dominio, separato dal sito web aziendale, o  peggio, il vostro blog è pubblicato con il dominio free della  piattaforma con cui è sviluppato (WordPress.com, TypePad.com, …). Non  integrare il vostro blog con il sito puo’ dannegiare il rank della  vostra azienda in ottica SEO.<br />
<strong>Cosa fare</strong>: Pubblicate il vostro blog sotto lo stesso dominio del sito  aziendale, è quello il posto che gli compete, scegliete un sub-domain  (es. http://blog.website.com) o una cartella (es.  http://website.com/blog), entrambe queste opzioni permetteranno al  vostro sito di beneficiare dell’ottimizzazione SEO.</li>
<li><strong>Pubblicare solo contenuti prodotto-centrici.</strong><br />
Il vostro blog parla esclusivammente di voi, dei vostri prodotti e della  vostra azienda. E’ un blog di tipo descrittivo, dagli argomenti  limitati.<br />
<strong>Cosa fare</strong>: provate a cambiare il modo di &#8216;raccontare&#8217; il vostro blog,  anziché creare contenuti incentrati sui prodotti (non propriamente  aspetti che invogliano alla condivisione) provate a concentrarvi su una  scrittura dal taglio più educativo, curioso, magari introducete qualche  dato interessante. Questo tipo di comunicazione attrae utenti, invoglia  la discussione (che potete stimolare attaverso domande o dibattiti) e  porta ad una condivisione spontanea.</li>
<li><strong>Pubblicazione poco frequente/Incostante</strong>.<br />
Avete un blog ma non pubblicate regolarmente o, quando lo fare, non  pubblicate abbastanza. La ricerca prova che le aziende che beneficiano  maggiormente dei blog sono quelle che postano regolarmente ed in modo  consistente.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> molto semplicemente datevi un calendario, fissate il numero  delle pubblicazioni e la scadenza tra una e l’altra. Normalmente si  inizia con scadenze settimanali (minimo un post a settimana). Se il  tempo non vi permette di occiparvi personalmente del vostro blog,  cercate qualcuno che se ne occupi per voi.</li>
<li><strong>Disinteresse per l’ottimizzazione nella ricerca.</strong><br />
Non vi siete mai curati dell’ottimizzazione SEO del vostro blog. In  questo modo state perdendo la possibilità di migliorare i vostri  risulati in termini di posizionamento e riconoscimento del brand,  perdendo traffico e conseguentemente ricavi.<br />
<strong>Cosa fare</strong>: Il numero delle parole che si possono legare ad un sito è in  relazione con la struttura del sito stesso. Spesso la differenza tra un  sito di 50 pagine ed uno di 500 è la presenza di un blog. Per questo  motivo il blog è essenziale in ottica SEO ed un ottimo modo per creare  traffico. Più pagine indicizzate significa maggior possibilità di  keyword.</li>
<li><strong>Errata promozione social.</strong><br />
Avete lanciato un business blog, lo seguite, postete con regolarità, lo  curate in ottica SEO. Ma non vi state occupando della sua promozione  social. In questo modio vi state perdendo l’opportunità di promuovere:  il vostro blog, il vostro sito e la vostra zienda all’interno di  un’enorme comunità che non sa dell’esistenza del vostro business e a cui  potrebbe invece essere interessata.<br />
<strong>Cosa fare: </strong>occupatevi della costruzione dei vostri profili social, della  loro coerenza e del legame tra di essi. Se credete di non averne il  tempo o non vi va di pensare a campagne di promozione accattivanti e  funzionali, potete sceglire di rivolgervi ad un’agenzia specializzata.</li>
<li><strong>Nessuna ottimizzazzione per la Lead Generation.</strong><br />
Il vostro blog non presenta (o presenta pochissime) call-to-action,  questo limita il coinvolgimento dei visitatori  e la loro trasformazione  in possibili clienti.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> oltre ad aggiungere call-to-action ai vostri post recenti,  riprendete anche i vecchi post, non potete sapere quando saranno letti.</li>
<li><strong>Ignorare gli Analytics del blog.</strong><br />
Gli Analytics possono aiutarvi molto nella lettura del vostro blog,  giustificare la vostra dedizione ed aiutarvi a migliorare. Vi possono  dire quali titoli, soggetti o keywords danno i risultati migliori ( o  peggiori ..). Non prestare attenzione ai dati o sbagliare nella lettura  puo’ portarvi ad intraprendere azioni sbagliate provocando perdite di  tempo, soldi e utenti.<br />
<strong>Cosa fare</strong>: prestate attenzione ai dati, guardarli con regolarità vi  aiuterà a notare prima eventuali variazioni, in bene o in male. I dati  su cui soffermarsi dipenderanno da molti fattori ma alcune metriche  possono essere sempre valide, è quindi consigliabile farvi attenzione:   monthly visitors, traffic-driving keywords, subscribers, comments, page  views, leads and conversion rate, social media shares, and inbound  links.</li>
</ol>
<p>Fonte:  <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/30766/7-fatal-business-blogging-mistakes-and-easy-fixes?source=Blog_Email_[7%20Fatal%20Business%20Blo]" target="_blank">blog.hubspot.com</a></p>
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				<item>
			<title>Chi è il vero consumatore connesso?</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/connected_consumer/</link>
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				http://www.kiver.com/news/connected_consumer/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Fri, 20 Jan 2012 15:09:14 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1916			</guid>
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				<![CDATA[Chi è il vero consumatore connesso, quello con tutti gli ultimi tablet/smartphone/ultrabook e un’altissima propensione a stare in rete? No, non è un teenager. Non è un hipster o un geek. Non è nemmeno un maschio. Il vero consumatore connesso &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/connected_consumer/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Chi è il vero <strong>consumatore connesso</strong>, quello con tutti gli ultimi tablet/smartphone/ultrabook e un’altissima propensione a stare in rete?<span id="more-1916"></span></p>
<p>No, non è un teenager. <br />Non è un hipster o un geek. Non è nemmeno un maschio.</p>
<p>Il vero consumatore connesso è <strong>donna</strong>. Una donna sui 40 anni, con un reddito medio-alto, che adora Facebook, guarda i cataloghi online e (come da copione) non vede l’ora di fare shopping attraverso i suoi device.</p>
<p>Secondo una <a href="http://www.zmags.com/blog/?p=1080">ricerca condotta da Zmags</a> sulle caratteristiche dei <em><strong>connected consumer</strong></em>, il 52% del campione corrisponde a questa descrizione.</p>
<p>L’<a href="http://www.zmags.com/blog/media/ConnectedConsumer-Inkhouse-010512v3.jpg" rel="facebox">infografica</a> relativa allo studio evidenzia altri risultati di rilievo: <br />•    La preferenza dei consumatori nelle ricerche di shopping online resta per i <strong>siti web</strong> e <strong>mobile</strong>, a discapito delle applicazioni<br />•    L’87% del campione ha usato un <strong>tablet</strong> per gli acquisti natalizi del 2011, e il 49% degli utenti afferma di voler usare maggiormente questo device per lo shopping nel 2012<br />•    Il 34% dice di stare già facendo <strong>shopping tramite Facebook</strong>, risultato molto elevato, e la tendenza è quella di un incremento di questo tipo di consumo nel 2012.</p>
<p>Come si vede, ancora una volta l’<strong>integrazione</strong> fra social media e brand, nonché la creazione i una <strong>strategia multipiattaforma e multidevice</strong>, si riaffermano essere un’esigenza imprescindibile per le aziende.</p>
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			<title>Quanti account hanno le aziende che comunicano sui Social Network? Ecco le impressionanti statistiche!</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/quanti-account-hanno-le-aziende-che-comunicano-sui-social-network-ecco-le-impressionanti-statistiche/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 19 Jan 2012 13:41:48 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1926			</guid>
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				<![CDATA[Il Social Media Marketing è diventato ormai un&#8217;arma fondamentale a disposizione delle aziende in fase di comunicazione e promozione di prodotti e servizi.Osservando in dettaglio, come e quanto sono presenti le aziende sulle varie piattaforme Social? Quante pagine gestiscono e &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/quanti-account-hanno-le-aziende-che-comunicano-sui-social-network-ecco-le-impressionanti-statistiche/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Il <strong>Social Media Marketing</strong> è diventato ormai un&#8217;arma fondamentale a disposizione delle aziende in fase di comunicazione e promozione di prodotti e servizi.<br />Osservando in dettaglio, come e quanto sono presenti le aziende sulle varie piattaforme Social? Quante pagine gestiscono e quanti account possiedono?</p>
<p>I dati riportati in una <a title="A Strategy for Managing Social Media Proliferation" href="http://www.slideshare.net/secret/F6qBgruPPzcGPQ" target="_blank">ricerca a cura di Altimeter Group</a> mostrano uno scenario impressionante.. Secondo il report di <a title="Articolo su Marketing Pilgrim" href="http://www.marketingpilgrim.com/2012/01/time-to-take-out-the-social-media-trash.html" target="_blank">Marketing Pilgrim</a> <strong>una grande azienda possiede mediamente 178 account Social!</strong><br />Le motivazioni alla base di questi numeri possono essere varie ed avere più o meno senso; ecco una serie di possibili ragioni riportate da <a title="Leggi il post su Hubspot Blog" href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/30656/the-average-large-company-has-178-social-media-accounts-shocking-data?source=Blog_Email_[The%20Average%20Large%20Co]" target="_blank">Hubspot Blog</a>.</p>
<p>Innanzitutto il <strong>presidio</strong>. E&#8217; risaputo che noemi e shorturl sui Social network sono univoci. <br />Per questo motivo spesso le aziende registrano account e aprono pagine prima che ce ne sia una effettiva necessità, in modo da assicurarsi la presenza degli strumenti di comunicazione nel momento in cui dovranno enttrare in azione.<br /> Le differenti linee di prodotto e di servizi all&#8217;interno di una stessa azienda possono avere <strong>caratteristiche e target completamente diversi</strong>, per questo può essere necessario creare canali differenti per ciascuno di essi.<br /> Un&#8217;altra pratica, che può portare alla necessità di diverse pagine e account, è quella di mantenere<strong> canali differenziati</strong> a seconda che si tratti di <strong>comunicazioni interne o verso l&#8217;esterno</strong>. O addirittura canali diversi per comunicazioni D2C e B2B.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <div id="attachment_1928" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a rel="attachment wp-att-1928" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/social-media-accounts.png" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-1928  " title="Social Media Accounts" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/social-media-accounts-300x205.png" alt="" width="240" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Lo split dei 178 account sui diversi Social Network mette al primo posto Twitter</p></div>
<p>Tutto questo può avere senso, mentre esistono una serie di controindicazioni e motivazioni prive di senzo logico per questo fenomeno. Come ad esempio la scarsa condivisione delle fanbase tra le diverse linee di prodotto di uno stesso brand. <br />Potrebbe essere inoltre che diverse aziende si siano lanciate nel mondo dei Social nel momento in cui tutti stavano andando in quella direzione, avviando le loro attività di Social Media Marketing senza disporre del know-how adeguato o di strategie ben definite.</p>
<p>Un&#8217;altra causa di questo sovraffollamento di account brand sui Social Network potrebbe essere la scarsa comunicazione intra-aziendale tra i diversi dipartimenti.</p>
<p>Alla luce di tutto ciò, quanti account dovrebbe possedere un&#8217;azienda?<br />E&#8217; più utile riflettere le strutture aziendali e delle linee di prodotto in altrettante pagine Social oppure è più conveniente concentrare l&#8217;attenzione su un cluster ristretto di piattaforme?<br />Quanti account brand vengono gestiti nelle vostre aziende? <br />E&#8217; davvero utile averne così tanti?</p>
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				http://www.kiver.com/news/quanti-account-hanno-le-aziende-che-comunicano-sui-social-network-ecco-le-impressionanti-statistiche/feed/			</wfw:commentRss>
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			<title>Anatomia del sito perfetto: l&#8217;infografica</title>
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			http://www.kiver.com/news/anatomia-del-sito-perfetto-linfografica/</link>
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				http://www.kiver.com/news/anatomia-del-sito-perfetto-linfografica/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Wed, 18 Jan 2012 14:13:24 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1889			</guid>
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				<![CDATA[Alla base della strategia di digital marketing di ogni tipo di azienda, non può non esserci la costruzione del sito web di riferimento. A prescindere dal tipo di sito, secondo l&#8217;agenzia sudafricana R.O.I. Media, ci sono dei parametri fondamentali da &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/anatomia-del-sito-perfetto-linfografica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Alla base della strategia di <strong>digital marketing</strong> di ogni tipo di azienda, non può non esserci la costruzione del <strong>sito web</strong> di riferimento.<span id="more-1889"></span></p>
<p>A prescindere dal tipo di sito, secondo l&#8217;agenzia sudafricana R.O.I. Media, ci sono dei parametri fondamentali da tenere in considerazione per sviluppare il <strong>&#8220;sito perfetto&#8221;</strong>. Ne citiamo alcuni.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>Web Design</strong>, il dito è puntato su <em>browser </em>e <em>schermi</em>: conoscere i browser più utilizzati (ad es. è di pochi mesi fa il superamento di <em>Firefox </em>da parte di <em>Chrome</em>) e le risoluzioni degli schermi più popolari contribuisce a raggiungere efficacemente il maggior numero di utenti. Sembra addirittura che solo poco più del 4% dei website abbia una struttura solida in termini di <em>html </em>e <em>css</em>.</p>
<p>L&#8217;analisi si occupa anche delle tecniche di <strong>advertising </strong>e, per la precisione, elenca le tre più odiate dagli utenti: le famigerate pop up, la lentezza di caricamento delle pagine, la mancanza del bottone di chiusura della finestra.</p>
<p>Nell&#8217;analisi non poteva mancare un accenno alle tecniche di <strong>SEO </strong>di cui, ancora una volta, viene espressa l&#8217;importanza citando cinque dati che la comprovano.</p>
<p>Per non tralasciare niente, oltre ad un doveroso accenno ai <strong>Social Media</strong> e agli strumenti di <strong>Analytics</strong>, sono elencati anche gli elementi che non possono mancare in un<strong> footer </strong>che si rispetti!</p>
<p>Tutti i dati sono raccolti in questa <a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/large-version.jpg" rel="facebox" target="_blank"><strong>infografica</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>Facebook, che timeline sia!</title>
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			http://www.kiver.com/news/facebook-che-timeline-sia/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 17 Jan 2012 12:00:44 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Da dicembre, lentamente, Facebook sta facendo provare a tutti i suoi utenti  la nuova timeline. Che vi piaccia o no, che vi si sembri chiara o di difficile lettura, bella o brutta, Facebook ha deciso e la nuova timeline sta &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/facebook-che-timeline-sia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Da dicembre, lentamente, <strong>Facebook </strong>sta facendo provare a tutti i suoi utenti  la nuova <strong>timeline</strong>.<span id="more-1894"></span></p>
<p>Che vi piaccia o no, che vi si sembri chiara o di difficile lettura, bella o brutta, Facebook ha deciso e la nuova timeline sta arrivando.</p>
<p>Per il lancio della nuova grafica sono state create una <strong><a href="http://www.facebook.com/about/timeline" target="_blank">pagina di supporto</a></strong> e alcuni video veloci e chiarissimi che consentono di capire come leggere la nuova timeline ma anche come attivarla e gestirla.<br /> In particolare è utile sapere che, dalla prima apparizione della nuova timeline sul vostro profilo, avrete <strong>7 giorni</strong> a disposizione per personalizzarla prima che diventi visibile a tutti i vostri contatti fb. Alcuni suggerimenti per una divertente personalizzazione? Provate <a href="http://it.paperblog.com/esempi-di-facebook-timeline-759593/" target="_blank">qui </a></p>
<p>La nuova timeline è talmente riconoscibile tra i ragazzi che l’agenzia creativa &#8216;McCann Digital Israel&#8217; l’ha utilizzata per un’efficacissima <strong>campagna anti-droga</strong> sponsorizzata dall’autorità Anti-Droga Israeliana.<br /> Nella campagna la timeline fb mostra un anno di vita dello stesso uomo (Adam Barak) comparando la sua realtà da ‘pulito’ con quella da ‘drogato’. La comunicazione, giocata molto sul piano delle immagini, risulta impattante e veritiera. Una campagna che sta facendo il giro del mondo, rimbalzando sui siti web ed i social media.</p>
<p>Trovate alcune delle immagini della campagna pubblicate su <a href="http://www.psfk.com/2012/01/facebook-timeline-israeli-anti-drug.html" target="_blank">.psfk.com </a></p>
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			<title>Pitti uomo 2012: i digital trend nel mercato della moda</title>
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			http://www.kiver.com/news/pitti-uomo-2012-i-digital-trend-nel-mercato-della-moda/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 16 Jan 2012 16:53:27 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1887			</guid>
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				<![CDATA[Anche Kiver negli scorsi giorni era a Firenze in occasione del Pitti uomo per incontrare partner e clienti e naturalmente per indagare sui trend, le strategie e le intenzioni d&#8217;investimento che caratterizzeranno il 2012 del mondo della moda. I budget &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/pitti-uomo-2012-i-digital-trend-nel-mercato-della-moda/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Anche Kiver negli scorsi giorni era a Firenze in occasione del <strong>Pitti uomo</strong> per incontrare partner e clienti e naturalmente per indagare sui <strong>trend, le strategie e le intenzioni d&#8217;investimento</strong> che caratterizzeranno il 2012 del mondo della moda.</p>
<p>I budget media vedranno una parte sempre più cospicua dedicata al web, dove sia grandi che piccoli brand di moda investiranno anche sulle versioni online di testate editoriali verticali e generaliste, mentre cresce l&#8217;attenzione e la curiosità verso i<a href="http://www.kiver.com/case-history-area-area-performance-marketing/" target="_blank"> circuiti pay-per-click</a>, in particolare <strong>Facebook</strong> e <strong>Google</strong>, in grado di garantire cost per lead decisamente inferiori rispetto ai media tradizionali.</p>
<p>Flusso di contatti che viaggia in due direzioni: da una parte l&#8217;esigenza è quella di dirottare potenziali consumer verso gli <strong>online shop dei brand</strong> (anche se abbiamo notato come molti degli espositori al Pitti fossero ancora sprovvisti di un e-commerce), il cui fatturato rappresenta una voce in continua crescita all&#8217;interno del bilancio delle case di moda, mentre dall&#8217;altra la volontà è quella di<strong> presidiare in maniera sempre più efficace le piattaforme social</strong>, in particolare per riuscire a comunicare in modo più approfondito la propria <strong>brand identity</strong>.</p>
<p>Anche se un po in ritardo rispetto altri settori, il mondo della moda e le aziende che ne fanno parte stanno adattando il loro modo di comunicare e di fare marketing a quelle che sono le nuove opportunità per far fronte al <strong>calo di consumi</strong> che ha investito in modo particolare questo mercato: <strong>l&#8217;awarness sembra far spazio alla performance</strong>, nel 2012 anche il web sarà all&#8217;ultima moda!</p>
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			<title>Social media e vendite: un&#8217;infografica</title>
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			http://www.kiver.com/news/social-media-vendite/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 13 Jan 2012 10:00:08 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Le aziende che si occupano di ecommerce e che investono in inbound marketing avranno nel 2012 la possibilità di incrementare significativamente le vendite online, di abbassare il costo di acquisizione dei clienti e di vedere un aumento nella fedeltà dei &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/social-media-vendite/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Le aziende che si occupano di ecommerce e che investono in <a href="http://www.kiver.com/news/ciao-noi-siamo-kiver-e-facciamo-inbound-marketing/">inbound marketing</a> avranno nel 2012 la possibilità di incrementare significativamente le vendite online, di abbassare il costo di acquisizione dei clienti e di vedere un aumento nella fedeltà dei consumatori. <span id="more-1824"></span></p>
<p>Tutto questo perché gli utenti si connettono, parlano dei brand, ne discutono e cercano informazioni in rete come mai prima d’ora, come già evidenziato nel <a href="http://www.kiver.com/news/osservatorio-multicanalita-2011-internet-per-il-supporto-alla-vendita/">nostro articolo</a> sui risultati dell’Osservatorio Multicanalità italiano.</p>
<p>A conferma di questi dati segnaliamo una interessante infografica pubblicata da <a href="http://www.hubspot.com/Portals/53/images/hubspot-ecommce-inbound-marketing-vs-outbound-marketing.jpg" rel="facebox">HubSpot</a>, dalla quale si evince non solo che gli utenti creano <strong>conversazioni sui prodotti</strong> che diventano importantissime per la <strong>brand reputation</strong>, ma anche che il <strong>61%</strong> dei consumatori USA cerca informazioni in rete prima di procedere a un acquisto.</p>
<p>Da qui si capisce come la gestione delle risorse web e la creazione di informazioni corrette sui prodotti e servizi dell’azienda siano ormai un asset imprescindibile per ogni mercato, e che l’inbound marketing sarà luna delle chiavi principali per i risultati aziendali del 2012.</p>
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			<title>Kiver, M&amp;C Saatchi, Google ed Elio e le Storie Tese per Samsung Galaxy Nexus</title>
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			http://www.kiver.com/news/kiver-mc-saatchi-google-ed-elio-e-le-storie-tese-per-samsung-galaxy-nexus/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 12 Jan 2012 11:53:30 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1863			</guid>
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				<![CDATA[Si è concluso nella notte di ieri, 11 gennaio, il grande evento online organizzato per promuovere il nuovo Samsung Galaxy Nexus. Un grande concerto di Elio e le Storie Tese, trasmesso in streaming grazie a Kiver e  Youtube, ed un &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/kiver-mc-saatchi-google-ed-elio-e-le-storie-tese-per-samsung-galaxy-nexus/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Si è concluso nella notte di ieri, 11 gennaio, il grande evento online organizzato per promuovere il nuovo <strong>Samsung Galaxy Nexus</strong>. Un grande concerto di <strong>Elio e le Storie Tese</strong>, trasmesso in streaming grazie a <strong>Kiver</strong> e  Youtube<span id="more-1863"></span>, ed un sistema innovativo che ha permesso le interazioni degli utenti, sono stati alla base di questa operazione unica nel suo genere ed estremamente innovativa.</p>
<p>Kiver ha partecipato attivamente all&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, realizzando il sistema di streaming che ha permesso a migliaia di utenti di vedere il concerto e partecipare inviando le proprie foto.</p>
<p>Un evento importante con un grande hype che riecheggia ancora oggi in tutta la rete.<br />
Ecco alcuni articoli pubblicati su varie testate:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1869" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/megamodo.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1869" title="kiver su megamodo" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/megamodo-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a><a rel="attachment wp-att-1870" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/mediakey-tv.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1870" title="kiver su mediakey.tv" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/mediakey-tv-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><a rel="attachment wp-att-1871" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/advertiser-it.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1871" title="kiver su advertiser.it" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/advertiser-it-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a><a rel="attachment wp-att-1873" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/pubblicità-today.jpg" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-1873 alignright" title="kiver su pubblicità today" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/pubblicità-today-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156&quot;" /></a></p>
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			<title>Vinci Ogni Giorno di Vodafone YOU: le novità del 2012</title>
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			http://www.kiver.com/news/vinci-ogni-giorno-di-vodafone-you-le-novita-del-2012/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 11 Jan 2012 14:47:10 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1823			</guid>
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				<![CDATA[Lo scorso 8 Gennaio si è conclusa l&#8217;edizione natalizia di Vinci Ogni Giorno curata da Kiver per Vodafone Italia, che si è distinta per un montepremi ancora più ricco della precedente. Alla fine di tale edizione il sito ha raggiunto &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/vinci-ogni-giorno-di-vodafone-you-le-novita-del-2012/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Lo scorso 8 Gennaio si è conclusa l&#8217;<a href="http://www.kiver.com/history/concorso-vinci-ogni-giorno-per-vodafone-you/" target="_blank">edizione natalizia</a> di <a href="http://vodafoneyou.vodafone.it/vinciognigiorno/" target="_blank"><strong>Vinci Ogni Giorno</strong></a> curata da Kiver per <strong>Vodafone Italia, </strong>che si è distinta per un montepremi ancora più ricco della precedente.</p>
<p>Alla fine di tale edizione il sito ha raggiunto quasi <strong>3 milioni di visite</strong>, <span id="more-1823"></span><strong>7 milioni di giocate</strong> e oltre <strong>7 mila premi assegnati</strong>.</p>
<p>La <strong>nuova</strong> <strong>edizione</strong> di Vinci Ogni Giorno, sempre <a href="http://www.kiver.com/prodotti-e-servizi/"><strong>Powered by Kiver</strong></a>, è stata totalmente rivista sia a livello grafico che funzionale: il nuovo meccanismo del <strong>Countdown</strong>, che ogni venerdì pomeriggio rimette in palio i premi non assegnati, ha contribuito a rendere il meccanismo di gioco ancora più <strong>accattivante</strong> e <strong>coinvolgente</strong>.</p>
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			<title>Un esercito di mamme 2.0</title>
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			http://www.kiver.com/news/un-esercito-di-mamme-2-0/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 09 Jan 2012 13:13:56 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Così titola un articolo di Sette del ‘Corriere della Sera’. La fonte dei dati cui l’autrice fa riferimento è, ancora una volta, il rapporto 2011 dell’osservatorio multicanalità. Le donne con figli piccoli si scoprono infatti grandi utilizzatrici di Internet, lo &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/un-esercito-di-mamme-2-0/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Così titola un articolo di Sette del ‘Corriere della Sera’. La fonte dei dati cui l’autrice fa riferimento è, ancora una volta, il rapporto 2011 dell’<a href="http://www.multicanalita.it" target="_blank">osservatorio multicanalità</a>.<span id="more-1818"></span></p>
<p>Le donne con figli piccoli si scoprono infatti grandi utilizzatrici di Internet, lo usano come mezzo per evadere, per restare in contatto con il mondo esterno, ma anche come principale fonte di informazione o suggerimento.</p>
<p>Le neo mamme non chiedono più consiglio a mamma o suocera ma si affidano sempre più spesso ai forum. Sul Web si trova tutto, ma proprio tutto per loro, dal prima (come prepararsi alla nascita) al durante (consigli, video e delucidazioni sul parto) al dopo (cosa comprare e cosa no, come comportarsi, cosa leggere …).</p>
<p>Non c’è voluto molto perché le aziende capissero l’importanza del cambiamento, sembra infatti che le donne con figli abbiano un potere di spesa molto elevato (1.700 miliardi di dollari negli USA, oltre <strong>200 miliardi di euro</strong> solo in Italia). Da qui la necessità, per le aziende, di sfruttare il fenomeno; molte blogger si sono così trovate “stipendiate” per quello che ritenevano essere un passatempo: recensire i prodotti d’uso cumune per le mamme.<br />
Si perché, se il potere d’acquisto delle neomamme è elevato, il loro potere decisionale è enorme, non solo scelgono per loro ma sono particolarmente portate alla condivisione, secondo i dati dell’osservatorio sono <strong>3,3 milioni </strong>le donne italiane <strong>attive </strong>su blog e forum e ben <strong>8,6 </strong>quelle che li <strong>leggono</strong>, non solo, per il <strong>74%</strong> delle donne con bambini tra 0 e 6 anni <strong>Internet </strong>costituisce la <strong>principale fonte d’informazione </strong>per gli acquisti. <a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/mamme-2.0-Grafici.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1819" title="mamme-2.0-Grafici" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2012/01/mamme-2.0-Grafici-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Non è difficile immaginare cosa succederebbe se una mamma individuasse un problema con uno dei prodotti che utilizza, il passa parola sarebbe immediato, il giudizio negativo raggiungerebbe in pochi minuti le altre mamme e per il prodotto in questione non ci sarebbe scampo. Per questo le aziende si stanno muovendo per proteggere e garantire la loro reputazione online.</p>
<p>Molti altri spunti interessanti sono esposti nelle presentazioni ufficiali del convegno svoltosi il 15 Dicembre, che trovate <a href="http://www.slideshare.net/Multicanalita/vivere-multicanale-storie-di-nuova-quotidianit-cristina-papini-nielsen" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Fonte: <em>Sette del ‘Corriere della Sera’ numero 50 del 15 Dicembre 2011</em></p>
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				<item>
			<title>Osservatorio Multicanalità, i bisogni soddisfatti dai media</title>
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			http://www.kiver.com/news/osservatorio-multicanalita-i-bisogni-soddisfatti-dai-media/</link>
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				http://www.kiver.com/news/osservatorio-multicanalita-i-bisogni-soddisfatti-dai-media/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Wed, 04 Jan 2012 12:02:00 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1812			</guid>
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				<![CDATA[Riprendiamo il rapporto 2011 dell’osservatorio multicanalità per trattare un secondo argomento che ci è parso molto interessante, ovvero: i bisogni soddisfatti dai media ed il loro ruolo. In un contesto di crisi economica, come quello che si è registrato nell’ultimo &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/osservatorio-multicanalita-i-bisogni-soddisfatti-dai-media/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Riprendiamo il rapporto 2011 dell’<a href="http://www.multicanalita.it " target="_blank">osservatorio multicanalità </a> per trattare un secondo argomento che ci è parso molto interessante, ovvero: <strong>i bisogni soddisfatti dai media ed il loro ruolo</strong>.<span id="more-1812"></span></p>
<p>In un contesto di crisi economica, come quello che si è registrato nell’ultimo anno, e al contempo di aumento delle opportunità di fruizione di beni su più canali, il consumatore italiano mette in discussione anche certezze quali il grado di affezione ai media. Per dare qualche numero: il 31% dei consumatori italiani dichiara di non essere affezionato a nessun media, ne ai tradizionali (stampa, radio e TV) ne ai digitali (Internet, telefono cellulare).</p>
<p>La <strong>TV</strong> che fino a due anni fa era il mezzo cui i consumatori non avrebbero rinunciato (33%) ora <strong>perde 5 punti percentuali</strong> assestandosi al <strong>28%</strong> ad un passo, se così possiamo dire, da <strong>Internet</strong> giudicato irrinunciabile dal <strong>22%</strong> dei consumatori (in <strong>crescita</strong> di 2 punti rispetto al 2009).</p>
<p>La ricerca si è posta l’obiettivo di analizzare più nel dettaglio i bisogni soddisfatti da quelli che sono ormai considerati i due media principali: TV e Web.</p>
<p>In termini di “copertura dei bisogni” i due media possono dirsi simili, la <strong>TV</strong> è vista però principalmente come un canale di <strong>intrattenimento</strong> e <strong>svago</strong> mentre <strong>Internet</strong> sorpassa la TV quando si parla di approfondire argomenti d’intaresse o trovare informazioni utili ma è anche il mezzo che fornisce le <strong>indicazioni</strong> più <strong>affidabili</strong> su prodotti e servizi.</p>
<p>La TV viene ancora considerata il mezzo più aggiornato sui fatti di attualità ma il differenziale rispetto ad Internet si è dimezzato in due anni (da 22 punti nel 2009 a 11 nel 2011)</p>
<p>Emerge inoltre come il nuovo consumatore non risulta più “statico” davanti alla TV, per dare un dato circa 4 milioni di utenti dichiarano di aver usato Facebook mentre stavano guardando la TV (dato nell’ultimo mese). Senza considerare quanti dichiarano di usare cellulare o tablet in concomitanza con la TV.</p>
<p>Ne emerge la descrizione di un consumatore multitasking che non è più così predisposto all’ascolto dello spot pubblicitario visto che non gli presta più la stessa attenzione di una volta e non solo, è sempre pronto a verificare su Internet se quanto ascoltato rispecchia la realtà dei fatti.</p>
<p>La pubblicità televisiva rimane comunque, assieme alle iniziative nei punti vendita, lo stimolo principale all’acquisto anche se Internet incalza.</p>
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			<title>Osservatorio Multicanalità 2011, internet per il supporto alla vendita</title>
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			<pubDate>
				Tue, 03 Jan 2012 09:30:25 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Lo scorso 15 dicembre è stato presentato il rapporto 2011 dell’osservatorio multicanalità all’interno del convegno dal titolo: “Osservatorio Multicanalità 2011: la multicanalità genera sviluppo?” Non potendo riassumere qui l’intera ricerca ci limiteremo a riportare alcuni dei dati più significativi, in &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/osservatorio-multicanalita-2011-internet-per-il-supporto-alla-vendita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Lo scorso 15 dicembre è stato presentato il rapporto 2011 dell’<a href="http://www.multicanalita.it " target="_blank">osservatorio multicanalità </a>all’interno del convegno dal titolo: <strong>“Osservatorio Multicanalità 2011: la multicanalità genera sviluppo?”<span id="more-1802"></span></strong></p>
<p>Non potendo riassumere qui l’intera ricerca ci limiteremo a riportare alcuni dei dati più significativi, in particolare in questo primo articolo affronteremo il tema dell’acquisto nelle sue tre fasi: <strong>pre-acquisto</strong>, <strong>acquisto</strong> e <strong>post-vendita</strong>.</p>
<p>Per inquadrare meglio il contesto, iniziamo con alcuni dati generali.<br />
L’accesso a Internet da PC si conferma come un fenomeno in crescita, i navigatori potenziali, coloro che hanno la possibilità di accedere a Internet, raggiungono in Italia quota <strong>38,7 milioni </strong>a <strong>settembre 2011 </strong>(+ 9% rispetto al dato dell’anno precedente). Di questi, più della metà, 27 milioni, sono attivi nel mese (+12%) e quasi<strong> 13 milioni sono attivi giornalmente</strong> (+7,5%). Interessante si rivela anche il dato sulla navigazione da <strong>mobile </strong><strong>15 milioni </strong>di utilizzatori (+ 37% rispetto al 2010).</p>
<p>Siamo quindi di fronte ad un nuovo mezzo di comunicazione “di massa”, cui gli utenti si interfacciano per: conoscere, informarsi, confrontare e acquistare.</p>
<p>Crescono sensibilmente i consumatori che indicano internet come fonte principale di <strong>informazione</strong> su prodotti e servizi. Si passa da un 13% della popolazione nel 2007 al <strong>27%</strong> del 2011. Un dato significativo sull’attendibilità della Rete che si dimostra una valida fonte di informazioni sia attraverso i siti ufficiali dei prodotti sia attraverso il parere e le opinioni degli altri utenti.</p>
<p>Internet è ormai considerato un <strong>canale di vendita </strong>adatto alle proprie esigenze da un <strong>34% </strong>della popolazione (<strong>+89% rispetto al 2007</strong>), uno dei fattori positivi più nominati da chi acquista su internet è la comodità, seguita da assortimento e convenienza.<br />
Cosa non soddisfa invece? <strong>L’esperienza</strong> d’acquisto, <strong>l’assistenza</strong> post vendita e il clima d’<strong>insicurezza</strong> che gli utenti respirano ancora negli shop online. Questi quindi<strong> i punti principali su cui lavorare</strong>.</p>
<p>Un fenomeno particolarmente interessante, che ha caratterizzato il 2011, è quello dei gruppi d’acquisto che ben si riassume nella figura qui di seguito.<a rel="attachment wp-att-1804" href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/12/Gruppi-acquisto.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1804" title="Gruppi-acquisto" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/12/Gruppi-acquisto-259x300.jpg" alt="" width="259" height="300" /></a><br />
I gruppi d’acquisto hanno raggiunto una notorietà tale da farsi conoscere da oltre 10 milioni di consumatori ma il dato veramente interessante è quello degli utenti che hanno effettuato almeno un acquisto, pari a <strong>3,6 milioni</strong>. Di questi la quasi totalità 3,3 si dichiara soddisfatta dell’esperienza.<br />
E’ proprio questo dato, la <strong>soddisfazione</strong>, ad aver reso possibile una tale diffusione dei gruppi d’acquisto. I consumatori soddisfatti innescano meccanismi virali che contribuiscono ad incrementare la notorietà del gruppo/canale di vendita.</p>
<p>Per quanto riguarda la fase di <strong>post-vendita</strong>, il canale preferito dagli utenti italiani resta l’assistenza presso un negozio, indicato dal 50% degli intervistati. Seguono assistenza telefonica e via Internet da parte dell’azienda, rispettivamente 17% e 12%.<br />
I consumatori più propriamente multicanale mostrano uno scostamento rispetto ai dati appena esposti, privilegiano infatti una modalità di assistenza più comoda e flessibile come quella offerta via Internet  direttamente dall’azienda (+13% rispetto alla media).</p>
<p><em>Cos’abbiamo capito? Che i consumatori italiani si fidano di Internet come strumento per la formazione di opinioni e che sono sempre più portati a sperimentarlo anche come mezzo d’acquisto. Bisogna essere pronti a sfruttare questo “nuovo” canale sempre considerandone il fattore sociale che è in grado di modificare scelte e pareri in tempi molto brevi. </em></p>
<p>Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, tutti i materiali della conferenza sono stati resi disponibili per il pubblico, li potete trovare <a href="http://www.slideshare.net/Multicanalita" target="_blank">qui</a></p>
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			<title>Happy New Year by Kiver</title>
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			http://www.kiver.com/news/happy-new-year-by-kiver/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 30 Dec 2011 14:00:49 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Il 2011 e&#8217; stato un anno davvero speciale per noi. Per ricordarlo insieme abbiamo pensato di suggerirvi la playlist &#8220;the best of international&#8221; selezionata da Kiver Digital. Buon ascolto. Continuate a seguirci per scoprire le novita&#8217; che abbiamo in serbo &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/happy-new-year-by-kiver/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Il <strong>2011 </strong>e&#8217; stato un anno davvero speciale per noi.<br />
Per ricordarlo insieme abbiamo pensato di suggerirvi la playlist &#8220;the best of international&#8221; selezionata da Kiver Digital. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Z8CW4ArNYac&amp;list=PL6BD998B0D1C57E9E&amp;feature=plcp&amp;context=C3e1a74aFDOEgsToPDskJS6upjb86NZ9FROr9e6ZpU" target="_blank">Buon ascolto</a>.<span id="more-1808"></span></p>
<p>Continuate a seguirci per scoprire le novita&#8217; che abbiamo in serbo per il 2012.<br />
<strong>Buon anno a tutti dal team di Kiver.</strong></p>
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			<title>Dal Fan al SuperFan in 4 passi</title>
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			<pubDate>
				Thu, 29 Dec 2011 13:40:15 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[E’ di alcune settimane fa l’articolo di Amy Porterfield pubblicato da Mashable “ 4 Ways to Convert Facebook Fans Into Super Fans”. La sua teoria è semplice, il super fan è l’unico veramente interessante per chi vuole sfruttare Facebook come &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/dal-fan-al-superfan-in-4-passi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>E’ di alcune settimane fa l’articolo di Amy Porterfield pubblicato da <a href="http://mashable.com" target="_blank">Mashable</a> “ <a href="http://mashable.com/2011/12/12/facebook-fans-super-fans/" target="_blank">4 Ways to Convert Facebook Fans Into Super Fans</a>”. </br></br>La sua teoria è semplice, <span id="more-1711"></span>il super fan è l’unico veramente interessante per chi vuole sfruttare Facebook come canale di “vendita” e non solo come cassa di risonanza per far parlare di sè.</p>
<p>Ritroviamo le differenti tipologie di fan, identificate in base al loro livello di engagement, nella bellissima infografica di Moontoast “<a href="http://www.moontoast.com/blog/the-anatomy-of-a-fan-infographic" target="_blank">Anatomy of a Fan</a>”, segnalata come una delle migliori del 2011 da <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/28972/the-top-10-marketing-infographics-of-2011?source=Blog_Email_[The%20Top%2010%20Marketing" target="_blank">Hubspot Blog</a>.<br />
Si passava attraverso:</p>
<ul>
<li>Potential fans</li>
<li>Engaged fans</li>
<li>Advocate fans</li>
<li>Purchasing fans</li>
<li><strong>Super Fans</strong> ― ovvero, il meglio del meglio. Si tratta del fan che ha dato accesso ai propri dati, che ha acquistato, ma anche portato altri fan a fare lo stesso.</li>
</ul>
<p>Come fare per far evolvere il Fan potenziale fino a Super fan? Secondo Amy Porterfield con 4 passaggi chiave:</p>
<p><strong>1. Attrarre il Fan Ideale </strong></p>
<p>Chiunque non creda profondamente in un prodotto o servizio non ne diventerà acquirente o promotore. Per questo dobbiamo far si che i nostri annunci raggiungano solo gli utenti già predisposti a diventare Super Fan. Come? Attraverso il <strong>targeting</strong>.</p>
<p>I nostri annunci saranno sottoposti solo ad utenti selezionati. In base a genere, età ed interessi, ma anche ai link condivisi sui profili personali, la partecipazione ad eventi e tutte quelle informazioni che Facebook è in grado di raccogliere ed analizzare sui suoi utenti.</p>
<p>Una volta profilata la nostra CB ideale sta a noi ideare l’annuncio più adatto per coinvolgerla.<br />
Cosa fare per creare un <strong>engagement AD</strong> funzionale?</p>
<ul>
<li><strong>Invitare all’azione.</strong> Utilizzare lo spazio dell’annuncio per coinvolgere l’utente, spesso facendo domande e solleticandone la curiosità. <strong><a href="http://www.kiver.com/history/smemoranda-presenta-la-linea-borse-e-accessori-smemodiagonal/" target="_blank">Fatevi scoprire</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Catturare l’attenzione attraverso immagini reali</strong>. Il “logo” permette di farsi individuare facilmente ed è provato che un sorriso o un viso felice funzionano molto meglio di immagini astratte. Se avete già un buon seguito: <strong><a href="http://www.kiver.com/history/eastpak-consulenza-social-media-marketing/" target="_blank">fatevi riconoscere</a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Misurare le performance</strong>. E’ Facebook stesso che ci mette a disposizione sistemi in grado di restituire innumerevolo feedback. Testare più tipologie di AD permette di capire quale funziona meglio e di massimizzare la campagna: <strong>sperimentate</strong>.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>2. Generare passa-parola </strong></p>
<p>Il passa parola è un’arma di marketing tra le più efficaci; purtroppo o per fortuna è qualcosa che non si puo’ comperare ma che è necessario <strong>imparare a generare</strong>.</p>
<p>I <strong>concorsi </strong>sono armi efficacissime per generare passa-parola, il problema è che spesso si tratta di passa-parola non funzionale al proprio business.</p>
<p>L’errore è spesso quello di puntare su una campagna massiva che genera molta popolarità, ma per il concorso e non per il brand che l’ha indetto. Non dimentichiamo il punto 1, vogliamo coinvolgere potenziali clienti non solo fare scalpore.</p>
<p><strong>3. Aumentare la propria popolarità non solo la Fan base</strong><strong> </strong></p>
<p>Probabilmente abbiamo già una <strong>welcome tab</strong> sul nostro profilo, una landing per quegli utenti che non ci conoscono, che non sanno cosa facciamo e non riconoscono il nostro brand. Assicuriamoci però che sia <strong>funzionale</strong>, che riporti una call-to-action, che richieda all’utente un like ma che dia anche qualcosa in cambio, un video o una breve e coinvolgente descrizione di cosa facciamo, di chi siamo.</p>
<p>Ricordiamoci che gli utenti arrivano sulla nostra pagina perché li abbiamo incuriositi, ora siamo tenuti a rispondere alla loro curiosità.</p>
<p><strong>4. Conversioni e Call-to-Action</strong></p>
<p>Vendere su Facebook è un’<strong>arte </strong>ma anche una <strong>scienza</strong>. La maggior parte degli utenti si trova sul sito tanto per ragioni sociali quanto personali, in altre parole, l’utente non è principalmente interessato all’acquisto ma potrebbe diventarlo.</p>
<p>Per questo presentare gli annunci più in target con i suoi interessi funziona, sparare nel mucchio, molto meno.</p>
<p>Una volta individuato il target quindi, incuriosire l’utente e portarlo sul proprio sito è la naturale conseguenza, da qui in poi sta a lui, il sito, trasformare un Fan (sicuramente interessato) in un cliente. <strong>Il Sito aziendale non è più una scelta, è un dovere</strong>.</p>
<p><strong>Riassumiamo</strong></p>
<p>Per trasformare un Fan potenziali in un super Fan è necessario:</p>
<ul>
<li>Partire dal giusto Fan, quello genuinamente interessato a voi ed al vostro mondo</li>
<li>Generare buzz, far parlare di sè</li>
<li>Portare gli utenti a lasciare Facebook per potersi trasformare da Fan in clienti</li>
</ul>
<p>Se sarete in grado di offrire ottimi contenuti ed un buon livello di engagement creerete una <strong>base di Super Fan c</strong>he farà buona parte del lavoro di <strong>recruitment </strong>per voi, selezionando tra i propri amici quelli veramente interessati.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/contattaci/">Sentite il bisogno di qualche suggerimento?</a></p>
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			<title>I Social Media come strumento di R&amp;S</title>
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			http://www.kiver.com/news/i-social-media-come-strumento-di-rs/</link>
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				http://www.kiver.com/news/i-social-media-come-strumento-di-rs/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Wed, 28 Dec 2011 11:00:31 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1720			</guid>
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				<![CDATA[Tutte le tipologie di azienda, da quelle industriali a quelle di servizi, hanno bisogno di investire in Ricerca&#38;Sviluppo per poter essere sempre competitive sul mercato. Sfortunatamente però i budget allocabili sono spesso insufficienti, soprattutto nelle realtà più piccole. Come indicato &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/i-social-media-come-strumento-di-rs/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Tutte le tipologie di azienda, da quelle industriali a quelle di servizi, hanno bisogno di investire in <strong>Ricerca&amp;Sviluppo</strong> per poter essere sempre competitive sul mercato. Sfortunatamente però i budget allocabili <span id="more-1720"></span> sono spesso insufficienti, soprattutto nelle realtà più piccole.</p>
<p>Come indicato da <a href="http://www.socialmediaexaminer.com/3-ways-to-use-social-media-for-product-research-and-development/" target="_blank"><strong>Social Media Examiner</strong></a>, possono essere di supporto in questo senso i <strong>Social Media</strong> che, se opportunamente utilizzati, forniscono le indicazioni principali per indirizzare correttamente gli sforzi dell&#8217;azienda.</p>
<p>Per pianificare correttamente l&#8217;attività di R&amp;S sui Social Media bisogna seguire queste <strong>tre linee guida</strong>.</p>
<p><strong>Stabilire la roadmap </strong><br />
In termini di R&amp;S gli <strong>obiettivi </strong>possono essere diversi: migliorare un prodotto o un servizio già esistente, crearne uno nuovo, scoprire un nuovo bisogno di soddisfare, ecc. Aver ben chiaro cosa si vuole ottenere, permette di impostare correttamente le attività in modo da ottenere risultati più precisi e più rapidi; permette di aggiustare il tiro o di cambiare strategia in caso non si stiano ottenendo i risultati sperati.<br />
Dall&#8217;obiettivo dipende anche la scelta del Social Media da usare:</p>
<ul>
<li><strong>YouTube</strong> può essere il canale ideale nel caso in cui si voglia mostrare agli utenti qualcosa, ad esempio un prototipo.</li>
<li><strong>Twitter </strong>è il canale ideale per raccogliere feedback rapidi e concisi (mi piace/non mi piace; meglio bianco/meglio nero&#8230;) da un ampio numero di utenti.</li>
<li><strong>Facebook</strong>, grazie alle sue app, può addirittura permettere di CO-creare un prodotto insieme agli utenti.</li>
</ul>
<p><strong>Porre le domande giuste e raccogliere i dati </strong><br />
La domanda giusta è quella che suscita una reazione, una <strong>risposta</strong>. Il modo in cui porre la domanda dipende dall&#8217;obiettivo della ricerca, dal canale che si sta usando (formale vs informale) dal tipo di audience (consumer vs business). Non è sempre necessario creare una <strong>conversazione</strong>: in alcuni casi è possibile trovare conversazioni in corso che forniscono già tutte le risposte che servono.<br />
In ogni caso, è fondamentale <strong>organizzare </strong>e <strong>registrare </strong>tutte le risposte ricevute per poi poterle <strong>analizzare</strong>. Dall&#8217;analisi emergeranno gli spunti per l&#8217;ideazione dei futuri prodotti o servizi.</p>
<p><strong>Realizzare ciò che i dati suggeriscono<br />
</strong>Nel momento in cui l&#8217;azienda ha comunicato alla propria audience di voler produrre qualcosa di nuovo e, per questo, l&#8217;ha coinvolta nel processo creativo, deve dar seguito alla ricerca, ricompensando così il tempo che gli utenti le hanno dedicato.<strong><br />
</strong></p>
<p>Per concludere, i Social Media possono essere un&#8217;alternativa poco costosa alla classica attività di R&amp;S ma non è possibile ottenere risultati adeguati senza un notevole sforzo in termini di tempo ed energia.<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>2011, a Merry Social Christmas</title>
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			http://www.kiver.com/news/2011-a-merry-social-christmas/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 28 Dec 2011 09:49:18 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Il Natale arriva ed è pieno di sorprese sui Social Network. Partiamo con un’iniziativa tutta italiana, ovvero il Social Christmas Three promosso da Nescafé Dolce Gusto, che, attraverso un’app Facebook, permette agli utenti di caricare la propria foto o quella &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/2011-a-merry-social-christmas/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Il Natale arriva ed è pieno di sorprese sui<strong> Social Network</strong>.<span id="more-1728"></span>
<ul>
<li>Partiamo con un’iniziativa tutta italiana, ovvero il <strong>Social Christmas Three</strong> promosso da <a href="http://www.fatuttoancheilcaffe.it./" target="_blank">Nescafé Dolce Gusto</a>, che, attraverso <a href="http://www.facebook.com/DolceGustoItalia?sk=app_313445295336134" target="_blank">un’app Facebook</a>, permette agli utenti di caricare la propria foto o quella di un amico. Le immagini illuminano un albero di natale virtuale che rimarrà esposto fino al 27 dicembre in Stazione Centrale a Milano. Sul sito e sulla <a href="http://www.facebook.com/DolceGustoItalia?ref=ts" target="_blank">pagina facebook</a> del brand è possibile seguire in streaming tutto ciò che accade attorno all’albero.</li>
<li>Restando in tema di alberi di Natale, non possiamo non menzionare l’<a href="http://apps.facebook.com/heinekensocialtree/" target="_blank">Heineken Social  ChristmasThree</a>, un’installazione composta da 48 schermi che creano un gigantesco albero attraverso il quale gli utenti possono scambiarsi dediche e auguri. L’opera, realizzata nel centro di Singapore, sarà anche il centro di altre iniziative come la performance di un <strong>coro virtuale</strong> composto da 20 cantanti che saranno in luoghi diversi durante la performance, e la riproduzione di tipiche melodie natalizie.</li>
<li>E’ tutta dedicata ai bambini invece l’iniziativa di <a href="http://www.clementoni.it/home.php" target="_blank">Clementoni</a> , che prometteva di regalare 200 giocattoli alla <a href="http://www.aiutareibambini.it/" target="_blank">Aiutare i Bambini Onlus</a> al raggiungimento di 6.000 fan sulla propria <a href="http://www.facebook.com/pages/Clementoni/140690012644657" target="_blank">pagina Facebook</a>. L’iniziativa ha avuto così successo che <strong>l’obiettivo è stato raggiunto in pochi giorni</strong> e adesso il goal è raggiungere 20.000 fan per regalare altri giocattoli. La pagina facebook inoltre permette agli utenti di scaricare ogni giorno piccoli gadget natalizi.</li>
<li>Nivea UK scommette sull’amicizia e ha creato un’applicazione che si chiama “<a href="http://www.facebook.com/niveauk?ref=ts" target="_blank">Wrapped in friendship</a>” e permette, all’acquisto di una confezione regalo, di impacchettarla con carta regalo personalizzata con fotografie e commenti dell’acquirente e del destinatario del regalo, presi dalle loro interazioni su Facebook.</li>
<li>Molto carina anche l’iniziativa di <a href="http://www.foxs-biscuits.co.uk/" target="_blank">Fox’s Biscuits</a>, che promuove iniziative attraverso la sua <a href="http://www.facebook.com/vinnie+" target="_blank">mascotte Vinnie the panda</a>. L’operazione natalizia consiste in una campagna integrata tra facebook, twitter e il mondo reale: pericolosi contrabbandieri di pudding hanno saccheggiato le scorte del panda e lui chiede aiuto ai suoi followers per catturarli attraverso indizi affidati alla rete: andando all’ora indicata sul luogo dove si segnala si troverà il ladro, si possono vincere premi e avere pudding in regalo.<br />
Ma non finisce qui: il brand dolciario inglese ha anche indetto un <a href="http://www.facebook.com/vinnie?sk=app_254649077914888" target="_blank">voting online</a> per stabilire in quale paese britannico dovesse aver luogo un fantastico Christmas Party promosso da Fox’s Biscuit: ha vinto <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150482693538584.385761.80019763583&amp;type=1" target="_blank">Benwick.</a></li>
</ul>
<p>Con questo sacco pieno di iniziative Kiver vi augura <strong>Buon Natale</strong>.</p>
<p>E visto che Natale è tempo di “<em>give, share and care</em>”, ricordatevi di fare like e condividere!</p>
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			<title>Understanding Viral Content Marketing: l&#8217;infografica</title>
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			http://www.kiver.com/news/understanding-viral-content-marketing-linfografica/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 21 Dec 2011 12:37:06 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Negli ultimi tempi, la rete ha permesso la diffusione di diversi contenuti che sono diventati dei veri e propri cult in termini di visualizzazioni, condivisioni e gradimenti. Come e perchè un contenuto diventi &#8220;virale&#8221; può rimanere un mistero ma, secondo &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/understanding-viral-content-marketing-linfografica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Negli ultimi tempi, la rete ha permesso la diffusione di diversi contenuti che sono diventati dei veri e propri cult in termini di visualizzazioni, condivisioni e gradimenti.</p>
<p>Come e perchè un contenuto diventi <strong>&#8220;virale&#8221;</strong> può rimanere un mistero ma, <span id="more-1716"></span>secondo l&#8217;indagine di ProBlogger.com, è il mix di alcuni elementi a fare la differenza.</p>
<p>Mix da tenere bene a mente se l&#8217;obiettivo è quello di far diventare virale una campagna di comunicazione. Combinare il giusto <em>modello</em> e il giusto <em><strong> </strong> tono</em> con il <em>canale social</em> più adatto è una delle parti più difficili della creazione di una <strong>campagna virale di successo</strong>, ma quando tutti gli elementi sono allineati, il successo è più probabile.</p>
<p>L&#8217;indagine di ProBlogger.com fa riferimento a diverse tipologie di contenuto (ovviamente video ma anche articoli, games, quizzes e infografiche) e individua alcune caratteristiche che ne incentivano la <strong>condivisione</strong>. I contenuti devono essere divertenti, far ridere, mostrare cose strabilianti oppure essere emotivamente forti, anche drammatici.</p>
<p>Tutta l&#8217;indagine è stata riassunta in un&#8217;<a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/12/going-viral-visualized_web.jpg" rel="facebox"><strong>infografica </strong></a>pubblicata da <a href="http://mashable.com/2011/12/03/viral-infographic/">Mashable</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>The Blonde Sound: la prima compilation di The Blonde Salad</title>
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			<pubDate>
				Tue, 20 Dec 2011 19:50:23 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[E&#8217; disponibile in esclusiva su iTunes &#8220;The Blonde Sound&#8221;, la prima compilation musicale targata The Blonde Salad: 10 canzoni dal mood chillout selezionate da Chiara Ferragni all&#8217;interno del catalogo Kiver Digital (società del gruppo Kiver, leader in Italia nella distribuzione &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/the-blonde-sound-la-prima-compilation-di-the-blonde-salad/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>E&#8217; disponibile in esclusiva su <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p=24373&amp;a=2049780&amp;g=11695726&amp;url=http://itunes.apple.com/it/album/the-blonde-salad-the-blonde/id485750518" target="_blank">iTunes</a> <strong>&#8220;The Blonde Sound&#8221;</strong>, la prima compilation musicale targata <a href="http://www.kiver.com/history/the-blonde-salad/" target="_blank">The Blonde Salad</a>:<strong> 10 canzoni dal mood chillout selezionate da Chiara Ferragni</strong> all&#8217;interno del catalogo <a href="http://www.kiverdigital.com" target="_blank">Kiver Digital</a> (società del gruppo Kiver, leader in Italia nella distribuzione multicanale di <a href="http://www.kiverdigital.com/chi-siamo/" target="_blank">contenuti digitali musicali</a>), che accompagneranno gli utenti di The Blonde Salad durante la lettura del fashion blog più famoso in Italia.</p>
<p><span id="more-1696"></span>Downloadando la compilation (potete scaricarla cliccando <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p=24373&amp;a=2049780&amp;g=11695726&amp;url=http://itunes.apple.com/it/album/the-blonde-salad-the-blonde/id485750518" target="_blank">qui</a>) contribuirete al sostentamento di una associazione benefica: The Blonde Salad infatti devolverà i propri profitti in beneficenza ad un&#8217; associazione che si occupa di progetti umanitari per la salute materno-infantile.</p>
<p>Quale miglior regalo di Natale?</p>
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			<title>Kiver festeggia un anno davvero “Extra”</title>
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			http://www.kiver.com/news/kiver-festeggia-un-anno-davvero-%e2%80%9cextra%e2%80%9d/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 19 Dec 2011 11:31:15 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Parte oggi la quarta edizione di “Vinci con Extra” il concorso organizzato da Vodafone per tutti gli iscritti al servizio gratuito Vodafone Extra. Il servizio Vodafone sta per compiere un anno e con lui la collaborazione con Kiver,  che ha &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/kiver-festeggia-un-anno-davvero-%e2%80%9cextra%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Parte oggi la quarta edizione di “<strong>Vinci con Extra</strong>” il concorso organizzato da Vodafone per tutti gli iscritti al servizio gratuito Vodafone Extra.<span id="more-1705"></span><br />
Il servizio Vodafone sta per compiere un anno e con lui la <a href="http://www.kiver.com/history/vodafone-extra-sito-e-concorso/">collaborazione con Kiver</a>,  che ha accompagnato Vodafone attraverso <strong>4</strong> diversi <strong>resyle</strong> del sito Web, l’implementazione del meccanismo di <strong>instant</strong> <strong>win</strong> che ha resto possibile il concorso, fruibile sia da web che da <strong>mobile</strong> e la gestione di oltre <strong>250.000 giocate</strong>.</p>
<p><a href="http://extra.vodafone.it/?contest" target="_blank">Buona fortuna a tutti</a>!</p>
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			<title>Il paid search online e i risultati sull&#8217;offline</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-paid-search-online-e-i-risultati-sulloffline/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 16 Dec 2011 09:30:18 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1689			</guid>
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				<![CDATA[Dall&#8217;agosto 2009 all&#8217;agosto 2011 RevTrax, azienda che si occupa di retail marketing e relative misurazioni, ha effettuato uno studio sull&#8217;impatto offline delle campagne di paid search online. Il metodo era semplice: sono stati creati dei messaggi pubblicitari che davano all’utente &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-paid-search-online-e-i-risultati-sulloffline/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Dall&#8217;agosto 2009 all&#8217;agosto 2011 <a href="http://www.revtrax.com/">RevTrax</a>, azienda che si occupa di retail marketing e relative misurazioni, ha effettuato uno studio sull&#8217;impatto offline delle campagne di <strong>paid search</strong> online.<span id="more-1689"></span></p>
<p>Il metodo era semplice: sono stati creati dei messaggi pubblicitari che davano all’utente la possibilità di stampare un coupon da redimere in negozio in via cartacea o su dispositivo mobile.</p>
<p>Considerando aziende con una transazione media di 200$, le conclusioni dello studio sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>Per ogni dollaro speso dagli utenti in e-commerce, i marketer possono aspettarsi che vengano spesi <strong>altri 6 dollari</strong> nei punti vendita <strong>offline </strong></li>
<li>Il click medio sul messaggio in paid search genera approssimativamente una <strong>revenue in-store</strong> di <strong>15 dollari</strong></li>
<li>Circa il <strong>9%</strong> <strong>dei click</strong> su un advertising in paid search genera un <strong>ricavo in un negozio fisico</strong>.</li>
</ul>
<p>Si tratta del primo studio che presenti un effettivo collegamento fra campagne online e impatto offline, effettuato su larga scala e sul reale comportamento dei consumatori invece che su sondaggio.</p>
<p>La ricerca supporta inoltre l’<a href="http://www.comscore.com/Press_Events/Press_Releases/2011/10/comScore_and_dunnhumbyUSA_Research_Shows_Online_Advertising_Lifts_In-Store_CPG_Brand_Sales">analisi di ComScore</a>, da cui si evince che la <strong>spesa offline aumenta del 21%</strong> nei soggetti che sono stati esposti a un messaggio online. La percentuale tende inoltre a raddoppiarsi se il target è stato selezionato con strumenti all’avanguardia.</p>
<p>Kiver aveva già parlato di influenza fra il mondo reale e quello virtuale in <a href="http://www.kiver.com/news/gli-active-social-media-users-e-limpatto-sulloffline/">questo articolo</a>.</p>
<p>Chi si occupa di marketing deve quindi tener conto di tutti questi fattori per poter offrire un servizio adeguato in un mondo dove la tecnologia rende la differenza fra online e offline è sempre più labile.</p>
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			<title>Il Digital Marketing: B2B vs B2C</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-digital-marketing-b2b-vs-b2c/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 14 Dec 2011 17:45:15 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1682			</guid>
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				<![CDATA[L&#8217;agenzia californiata Webmarketing123, ha recentemente presentato i risultati di una ricerca sul digital marketing che evidenzia le differenze in termini di risultati e strategia tra le aziende B2B e quelle B2C. L&#8217;indagine è stata condotta online su un campione di &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-digital-marketing-b2b-vs-b2c/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>L&#8217;agenzia californiata <a href="http://www.webmarketing123.com/">Webmarketing123</a>, ha recentemente presentato i risultati di una <a href="http://go.webmarketing123.com/state-of-digital-marketing-report.html">ricerca </a>sul digital marketing che evidenzia <span id="more-1682"></span>le differenze in termini di risultati e strategia tra le aziende <strong>B2B </strong>e quelle <strong>B2C</strong>.</p>
<p>L&#8217;indagine è stata condotta online su un campione di oltre <strong>500 aziende statunitensi</strong>, di cui il 66,9% di tipo B2B.</p>
<p>Gli obiettivi principali indicati dalle aziende B2B in ambito di digital marketing sono l<strong>&#8216;aumento dei contatti</strong> potenziali (<strong>46%</strong>) e l&#8217;<strong>incremento delle vendite</strong> (<strong>22%</strong>). Le aziende B2C indicano gli stessi obiettivi ma in ordine inverso (<strong>40%</strong> lead vs <strong>23%</strong> vendite). Al contrario, il primo criterio di <strong>valutazione del successo</strong> resta per entrambi i tipi di aziende l&#8217;andamento del traffico sul sito (<strong>74%</strong> per B2B e <strong>80%</strong> per B2C).</p>
<p>Le differenze tra i due tipi di aziende sono ancora più marcate in ambito <strong>Social Media</strong>. Le aziende B2B usano in modo equilibrato diversi Social Media (<strong>Facebook </strong>al 34%; <strong>LinkedIn</strong> e <strong>Twitter </strong>al 25%), le aziende B2C sono per il 75%  focalizzate su Facebook, Social Network di elezione, seguito da Twitter che viene usato solo dall&#8217;8%.</p>
<p>Differenze sostanziali si riscontrano anche in tema <strong>Budget</strong>. Le aziende B2B dedicano il 33% del loro budget di digital marketing al <strong>SEO </strong>(con previsione dei incremento nel 2012 per il 53% di esse) mentre le aziende B2C dedicano il 42,5% al <strong>PPC</strong>.<br />
A conferma della scelta di budget di cui sopra, il SEO si conferma come lo <strong>strumento a maggior impatto nel raggiungimento degli obiettivi </strong>di generazione del lead per le aziende B2B con il 57% di apprezzamenti, contro l&#8217;8% dei social media e il 25% dell&#8217;adv online.</p>
<p>Tutti i dati presentati nel report sono stati raccolti in un&#8217;<a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/12/Webmarketing123_Digital-Marketing-Report-Infographic_2011_3.jpg" rel="facebox" target="_blank">infografica</a>.<strong></strong></p>
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				<item>
			<title>La wishlist natalizia di The Blonde Salad è già un successo</title>
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			http://www.kiver.com/news/la-wishlist-natalizia-di-the-blonde-salad-e-gia-un-successo/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 13 Dec 2011 15:36:41 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Ad una sola settimana dalla sua messa online, la wishlist natalizia di The Blonde Salad ha già raggiunto numeri davvero importanti: oltre 30.000 visite e 15.000 click in uscita in soli 7 giorni sono dati che vanno a consolidare ancora &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/la-wishlist-natalizia-di-the-blonde-salad-e-gia-un-successo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Ad una sola settimana dalla sua messa online, la <a href="http://wishlist.theblondesalad.com" target="_blank">wishlist natalizia</a> di <a href="http://www.kiver.com/history/the-blonde-salad/" target="_blank">The Blonde Salad</a> ha già raggiunto numeri davvero importanti: oltre <strong>30.000 visite</strong> e <strong>15.000 click</strong> in uscita in soli 7 giorni sono dati che vanno a consolidare ancora una volta The Blonde Salad come uno dei più influenti e potenti trendsetter nel mondo fashion, in Italia e nel mondo.</p>
<p><span id="more-1678"></span>Attraverso la wishlist Chiara Ferragni consiglierà ai suoi utenti per 3 settimane (dal 5 al 26 Dicembre) una serie di possibili regali per Natale: prodotti d&#8217;abbigliamento, cosmesi, design e tecnologia non mancheranno sotto l&#8217;albero natalizio di The Blonde Salad.</p>
<p>A questa iniziativa hanno collaborato importanti brand quali: <strong>Guess, Levi&#8217;s, Tommy Hilfiger, Patrizia Pepe, Clinique, Nikon </strong>e <strong>Yamamay</strong>.</p>
<p>Ci siamo dimenticati la musica? Certo che no! Restate sintonizzati, nei prossimi giorni annunceremo un importante news!</p>
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				<item>
			<title>European Corporate Social Media Summit: gli highlight di Kiver &#8211; part 2</title>
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			http://www.kiver.com/news/european-corporate-social-media-summit-gli-highlight-di-kiver-part-2/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 13 Dec 2011 11:00:44 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Tante aziende si spingono ancora oltre e vivono i social network come fonte essenziale per la ricerca e sviluppo e la differenziazione. Colossi come Microsoft e Dell  li utilizzano per migliorare le propria offerta e dialogare con le community di &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/european-corporate-social-media-summit-gli-highlight-di-kiver-part-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Tante aziende si spingono ancora oltre e vivono i social network come fonte essenziale per la <strong>ricerca e sviluppo </strong>e la<strong> differenziazione</strong>. Colossi come Microsoft e Dell  <span id="more-1674"></span>li utilizzano per migliorare le propria offerta e dialogare con le community di utenti esperti, basti pensare a com’è nato Windows 7 e agli 8 milioni di beta tester coinvolti sui social media. Un main player di betting online come PaddyPower.com crea invece scommesse ad hoc in base alle proposte ricevute sul proprio profilo Facebook, prodotti che nessun altro competitor ha ancora proposto. Secondo l’azienda, <strong>il social media marketing di un’azienda è un cocktail</strong>: 1 parte di ascolto, 3 di produzione e coinvolgimento (minimo 20 ore alla settimana di lavoro dedicato!) e 2 di analisi.</p>
<p><strong>2 &#8211; Come gestire i social media in azienda? </strong></p>
<p>Team dedicati, ma anche konw-how diffuso. A livello organizzativo, diversi fra i brand intervenuti, come <strong>IBM</strong>, affidano le attività ai dipartimenti di PR (anche per i loro ruolo chiave nel crisis management) e  adottano <strong>policy interne a volte molto strutturate</strong> per stimolare, ma anche regolamentare le attività dei dipendenti sui canali social, anche sui profili personali dei dipendenti. <strong>Dell </strong>in questo senso utilizza i social network per integrare due approcci: strumenti di engagement per l’audience consumer e altre piattaforme per l’abilitazione e l’education alle dinamiche online per i dipendenti, come <a href="https://www.yammer.com/">Yammer</a> per multinazionali come <strong>3M</strong> e <strong>GSK</strong>.</p>
<p><strong>3 &#8211; Come si misura il valore dei social media per un brand?</strong></p>
<p><em>“Not everything that can be counted counts, and not everything that counts can be counted”, </em>diceva <strong>Albert Einstein</strong>. Un’azienda può scegliere di misurare il ritorno economico della propria attività sui social media monitorando vari parametri, ma difficilmente riuscirà a coglierne l’effettivo valore. Lungo periodo, pazienza e abnegazione profonda ai network e alle dinamiche social sono i requisiti base di una gestione virtuosa di questi canali, ma in sostanza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=r5yGJ-1d2l4">qual è il ROI dei social media per un’azienda</a>? Una metafora semplicemente perfetta …</p>
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								</item>
				<item>
			<title>European Corporate Social Media Summit: gli highlight di Kiver &#8211; part 1</title>
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			http://www.kiver.com/news/european-corporate-social-media-summit-gli-highlight-di-kiver-part-1/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 12 Dec 2011 10:30:12 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Londra, 28-29 Novembre: 2 giorni di conferenze,  13 paesi rappresentati, oltre 15 testimonianze da top brand globali fra i quali Dell, Unilever, 3M, IBM, Whole foods, Telefonica O2, Microsoft, GlaxoSmithKline, Cisco, PaddyPower.com, Citrix e Lego. Un momento di confronto importante &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/european-corporate-social-media-summit-gli-highlight-di-kiver-part-1/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Londra, 28-29 Novembre: 2 giorni di conferenze,  <strong>13 paesi rappresentati</strong>, oltre 15 testimonianze da <strong>top brand globali</strong> fra i quali Dell, Unilever, 3M, IBM, <span id="more-1669"></span>Whole foods, Telefonica O2, Microsoft, GlaxoSmithKline, Cisco, PaddyPower.com, Citrix e Lego. Un momento di confronto importante fra esperienze diverse, focalizzato sull’analisi di come aziende fra le più grandi e complesse al mondo intendono e gestiscono le attività di social media marketing. Vi proponiamo quelli che secondo noi sono <strong>i 3 highlights del summit</strong>, come risposte a importanti domande su questi strumenti.</p>
<p><strong>1 &#8211; Qual è il ruolo dei social media in azienda? E’ tutto marketing?</strong></p>
<p>Secondo <strong>Unilever </strong>un’attività social di successo deve essere <strong></strong></p>
<ol>
<li><strong>continua e sostenibile</strong> nel tempo</li>
<li><strong>valutabile</strong> e</li>
<li><strong>conversazionale</strong>.</li>
</ol>
<p>Per lanciare la formula extra della <strong>marmite</strong> (un prodotto food già considerato fortemente di nicchia per il suo gusto) l’azienda ha fatto leva in chiave viral sul concept “o la odi o la ami”, esaltando le testimonianze (a volte prossime alla follia) dei fan del prodotto, che hanno postato video, disegnato il nuovo packaging, twittato per mesi e condiviso tutto quanto riguardava la community <a href="http://www.marmarati.org/" target="_blank">marmarati.org</a> sui loro profili social personali.</p>
<p>Anche <strong>Lego</strong> punta tutto sull’engagement, con campagne viral poco costose (a loro dire), ma molto remunerative in termini di costo per contatto, grazie ai milioni di views del <a href="http://www.youtube.com/user/LEGOClubTV?ob=5" target="_blank">brand chanel YouTube</a>, a campagne viral su Facebook come <a href="http://www.facebook.com/i.love.numbers" target="_blank">I am George</a> (costo-azienda 100 dollari!) e a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zX09WnGU6ZY" target="_blank">contenuti molto creativi  e divertenti</a> che ne rendono unica la presenza online.</p>
<p>Per <a href="https://twitter.com/#%21/WholeFoods" target="_blank">Whole Foods</a> i social network sono il nuovo core del <strong>servizio clienti</strong>: l’85% dei tweet dell’azienda sul profilo ufficiale sono risposte alle domande dei clienti. Con 315 punti vendita nel mondo e l’esigenza di lanciare promozioni contemporanee da 1 giorno, i social network restano uno strumento fondamentale di marketing, ma anche difficile da gestire: un <strong>team dedicato</strong> ai social media è fondamentale, sia per la realizzazione ed il rispetto di un calendario globale di aggiornamento, sia per l’analisi delle performance di questo tipo di canali. La <strong>ripetizione </strong>degli stessi messaggi su tutti i canali è una tecnica irrinunciabile: la vita dei segnali dei brand online è brevissima, gli utenti non hanno tempo, sono già bombardati da tanti altri input e molto probabilmente hanno perso il lancio precedente.</p>
<p>Volete scoprire gli altri 2 highlight? Stay tuned, presto la seconda parte del nostro report da Londra …</p>
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				<item>
			<title>Il Calendario delle Feste secondo Bing</title>
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				Fri, 09 Dec 2011 11:46:15 +0000			</pubDate>
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				<![CDATA[Le festività natalizie stanno per arrivare e Bing ha preparato il proprio Calendario che ci porta verso le festività. Il Bing Magical Holiday Calendar è un sito interattivo che promette &#8220;31 days of fun stuff&#8221;, dal primo al 31 dicembre. &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-calendario-delle-feste-secondo-bing/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Le festività natalizie stanno per arrivare e <a href="http://it.bing.com/" target="_blank">Bing</a> ha preparato il proprio Calendario che ci porta verso le festività.<span id="more-1613"></span> Il <a href="http://holiday.discoverbing.com/#" target="_blank">Bing Magical Holiday Calendar</a> è un sito interattivo che promette &#8220;31 days of fun stuff&#8221;, dal primo al 31 dicembre.</p>
<p>Il funzionamento è quello tipico di un <strong>calendario dell&#8217;avvento</strong>, il che significa che si possono vedere i contenuti solo dei giorni passati e quello odierno, e ogni giorno ci sono iniziative diverse: dai semplici <strong>contenuti</strong> ai <strong>concorsi</strong> con i brand partner di Bing, che permetteranno ai fortunati vincitori di godersi un viaggio intorno al mondo, automobili, concerti gratis e altro ancora.</p>
<p>Diversi dati confermano come le dinamiche a premi siano una chiave affidabile per l’engagement. Gli utenti web si iscrivono a concorsi, giveaways o lotterie almeno una volta al mese e le aziende che offrono concorsi hanno il 50% in più di fan sui Social Network (<a href="http://www.internetmarketingagency.com/blog/2011/2/6/three-reasons-why-contest-marketing-builds-more-than-buzz.aspx" target="_blank">Forrester</a> Research).</p>
<p>Anche <strong>Kiver</strong> trova riscontro a queste evidenze ogni giorno nelle proprie iniziative di marketing: i tassi di branded engagement sviluppati da concorsi importanti <em>Vinci Ogni Giorno</em> di <a href="http://www.kiver.com/history/concorso-vinci-ogni-giorno-per-vodafone-you/">Vodafone You</a>, ad esempio, sono sempre più positivi ed elevati.</p>
<p>Per quanto riguarda Bing ci resta solo un dubbio: l&#8217;iniziativa ci piace e sicuramente è un buon modo per favorire il ritorno sul sito, ma sarà sufficiente per aumentare le ricerche sul motore di Microsoft?</p>
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			<title>Italiani stregati dal Tweet</title>
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			http://www.kiver.com/news/italiani-stregati-dal-tweet/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 06 Dec 2011 12:02:29 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Secondo i dati ripresi da Repubblica.it solo in Italia vengono pubblicati 3 messaggi al secondo, 200 al minuto, 12.000 l’ora e sono stati superati i 2 milioni di utenti. Sembra insomma che Twitter stia vivendo quello che Facebook ha vissuto &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/italiani-stregati-dal-tweet/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Secondo i dati ripresi da <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/" target="_blank">Repubblica.it</a> solo in Italia vengono pubblicati <strong>3 </strong>messaggi <strong>al secondo</strong>, <strong>200</strong> al <strong>minuto</strong>, <strong>12.000</strong> l’<strong>ora</strong> e sono stati superati i 2 milioni di utenti.<span id="more-1593"></span></p>
<p>Sembra insomma che Twitter stia vivendo quello che Facebook ha vissuto nell’autunno 2009, quando tutti, ma proprio tutti, si sono scoperti ad aprire un profilo sul social Mark Zuckerberg.<br />
Ora sembra che nessuno possa più fare a meno di Twitter, tra i nomi elencati da Repubblica spiccano sicuramente Fiorello, Ornella Vanoni e Jovanotti. Ma non dimentichiamo la recente apparizione di <a href="http://www.clancelentano.it/" target="_blank">Adriano Celentano</a>. Ci si chiede quindi se sono prioprio loro, le star, ad aver spinto la gente normale in questo mondo virtuale fatto di follow friday, retweet ed hashtag.</p>
<p>Dal <a href="http://vincos.it/" target="_blank">blog </a>di Vincenzo Cosenza: “<em>I dati degli italiani iscritti a Twitter non sono mai stati dichiarati ufficialmente. In una presentazione galeotta di un anno fa se ne segnalavano <a href="http://vincos.it/2010/10/10/quanti-italiani-usano-twitter/" target="_blank">1,3 milioni</a> . Oggi, un’approssimazione della crescita si può avere spulciando le informazioni di Audiweb/Nielsen e Google AdPlanner. Audiweb/Nielsen mi ha confermato che, a ottobre, ha rilevato <strong>2.4 milioni</strong> di individui (a settembre erano 2.1) che hanno effettuato un accesso a Twitter.com almeno una volta nel mese attraverso un computer (da casa o ufficio). Google, con altra metodologia, evidenzia <strong>2.1 milioni </strong>di visitatori unici mensili.</em>”</p>
<p>Dati confermati non ce ne sono, ci sono però i conteggi dei tweet.<br />
Cercate di immaginere quant’è un milardo… è il numero di tweet inviato in una settimana. Per raggiungere il primo, milardo di tweet, ci sono voluti: 3 anni, 2 mesi e 1 giorno. Nei quattro secondi dopo l&#8217;ultimo capodanno, in Giappone ne sono stati inviati <strong>6.939 al secondo</strong> (record imbattuto).</p>
<p>La differenza fra le due piattaforme? La affidiamo alla taccolta di tweet fatta da Repubblica:<br />
&#8220;<em>Su Twitter si trovano i migliori sconosciuti che si conoscano</em>&#8221; (by specchionero).<br />
&#8220;<em>Twitter ti fa amare persone che non hai mai conosciuto. Facebook ti fa odiare persone che conosci da tanto tempo</em>&#8221; (by ItsNoraJMalik).</p>
<p>Come pure la conclusione che ci pare calzante: “S<em>u Twitter funziona chi ha qualcosa da dire, o meglio, chi sa come dirla; chi vuole avviare una conversazione. Ogni giorno, si scoprono sconosciuti di talento mentre tanti potenti faticano. Il papa, per esempio, che pure ha un certo seguito nella vita reale, sta ancora imparando: i tre account intestati a Benedetto XVI (due saranno probabilmente falsi), contano poche centinaia di followers. Ecco, non è un posto da messa cantata</em>.”</p>
<p>Noi per il momento ci interessiamo di entrambe le realtà!</p>
<p>Seguiteci dove preferite, su <a href="http://www.facebook.com/kiver" target="_blank">Facebook</a>, su <a href="http://twitter.com/#!/kiver_social" target="_blank">Twitter</a> o, perché no, su <a href="http://www.linkedin.com/company/133558" target="_blank">Linkedin</a> .</p>
<p>Fonte <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/30/news/pazzi_per_twitter-25821671/" target="_blank">Repubblica.it</a></p>
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			<title>Vodafone YOU: online l&#8217;edizione natalizia del concorso</title>
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			http://www.kiver.com/news/vodafone-you-online-ledizione-natalizia-del-concorso/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 06 Dec 2011 11:40:00 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Dopo il successo ottenuto con la prima edizione online nel periodo settembre-novembre, lo scorso 5 dicembre Vodafone Italia, sempre in collaborazione con Kiver, ha lanciato l&#8217;edizione natalizia di Vinci Ogni Giorno. Questa edizione prevede lo stesso meccanismo di vincita della &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/vodafone-you-online-ledizione-natalizia-del-concorso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Dopo il successo ottenuto con <a href="http://www.kiver.com/history/concorso-vinci-ogni-giorno-per-vodafone-you/">la prima edizione</a> online nel periodo settembre-novembre, lo scorso 5 dicembre <strong>Vodafone Italia</strong>, sempre in collaborazione con Kiver, <span id="more-1610"></span>ha lanciato l&#8217;edizione natalizia di <a href="http://vodafoneyou.vodafone.it/vinciognigiorno/">Vinci Ogni Giorno</a>.</p>
<p>Questa edizione prevede lo stesso meccanismo di vincita della precedente ma con un montepremi ancora più ricco. In palio ogni giorno, infatti, più di 165 premi tra cui, oltre a quelli già presenti nella scorsa edizione, anche <strong>Bonus di 25.000 miglia</strong> utilizzabili all’interno del programma MilleMiglia Alitalia, <strong>Auricolari Stereo Vodafone Dual Mic</strong> e <strong>Ricariche da 100 euro</strong>.</p>
<p>Questa edizione si concluderà l&#8217;8 gennaio per lasciar spazio ad un&#8217;altra edizione sempre ricca di novità e sempre <a href="http://www.kiver.com/prodotti-e-servizi/"><strong>Powered by Kiver</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>Ecco come Facebook e Twitter influenzeranno i motori di ricerca</title>
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			<pubDate>
				Mon, 05 Dec 2011 07:36:27 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Già negli scorsi anni si erano raccolte indiscrezioni che indicavano come i social network sarebbero potuti diventare fattori discriminanti per gli algoritmi che regolano il posizionamento di siti e contenuti all&#8217;interno dei motori di ricerca: ora tutto questo è diventato &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/ecco-come-facebook-e-twitter-influenzeranno-i-motori-di-ricerca/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Già negli scorsi anni si erano raccolte indiscrezioni che indicavano come i social network sarebbero potuti diventare fattori discriminanti per <span id="more-1545"></span>gli algoritmi che regolano il posizionamento di siti e contenuti all&#8217;interno dei motori di ricerca: ora tutto questo è diventato realtà, e una grande opportunità per chi oculatamente ha investito budget e tempo sull&#8217; <strong>inbound marketing</strong>.</p>
<p>La notizia arriva direttamente dalla &#8220;<strong>Web 2.0 Conference&#8221;</strong> tenutasi a San Francisco, dove <strong>Google</strong> e <strong>Bing</strong> hanno rilasciato un&#8217;intervista doppia per il blog<a href="http://searchengineland.com/what-social-signals-do-google-bing-really-count-55389" target="_blank"> &#8220;Search Engine Land&#8221;</a>; la rivoluzione parte in realtà da più lontano, quando entrambi i motori di ricerca implementarono la possibilità per gli utenti di filtrare i risultati delle loro query selezionando unicamente provenienti da social network.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora il disegno è andato a completarsi, in quanto anche la ricerca organica (e quindi il posizionamento relativo dei siti all&#8217;interno delle liste di ricerca) sarà (in parte) influenzata da Facebook e Twitter. Come?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diventa sempre più centrale il concetto di <strong>&#8220;trust rank&#8221;</strong>, valore in passato legato ai siti internet che ora passa all&#8217;utente diventando <strong>&#8220;authority rank&#8221;</strong>: sostanzialmente i motori di ricerca, monitorando lo sharing di contenuti e pagine web effettuato quotidianamente dagli &#8220;utenti social&#8221;, assegnano un valore a questi ultimi in modo proporzionale all&#8217;autorevolezza degli utenti che le condividono e il numero di volte che questi vengono segnalati. Autorevolezza che viene decretata sulla base di fattori quali per esempio il numero di amici o followers che l&#8217;utente vanta o sulla &#8220;qualità&#8221;dei contatti che un utente annovera sui social (come per esempio la creazione di liste degli amici su Facebook e dei followers su Twitter).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro importante passo verso la <strong>totale socializzazione della rete</strong>, in cui l&#8217;utente viene posto al centro dell&#8217;attenzione, è stato finalmente fatto: aziende e marketers dovranno quindi tenere maggiormente in considerazione i social network all&#8217;interno della loro strategia di presidio del web per poter essere competitivi ed efficaci su un mercato che è sempre più 2.0.</p>
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			<title>Salerno: logo Vignelli, ai cittadini non piace e il Sindaco li offende</title>
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			<pubDate>
				Sat, 03 Dec 2011 10:00:57 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Questa è una piccola storia di &#8220;democrazia partecipativa&#8221; che viene da Salerno dove si continuano a fare soffocanti operazione autoreferenziali e autocratiche, a spese dei contribuenti, che vogliono persino definire il senso estetico dei cittadini. Il sindaco ingaggia il noto &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/salerno-logo-vignelli-ai-cittadini-non-piace-e-il-sindaco-li-offende/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Questa è una piccola storia di &#8220;democrazia partecipativa&#8221; che viene da <strong>Salerno</strong> dove si continuano a fare soffocanti operazione autoreferenziali e autocratiche, a spese dei contribuenti, <span id="more-1596"></span>che vogliono persino definire il senso estetico dei cittadini.</p>
<p>Il sindaco ingaggia il noto designer <strong>Massimo Vignelli</strong> per creare il nuovo logo della città di Salerno, un&#8217;opera francamente &#8220;povera&#8221; e che piace a pochissimi, non all&#8217;altezza della fama di Vignelli e dal costo di oltre 100mila euro</p>
<p>Il sindaco non accetta le critiche e definisce i contestatari come nostalgici &#8220;<strong>figli delle chiancarelle</strong>&#8221; (un&#8217;area degradata della città dove c&#8217;era la prostituzione); in risposta nasce un <strong>gruppo su Facebook</strong>, un segno di rivolta che in poco più di 24 ore raggiunge quasi <strong>4000 iscritti</strong>.</p>
<p>Il gruppo, ha inviato una lettera aperta a Vignelli per spiegare al Maestro il perché l’opera realizzata li ha profondamente delusi: non può rappresentare Salerno perché è incapace di comunicare l’identità e la sua cultura millenaria.  Una “esse” che in pochi giorni ha saputo solo raccontare il lato caricaturale della città di Salerno.</p>
<p>Sul gruppo è un rincorrersi di commenti, di ricordi e di riflessioni. In molti mostrano il loro rammarico per le parole offensive del sindaco e con ironia criticano il nuovo logo ed in tanti raccontano di come sono stati costretti ad andare via da Salerno per poter lavorare. Una vena di tristezza che si cerca di camuffare con la sana ironia e con un po’ di satira perché una risata dovrà seppellire una politica fatta di sprechi di denaro pubblico, volgarità e soprusi.</p>
<p>La vicenda è molto<strong> local </strong>ma tanto <strong>global</strong> alias potrebbe essere ambientata in ogni angolo della nostra Italia e chissà se l’onda del cambiamento politico italiano potrà partire da una città del Sud con la loro “rivoluzione delle chiancarelle”.</p>
<p><a title="https://www.facebook.com/groups/chiancarella" href="https://www.facebook.com/groups/chiancarella" target="_blank">https://www.facebook.com/groups/chiancarella</a></p>
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			<title>Cloud, primi dati sulla Nuvola</title>
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			<pubDate>
				Fri, 02 Dec 2011 09:43:54 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Il Cloud si sta diffondendo sempre più rapidamente. Lo conferma Cisco nel suo Cisco Global Cloud Index, che ha misurato l&#8217;andamento del traffico legato alla famigerata nuvola. I servizi cloud, per precisione, sono tutti quelli in cui i dati (come &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/cloud-primi-dati-sulla-nuvola/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Il <strong>Cloud</strong> si sta diffondendo sempre più rapidamente. Lo conferma <strong>Cisco </strong>nel suo <a href="http://www.cisco.com/en/US/solutions/collateral/ns341/ns525/ns537/ns705/ns1175/Cloud_Index_White_Paper.html" target="_blank"><strong>Cisco Global Cloud Index,</strong></a> che ha misurato l&#8217;andamento del traffico legato alla famigerata <strong>nuvola</strong>.<span id="more-1578"></span></p>
<p>I servizi cloud, per precisione, sono tutti quelli in cui i dati (come video, canzoni, file) sono consultabili dagli utenti restando in rete, senza essere scaricati su un hard disk.</p>
<p>Il traffico generato dai servizi <strong>non cloud</strong> nel 2010 era pari a 1,1 zettabyte (1 zettabyte=mille di miliardi di gigabyte), che diventeranno 4,8 nel 2015. Il tasso di crescita di questi servizi, che pggi rappresentano l&#8217;89% del mercato globale, è del 33%.</p>
<p>Il <strong>cloud</strong> invece, che l&#8217;anno scorso valeva solo 130 exabyte (1 exabyte=cento miliardi di gigabyte), nel 2015 raggiungerà 1,6 zettabyte, passando da una quota dell&#8217;11% del mercato globale nel 2010 al 34% nel 2015.<br />
Le previsioni di Cisco ci dicono anche che il sorpasso tra sistemi tradizionali e cloud in termini di tempo macchina speso avverà nel 2014, quando i server saranno impegnati per il 51% del tempo a elaborare dati legati alla nuvola.</p>
<p>Ad oggi lo scambio più intenso di dati in cloud avviene negli Stati Uniti, che utilizzano il 27% del traffico, seguiti dall&#8217;Europa che ne detiene il 26%.</p>
<p>L&#8217;italia è un po&#8217; in ritardo rispetto agli altri Paesi dell&#8217;Europa Occidentale, ma anche qui ci sono i primi segnali di adozione dei nuovi modelli.<br />
La grande barriera da superare per entrare nel nuovo mondo è la disponibilità di connessioni a banda ultra-larga simmetriche, per favorire l&#8217;upload e il download dei dati dal cloud.</p>
<p>La strada da fare per il nostro Paese è quindi ancora lunga, ma la grande crescita nelle offerte di questo tipo di servizi fa sperare in un mondo che permetta a tutti di avere contenuti disponibili <em>almost everywhere</em>.</p>
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			<title>Facebook: iscritti oltre 21 milioni di italiani</title>
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			http://www.kiver.com/news/facebook-iscritti-oltre-21-milioni-di-italiani/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 30 Nov 2011 13:19:53 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[La cifra è già impressionante di per sé: si tratta infatti di un italiano su tre. Lo è ancora di più se rapportata al totale dei navigatori italiani che, secondo le ultime stime di Audiweb, ammonta a circa 27 milioni. &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/facebook-iscritti-oltre-21-milioni-di-italiani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>La cifra è già impressionante di per sé: si tratta infatti di <strong>un italiano su tre</strong>. Lo è ancora di più se rapportata al totale dei navigatori italiani che, secondo le ultime stime di <a href="http://www.audiweb.it" target="_blank">Audiweb</a>, <span id="more-1559"></span>ammonta a circa 27 milioni. Di questi poco meno dell’<strong>80%</strong> ha un profilo su Facebook che rimane, quindi, il Social Network più diffuso nel nostro paese.</p>
<p><a href="http://vincos.it/" target="_blank">Vincos</a>, ovvero <em>Vincenzo Cosenza</em>, blogger ed esperto di mercato digitale, ha raccolto in questa infografica i numeri più significativi del <strong>fenomeno Facebook in Italia </strong>(fonte <a href="http://www.facebook.com/advertising/" target="_blank">Facebook</a>).</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Facebook_in_Italia_nov2011-1-500x746.png" rel="facebox"><img class="alignleft size-full wp-image-1560" title="Infografica della diffusione di Facebook in Italia" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Facebook_in_Italia_nov2011-1-500x746.png" alt="Infografica della diffusione di Facebook in Italia" width="268" height="400" /></a>Interessante è anche il dato relativo alla <strong>frequenza di accesso</strong> al Social Network. Se, sempre secondo Audiweb, 13,9 milioni di italiani usano internet in un giorno medio, ben <strong>13 milioni</strong> accedono per controllare il proprio profilo e le attività degli amici, nonché per scrivere e leggere messaggi.<br />
Nonostante qualche nota circa la diversa metodologia di rilevamento di questi numeri, si può affermare che i due dati arrivano quasi a coincidere.</p>
<p>Stessa sorte anche per gli accessi da <strong>rete mobile</strong>: dei 9 milioni di italiani che la usano, ben <strong>7,5</strong> (erano solo 4 meno di un anno fa) si ritrovano in quella piazza virtuale che è ormai Facebook.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>Gamification: Youtube fa la sua mossa e lancia le “Medaglie”!</title>
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			http://www.kiver.com/news/gamification-youtube-fa-la-sua-mossa-e-lancia-le-%e2%80%9cmedaglie%e2%80%9d/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 29 Nov 2011 09:34:35 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Una delle ultimissime tendenze per quanto riguarda il web e le strategie di marketing e comunicazione, oltre che le dinamiche tipiche dei social, è quella comunemente definita come “Gamification” o “Ludicizzazione”. Questa pratica consiste nella trasposizione delle dinamiche e dei &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/gamification-youtube-fa-la-sua-mossa-e-lancia-le-%e2%80%9cmedaglie%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Una delle ultimissime tendenze per quanto riguarda il web e le strategie di marketing e comunicazione, oltre che le dinamiche tipiche dei social, è quella comunemente definita come <a title="Gamification Wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gamification" target="_blank">“<strong>Gamification</strong>” o “Ludicizzazione”</a>.</p>
<p>Questa pratica consiste nella trasposizione delle dinamiche e dei meccanismi di vincita tipici dei giochi e dei videogiochi all’interno di prodotti e servizi non ludici con lo scopo di creare engagement e fidelizzare gli utenti e i clienti. Un esempio evidente, nell’ambito dei social network, è quello dei badge di FourSquare.</p>
<p>L’ultima novità su questo fronte è stata lanciata recentemente da <strong>Youtube</strong>.<br />
Il colosso del video streaming ha implementato delle <a title="Youtube Blog - Post di lancio delle Medals" href="http://youtubecreator.blogspot.com/2011/11/now-announcing-medals-new-way-to.html" target="_blank">“<strong>Medaglie</strong>” (“Medals”)</a> per premiare i video più visti su diverse tipologie di metriche incluse le visualizzazioni e i feedback degli utenti (click su “Mi Piace” e Commenti).<br />
Alcune di queste Medaglie, disponibili in versione oro, argento e bronzo, riguardano:  <a title="All Time Most Popular Medal" href="http://www.youtube.com/topic/zdA469F6C6c/all-time-most-popular-videos-gold" target="_blank">i video più popolari in assoluto</a>; <a title="Recently Most Popular Medal" href="http://www.youtube.com/topic/0xvm9EvuJmU/recently-most-popular-videos-gold" target="_blank">i video recenti più popolari</a> e le “<a title="Trending Medals" href="http://www.youtube.com/topic/FzF3eDV6Yv8/trending-videos-gold" target="_blank">trending medals</a>”, assegnate ai video con un livello elevato e costante di visualizzazioni o con un notevole incremento delle visualizzazioni nella comparazione tra il periodo presente e quello precedente.</p>
<p>Lo scopo dichiarato è quello di <strong>celebrare i migliori video</strong> e di permettere agli utenti di identificare facilmente quali sono i più popolari, incrementando le visualizzazioni e le  interazioni.<br />
Ovviamente queste Medaglie potranno scatenare una maggiore competizione tra i migliori <strong>Youtubers</strong> e tra i loro seguaci, innescando meccaniche di passaparola e di comunicazione <em>below the line</em> volte al raggiungimento dei traguardi per i video in gioco.<br />
Con un effetto moltiplicativo nei livelli di afflusso generale ai video su piattaforma Youtube, nel numero di video visualizzati per utente e in generale, nel livello di attenzione medio per ciascun video e nel numero di feedback complessivi lasciati dagli utenti.</p>
<p>Un’innovazione importante soprattutto perché, da quanto si è intuito al lancio di queste Medaglie (il <a title="Comunicato di lancio delle Medals - Youtube Blog" href="http://youtubecreator.blogspot.com/2011/11/now-announcing-medals-new-way-to.html" target="_blank">comunicato sul blog ufficiale di Youtube</a> parlava di un punto di partenza: “Inizieremo con Medaglie che riconoscano la popolarità e il livello di engagement”) assisteremo alla creazione di nuove tipologie di riconoscimento virtuale per i video su Youtube.</p>
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			<title>Investire nei social network è un investimento a lungo temine e sarà ripagato</title>
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			http://www.kiver.com/news/investire-nei-social-network-e-un-investimento-a-lungo-temine-e-sara-ripagato/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 28 Nov 2011 14:30:20 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Il Corriere della Sera ha incontrato a Milano Charlene Li, la ricercatrice americana che ha dedicato due libri, diventati bestseller negli Usa («Groundswell» e «Open Leadership»),  ai temi del Web 2.0 e del social computing e considerata una delle 50 &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/investire-nei-social-network-e-un-investimento-a-lungo-temine-e-sara-ripagato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
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				<![CDATA[<p><a href="http://www.corriere.it" target="_blank">Il Corriere della Sera</a> ha incontrato a Milano<strong> <a href="http://www.charleneli.com/ " target="_blank">Charlene Li</a></strong>, la ricercatrice americana che ha dedicato due libri, <span id="more-1527"></span>diventati bestseller negli Usa («Groundswell» e «Open Leadership»),  ai temi del Web 2.0 e del social computing e considerata <strong>una delle 50 persone più influenti nella Silicon Valley</strong>.</p>
<p>Considerando i <a href="http://www.kiver.com/news/il-web-da-i-numeri/">dati sulla navigazione</a> non ci stupisce il pensiero di Li quando dice che “<em>la velocità di diffusione delle notizie, oggi, è fulminea: è impossibile per qualsiasi corporation controllare tutto quello che gira in rete, tanto vale aprirsi ai nuovi sistemi e conoscere sia le voci dei navigatori sia quelli dei dipendenti[...] Le imprese devono imparare la cultura della condivisione se vogliono essere pronte a raccogliere la sfida dei social network</em>”.</p>
<p>Un’esempio di quanto espresso è il caso della <strong>Dell</strong>, che vide le foto dell&#8217;incendio di uno dei suoi pc, provocato da un malfunzionamento delle batterie, fare il giro del mondo in poche ore gettando nel panico il quartier generale della multinazionale.</p>
<p>Per correre ai ripari venne aperto un blog ad hoc che dava tutte le istruzioni di servizio sui modelli a rischio. Se si considera che allora, era il 2006,  “<em>non erano ancora così diffusi Facebook e Twitter</em>”, come precisa Li, pensiamo a cosa potrebbe accadere ora.</p>
<p>In Italia puo’ essere indicativa l’esperienza <strong>Aruba, </strong>che ha scelto <strong>twitter </strong>come mezzo di comunicazione con i propri clienti, quando  un <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2011/04/29/aruba-incendio-server-ups-twitter/" target="_blank">principio d’incendio</a> ha colpito la server-farm nell’Aprile di quest’anno.</p>
<p>Ma i social non vanno usati solo in situazioni di crisi, ci dice Li, lo sforzo di gestire un rapporti più stretto con i propri clienti, enorme in termini economici e di tempo, “<em>E&#8217; un investimento a lungo temine e sarà ripagato: chi passa tempo in rete sa che essere ascoltati è un valore. Un approccio del genere fa la differenza, l&#8217;importante è capire che la gente <strong>non vuole ricevere messaggi ma stabilire delle conversazioni.</strong></em>” E’ necessario “<em>comprendere le esigenze attraverso un dialogo attivo</em>”.</p>
<p>Negli Usa sono tante le imprese ad averlo capito e c&#8217;è chi, come la <strong>Boeing, </strong>è andata persino oltre. Per dimostrare che i suoi aerei sono sicuri ha deciso di pubblicare online filmati di atterraggi in condizioni estreme, con i reattori fuori uso o senza tutti carrelli, immagini che rischiavano di far star male chiunque si apprestasse a varcare un check-in. Eppure, a detta della Li, la campagna, diretta principalmente alle compagnie di linea, è servita ad esorcizzare la paura di volare negli oltre 25 mila che hanno visto le clip.</p>
<p>Un altro esempio di azienda-social è quello di <strong>Fiat Brasile </strong>che per realizzare la <a href="http://www.fiatmio.cc/en" target="_blank">concept Mio</a>, una citycar ultratecnologica, ha creato una piattaforma open-source invitando gli utenti a collaborare direttamente suggerendo i propri desiderata.</p>
<p>Quando il prototipo dell&#8217;auto è stato presentato al salone di San Paolo se n&#8217;è parlato in tutto il mondo, perché gli stessi utenti che avevano partecipato al progetto contribuivano a diffondere la notizia in rete. “<em>Se un giorno quell&#8217;auto sarà prodotta in serie</em>”, commenta l&#8217;analista californiana, “<em>ha buone probabilità di successo, perché il pubblico la sentirà come parte di sé</em>”.</p>
<p>E se il social è così presente nelle vite del &#8220;consumatore&#8221;, potranno le aziende restarne fuori?</p>
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			<title>Muppets e Social Media, un amore corrisposto</title>
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			http://www.kiver.com/news/muppets-e-social-media-un-amore-corrisposto/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 25 Nov 2011 09:30:55 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[E&#8217; uscito il 23 novembre il nuovo film The Muppets. I pupazzi più amati del mondo tornano sul grande schermo dopo lungo tempo, e la Walt Disney Pictures ci ha preparati all&#8217;evento con una perfetta campagna di lancio sui Social &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/muppets-e-social-media-un-amore-corrisposto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>E&#8217; uscito il 23 novembre il nuovo film The Muppets. I pupazzi più amati del mondo tornano sul grande schermo dopo lungo tempo, e la Walt Disney Pictures ci ha preparati all&#8217;evento con una perfetta campagna di lancio sui Social Network, ben analizzata da Mashable in <a href="http://mashable.com/2011/11/20/muppets-social-campaign/" target="_blank">questo articolo.</a><a href="http://mashable.com/2011/11/20/muppets-social-campaign/"><span id="more-1539"></span></a></p>
<p>Le operazioni sui Social Network sono iniziate ben 8 mesi fa e ci fanno capire quanto  un marketing oculato delle risorse social (ovviamente sempre integrato con il <a href="http://disney.go.com/muppets/" target="_blank">sito web</a> e l&#8217;offline) sia importante nel creare la giusta attesa per un evento di questo tipo.</p>
<ul>
<li>La <a href="http://www.facebook.com/muppets" target="_blank">pagina facebook ufficiale dei Muppets </a>conta più di un milione di fan e diversi personaggi hanno la propria fan page personale. In tutte è presente <a href="http://www.facebook.com/muppets?sk=app_197756196961129" target="_blank">The Muppets Fan-a-thon</a>, una tab che invita l&#8217;utente a cliccare non solo sulle fan page degli altri character, ma anche su singoli contenuti. Tutti i Mi Piace ottenuti vengono poi sommati nella maschera del conteggio totale aggiornato in tempo reale</li>
<li>Sempre su Facebook troviamo l&#8217;app <a href="http://www.facebook.com/muppets?sk=app_232839193440797" target="_blank">Never Ending Mahna-Mahna</a>: gli utenti possono partecipare alla canzone infinita inserendo un proprio video, con un risultato meravigliosamente virale</li>
<li>La <a href="https://twitter.com/#!/MuppetsStudio" target="_blank">pagina Twitter ufficiale </a>è &#8220;gestita&#8221; da Statler &amp; Waldolf, i due vecchi disturbatori, che popolano la pagina facendosi (ironicamente) detrattori di ogni iniziativa a favore dei Muppets</li>
<li>Per il mobile è stata creata l&#8217;app per iPhone <a href="http://tapulous.com/blog/2011/11/taptapmuppet/" target="_blank">Tap Tap Muppets,</a> e su <a href="http://viddy.com/muppets#videos" target="_blank">Viddy </a>è stato creato uno special pack che permette agli utenti di inserire i personaggi dei Muppets nei propri video</li>
<li>I Muppets sono anche stati fra i primi ad avere una <a href="https://plus.google.com/118177189004466545044/posts" target="_blank">pagina ufficiale su Google+</a>, entrando così nelle cerchie di quasi 40.000 utenti</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/user/MuppetsStudio" target="_blank">canale You Tube</a> ha avuto un ruolo fondamentale nella promozione del film e del brand Muppets in sè: la Disney e Muppets Studios hanno realizzato diversi video virali e hanno creato parodie di trailer di film blockbuster per creare buzz sull&#8217;uscita cinematografica. Il canale oggi ha più di 150.000 iscritti e conta più di 65 milioni di visualizzazioni totali.</li>
</ul>
<p>Ora la parola va al botteghino, ma una cosa è certa: i Muppets che ci avevano conquistati da piccoli continuano a farlo anche da grandi, con perle social entrate ormai nella storia.. come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tgbNymZ7vqY&amp;noredirect=1" target="_blank">questa</a>.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 456px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">, entrando</div>
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			<title>The Blonde Salad ospite a Radio DeeJay</title>
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			http://www.kiver.com/news/the-blonde-salad-ospite-a-radio-deejay/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 23 Nov 2011 16:21:06 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Come anticipato ieri sera Chiara Ferragni è stata ospite di “Platinissima presenta Good Evening” il programma presentato da Platinette su Radio DeeJay e DeeJay TV. Se vi siete persi l&#8217;appuntamento potete ascoltare, o scaricare il Podcast da qui. Se invece &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/the-blonde-salad-ospite-a-radio-deejay/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Come anticipato ieri sera Chiara Ferragni è stata ospite di <strong>“Platinissima presenta </strong><strong>Good Evening” <span id="more-1533"></span></strong>il programma presentato da Platinette su <strong>Radio DeeJay</strong> e <strong>DeeJay TV</strong>.</p>
<p>Se vi siete persi l&#8217;appuntamento potete ascoltare, o scaricare il Podcast <a href="http://www.deejay.it/dj/radio/programma/podcast/29/2011-11-22/Platinissima/Chiara-Ferragni---Parte-1?idDetail=31463&amp;idProgramma=12" target="_blank">da qui.</a></p>
<p>Se invece volete curiosare un po&#8217; di più, guardate il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=P3OMaIzfPS0&amp;feature=player_profilepage" target="_blank">video</a> del backstage oppure scoprite le <a href="http://www.theblondesalad.com/2011/11/live-on-radio-deejay-and-deejay-tv.html" target="_blank">foto </a>e le impressioni di Chiara direttamente sul suo <a href="http://www.theblondesalad.com" target="_blank">blog</a>.</p>
<p>Volete sapere perchè The Blonde Salad si è affidata a Kiver? <a href="http://www.kiver.com/history/the-blonde-salad/">Leggete qui!</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>Volunia: il motore di ricerca Made in Italy</title>
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			http://www.kiver.com/news/volunia-il-motore-di-ricerca-made-in-italy/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 23 Nov 2011 14:00:55 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Fino ad oggi sul sito Volunia.com non c&#8217;è molto: solo la possibilità di inserire la propria mail per diventare Power User e testare in anteprima mondiale il nuovo motore di ricerca. Non è chiaro neanche il giorno di lancio: l&#8217;unica &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/volunia-il-motore-di-ricerca-made-in-italy/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Fino ad oggi sul sito <a href="http://launch.volunia.com/" target="_blank">Volunia.com</a> non c&#8217;è molto: solo la possibilità di inserire la propria mail per diventare Power User e testare in anteprima mondiale il <strong>nuovo motore di ricerca</strong>.<span id="more-1504"></span></p>
<p>Non è chiaro neanche il giorno di lancio: l&#8217;unica certezza è che avverrà entro il 2011.</p>
<p>Nonostante questa carenza di informazioni (o forse anche grazie a questa) l&#8217;attenzione verso <strong>Volunia</strong>, sta progressivamente aumentando.</p>
<p>L&#8217;idea nasce dalla mente di <strong>Massimo Marchiori</strong> già noto al mondo del Web per aver ideato <em>Hyper Search</em>, il motore di ricerca alla base dell&#8217;algoritmo <em>PageRank</em> di <strong>Google</strong>.</p>
<p>Dopo 3 anni di lavoro, Marchiori e il suo team stanno selezionando tra i 50 e i 100 mila tester che verificheranno che il sistema funzioni in dodici lingue e che regga tutte le richieste. Del sistema in sè hanno rivelato veramente poco per una questione di prudenza, avendo a che fare con un colosso (Google) in grado di replicare in brevissimo tempo qualsiasi iniziativa. Le uniche parole di Marchiori sono state: <em>&#8220;Se Google usa la clava, ecco noi opereremo con il fioretto. Emergeremo grazie alla differenza del nostro motore. E perchè Volunia sarà davvero utile alla gente&#8221;</em>.<a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Marchiori.jpg" rel="facebox"><img class="size-full wp-image-1509 alignright" title="Marchiori" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Marchiori.jpg" alt="" width="161" height="89" /></a></p>
<p>Il progetto oltre al essere interessante di per sè, lo è ancora di più per il fatto di essere totalmente italiano. Come già detto italiano è l&#8217;ideatore ma anche il capitale (spicca <strong>Mariano Pireddu</strong> già fondatore di <em>Voljatel</em>), gli sviluppatori, la base operativa (Padova) e la collocazione dei server (Sardegna).</p>
<p>Non ci resta che aspettare e vedere se Volunia raggiungerà l&#8217;obiettivo di Marchiori, ovvero quello di <em>&#8220;&#8230;dare fastidio a Google&#8221; </em>o se invece avrà la stessa sorte di iniziative come <em>Bing</em> di <strong>Microsoft </strong>. In caso di successo, il Web non potrà essere più lo stesso e non lo sarà neanche il ruolo dell&#8217;Italia nell&#8217;economia digitale.</p>
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			<title>The Blonde Salad questa sera ospite di Radio Deejay</title>
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			<pubDate>
				Tue, 22 Nov 2011 15:00:58 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Questa sera la nostra Chiara Ferragni (ideatrice e autrice di The Blonde Salad) sarà ospite di Radio Deejay a partire dalle h 19.20 circa all&#8217;interno del programma &#8220;Platinissima presenta Good Evening&#8221;, condotto da Platinette. Chiara racconterà in trasmissione il successo &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/the-blonde-salad-questa-sera-ospite-di-radio-deejay/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Questa sera la nostra <strong>Chiara Ferragni</strong> (ideatrice e autrice di <a href="http://www.kiver.com/history/the-blonde-salad/" target="_blank">The Blonde Salad</a>) sarà ospite di <strong>Radio Deejay</strong> a partire dalle h 19.20 circa all&#8217;interno del programma <strong>&#8220;Platinissima presenta Good Evening&#8221;</strong>, condotto da Platinette.<span id="more-1523"></span></p>
<p>Chiara racconterà in trasmissione il <a href="http://www.theblondesalad.com/" target="_blank">successo del suo fashion blog</a> e risponderà agli utenti che interverranno in diretta per chiederle consigli di moda per occasioni particolari (questi i riferimenti per interagire con Chiara sms 347/342.522.0 e-mail: <a href="mailto:diretta@deejay.it">diretta@deejay.it</a>).</p>
<p>Non perdetevela!</p>
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			<title>Primo nella classifica di Technorati grazie a Google</title>
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			http://www.kiver.com/news/the-huffington-post-primo-nella-classifica-di-technorati-grazie-a-google-analytics-e-google-apps/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 21 Nov 2011 14:10:34 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1499			</guid>
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				<![CDATA[Secondo le stime della società Technorati, The Huffington Post ha superato la soglia di circa 8 milioni di utenti unici diventando uno tra i siti Internet di notizie e commenti più popolari. L&#8217;editore online Fondato nel 2005 da Arianna Huffington, &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/the-huffington-post-primo-nella-classifica-di-technorati-grazie-a-google-analytics-e-google-apps/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
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				<![CDATA[<p>Secondo le stime della società Technorati, <a href="http://www.huffingtonpost.com/" target="_blank">The Huffington Post</a> ha superato la soglia di circa 8 milioni di utenti unici diventando uno tra i siti Internet di notizie e commenti più popolari.</p>
<p>L&#8217;editore online Fondato nel 2005 da Arianna Huffington, giornalista famosa a livello internazionale, e da Kenneth Lerer, manager di impresa nel campo dei media, offre notizie, opinioni e link a diverse altre fonti.</p>
<p>“<a href="http://technorati.com/blogs/top100/" target="_blank">Technorati Authority</a>” misura l’influenza e la posizione di un sito nella blogosfera attraverso le statistiche relative a link a siti web, l’Authority è misurata su una scala da 0 a 1000, dove 1000 rappresenta il grado di autorevolezza maggiore, The Huffington Post ha raggiunto la vetta della top 100 di Technorati con un grado di Authority pari a 927/1000.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/TheHuffingtonPost.jpg" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1500" title="TheHuffingtonPost" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/TheHuffingtonPost-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" /></a></p>
<p><a href="www.google.com" target="_blank">Google</a> ha pubblicato un <a href="http://www.google.com/intl/it/analytics/case_study_huffington_post.html" target="_blank">articolo</a> in cui spiega a cosa The Huffington Post deve la sua autorevolezza:</p>
<ul>
<li>Collaborazione interna sia del team editoriale che di quello grafico-tecnico.</li>
</ul>
<ul>
<li>Valutazione puntuale delle performance degli articoli (formato, notizie e di altri contenuti)</li>
</ul>
<ul>
<li>Valutazione del target di riferimento (provenienza del visitatore, …)</li>
</ul>
<p>&#8220;<em>Dovevamo isolare continuamente i nostri prodotti (notizie, editoriali, blog e altro) e controllarne il rendimento nel corso del tempo ma ci frenava il fatto che la maggior parte degli strumenti di analisi dei dati web avesse un prezzo tanto elevato</em>&#8220;, spiega Paul Berry, CTO di The Huffington Post.</p>
<p>La soluzione adottata dal sito, a seguito di un’attenta analisi della situazione, è stata quella di affidarsi a <strong>Google</strong> attraverso:</p>
<ul>
<li>Google Apps Premier per: posta (Gmail), gestione del calendario interno delle attività (Google Calendar), messaggistica istantanea (Google Talk), condivisione di documenti (Google Documenti), creazione e pubblicazione di pagine web (Google Page Creator) ecc.</li>
</ul>
<ul>
<li>Google Analytics per monitorare i visitatori unici, nuovi e di ritorno, nonché altri dati sul traffico “<em>Google Analytics offre tutte le funzioni di un pacchetto di analisi di fascia alta e fornisce i dati necessari all&#8217;ottimizzazione del rendimento del sito</em>&#8221; dichiara Berry.</li>
</ul>
<p>Grazie a Google Analytics e a Google Apps, The Huffington Post ha potuto raggiungere i propri obiettivi.</p>
<p><strong>Vi siete mai chiesti cosa puo’ fare <a href="http://www.kiver.com/chi-siamo/">un partner Google certificato</a> per voi?</strong></p>
<p>(Fonti: <a href="http://www.google.com/intl/it/analytics/case_study_huffington_post.html" target="_blank">Google</a> e <a href="http://technorati.com" target="_blank">Technorati</a>)<strong><br />
</strong></p>
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				http://www.kiver.com/news/the-huffington-post-primo-nella-classifica-di-technorati-grazie-a-google-analytics-e-google-apps/feed/			</wfw:commentRss>
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								</item>
				<item>
			<title>Segmented Marketing: chi sono i &#8220;Boomers&#8221; e come approcciarli?</title>
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			http://www.kiver.com/news/segmented-marketing-chi-sono-i-boomers-e-come-approcciarli/</link>
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				http://www.kiver.com/news/segmented-marketing-chi-sono-i-boomers-e-come-approcciarli/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Fri, 18 Nov 2011 16:22:08 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[La rivoluzione digitale e l&#8217;avvento delle piattaforme 2.0 sono state importanti cartine tornasole in grado di stratificare gli utenti della rete correlando età, utilizzo dei new media e comportamento d&#8217;acquisto online, fattori chiave per chi si occupa di web marketing. &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/segmented-marketing-chi-sono-i-boomers-e-come-approcciarli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>La rivoluzione digitale e l&#8217;avvento delle piattaforme 2.0 sono state importanti cartine tornasole in grado di stratificare gli utenti della rete correlando età, utilizzo dei new media e comportamento d&#8217;acquisto online, fattori chiave<strong> </strong>per chi si occupa di<strong> web marketing.</strong></p>
<p>E se per quanto riguarda l&#8217;utilizzo di social network sono i cosiddetti <strong>&#8220;Millennials&#8221;</strong> (utenti nati nel nuovo millennio e quindi nativi digitali) a farla da padrone con una percentuale del 77% di utenti aventi almeno un profilo social online, ecco che si sta andando sempre più a delineare una ben definita categoria socio-demografica per la quale il mercato digitale non è ancora prossimo alla saturazione, ma al contrario è in decisa crescita.</p>
<p>E&#8217; la categoria dei <strong>&#8220;Boomers&#8221;</strong> (a cui appartengono utenti tra i 47 e i 65 anni): basti pensare che a fronte di un tempo medio trascorso sul web di circa 40 ore al mese, questa tipologia di utenti è accreditata di un potere di<strong> spesa online pari a circa 200 dollari al mese</strong>, circa 30$ in più rispetto ai più giovani <strong>&#8220;Gen Xers&#8221;</strong> (35-46 anni).</p>
<p>E se solo il 25% dei Boomers ad oggi possiede uno smartphone o un tablet, <a href="http://www.emarketer.com/blog/index.php/boomers-social-media/" target="_blank">eMarketer</a> prevede che entro il 2015 <strong>questa quota sia destinata a salire fino al 40%.</strong></p>
<p>Quali possono essere i migliori strumenti di marketing per approcciare questo segmento di mercato? Un dato sicuramente significativo ce lo fornisce <a href="http://mashable.com/2011/11/17/how-to-market-to-baby-boomers/" target="_blank">AARP</a>, indicando come i <strong>referral</strong> (come per esempio le <strong>&#8220;sponsored stories&#8221;</strong> su Facebook) siano dei drivers particolarmente efficaci per portare i Boomers all&#8217;acquisto online o all&#8217;azione social.</p>
<p>Siamo dunque davanti ad uno scenario in cui i marketers dovranno preoccuparsi di più di una <strong>soddisfacente experience</strong> dell&#8217;utente piuttosto che della forma o del design dei loro prodotti per essere competitivi nei prossimi anni sul mercato?</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/news/il-sorpasso-youtube-davanti-a-facebook-secondo-i-giovani-del-web/" target="_blank">Noi crediamo di si!</a></p>
<p>(Fonte: <a href="http://mashable.com/2011/11/17/how-to-market-to-baby-boomers/" target="_blank">Mashable.com</a>)</p>
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			<title>Gli Active Social Media Users e l&#8217;impatto sull&#8217;offline</title>
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			http://www.kiver.com/news/gli-active-social-media-users-e-limpatto-sulloffline/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 18 Nov 2011 10:22:24 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[I consumatori stanno passando più tempo che mai sui Social Media, come si dimostra nel Social Media Report pubblicato negli U.S.A. da Nielsen e NM Incite, relativo al terzo trimestre del 2011. Il report è molto interessante e fra i &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/gli-active-social-media-users-e-limpatto-sulloffline/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>I consumatori stanno passando più tempo che mai sui Social Media, come si dimostra nel <a href="http://www.nmincite.com/?page_id=210 ">Social Media Report</a> pubblicato negli U.S.A. da Nielsen e NM Incite, relativo al terzo trimestre del 2011.<span id="more-1489"></span></p>
<p>Il report è molto interessante e fra i risultati spicca quello in cui si traccia un parallelo fra il navigatore medio e l&#8217;<strong>Active Social Media User</strong>, ovvero il navigatore che passa molto tempo sui Social Media e interagisce con essi attraverso sharing e pubblicazioni.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/nielsen-social-media-report_Page_11_v2.png" rel="facebox"><img class="alignleft size-medium wp-image-1493" title="nielsen-social-media-report_Page_11_v2" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/nielsen-social-media-report_Page_11_v2-197x300.png" alt="" width="197" height="300" /></a>Questi utenti risultano essere molto più partecipativi anche nella vita reale, con uno stile di vita che li spinge ad uscire (+45%) e partecipare ad eventi (+ circa 18%) più spesso del navigatore adulto medio.</p>
<p style="text-align: left;">Il 60% dei Social Media User crea inoltre <strong>recensioni</strong> di prodotti e servizi, e questo tipo di pubblicità risulta essere quella preferita dagli utenti nella scelta dei propri acquisti.</p>
<p>Altro dato rilevante è quello sulle pagine seguite dagli utenti attivi:  il 53% è fan di un marchio, mentre solo il 32% è follower di pagine di  celebrity. Le vere star nei Social Media sono i brand!</p>
<p>Se si tiene presente che il 60% dei consumatori che effettuano ricerche online viene a conoscenza di una marca o retailer proprio attraverso i Social Media, diviene lampante quanto gli utilizzatori attivi siano un&#8217;importante <strong>risorsa</strong> per il web marketing.</p>
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			<title>Social Media: i 9 driver della Brand Reputation</title>
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			http://www.kiver.com/news/social-media-i-9-driver-della-brand-reputation/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 16 Nov 2011 14:29:28 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Lo scorso 10 novembre, Weber Shandwick in partnership con Forbes Insights, ha presentato i risultati di una nuova ricerca sull&#8217;utilizzo dei Social Media condotta su un panel di 1.897 senior manager di grandi aziende di tutto il mondo. Posto che la &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/social-media-i-9-driver-della-brand-reputation/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Lo scorso 10 novembre, <strong>Weber Shandwick</strong> in partnership con <strong>Forbes Insights</strong>, ha presentato i risultati di una nuova ricerca sull&#8217;utilizzo dei <em>Social Media</em> condotta su <span id="more-1415"></span>un panel di <strong>1.897</strong> senior manager di grandi aziende di tutto il mondo.</p>
<p>Posto che la socialità in rete contribuisce alla reputazione complessiva delle marche (lo ritiene il 52% degl intervistati), la ricerca ha evidenziato i punti chiave per entrare nell&#8217;elite dei <strong>World Class Brand </strong>(WCB).</p>
<p>Queste le 9 linee guida:</p>
<ol>
<li><strong>Contenuti ad hoc</strong>: il 45% dei WCB studia e propone contenuti specifici per i social media.</li>
<li><strong>Ventaglio di tool</strong>: i WCB usano tutti gli strumenti a disposizione in ottica social sfruttando anche strumenti mobile, app di geolocalizzazione o attività di proximity marketing.</li>
<li><strong>Integrazione</strong>: i WCB usano sia i canali sociali che quelli tradizionali in modo coerente, mantenendo univocità di messaggio ma sfruttando le caratteristiche principali del canale usato.</li>
<li><strong>Management</strong>: il 61% dei WCB ha una figura professionale dedicata ai social media (di solito un Social Media Strategist).</li>
<li><strong>Analisi dei feedback</strong>: i WCB analizzano le opinione degli utenti raccolti sui social media e le utilizzano in ottica di Ricerca &amp; Sviluppo.</li>
<li><strong>Utenti Partecipativi</strong>: la media dei brand non tiene in grande considerazione il numero di utenti partecipativi per misurare l&#8217;efficacia dei Social Media. I WCB la considerano al primo posto!</li>
<li><strong>Globalità</strong>: i WCB puntanto sulla portata globale come driver indispensabile di corporate reputation.</li>
<li><strong>Misurazione delle performance</strong>: in misura doppia rispetto agli altri brand, i WCB sono più propensi ad affidare all&#8217;esterno la valutazione delle performance ottenute sui Social Media.</li>
<li><strong>Tutela</strong>: i WCB sono molto più vigili rispetto alla tutela del loro marchio e, per questo, sono più propensi ad adottare provvedimenti in caso di violazione della privacy.</li>
</ol>
<p>La ricerca inoltre, sottolinea la scarsa correlazione tra le risposte dei manager intervistati e la loro area geografica di appartenenza, il chè dimostra <strong>la portata globale del fenomeno</strong>. Queste, le poche rilevanti differenze rispetto all&#8217;area geografica:</p>
<ul>
<li>Le <strong>aziende americane</strong> sono le più focalizzate sull&#8217;integrazione tra le strategie social e quelle tradizionali.</li>
<li>Le aziende <strong>EMEA </strong>più raramente hanno una figura professionale dedicata ai Social Media.</li>
<li>I <strong>manager asiatici</strong> hanno più difficoltà nel misurare il ROI degli investimenti in attività social.</li>
<li>Le <strong>aziende sudamericane</strong> sono infine quelli che hanno aspettative sensibilmente più alte sull&#8217;uso dei canali sociali.</li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8220;Nel complesso le marche stanno ridefinendo i propri modelli di marketing e adattandoli ad un contesto sempre più social. Sia che si tratti di raggiungere una audience interna, i clienti o i media, ci troviamo di fronte a una potente e inarrestabile leva di marketing e comunicazione e i responsabili di queste funzioni aziendali ne sono ora ben consapevoli. La domanda da farsi è come sfruttare a pieno questa forza per trarne il massimo vantaggio”</em>, ha concluso<strong> Chris Perry</strong>, President of Digital Communications, Weber Shandwick.</p>
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			<title>Google+: Sony Music in prima linea verso una nuova sfida social</title>
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			http://www.kiver.com/news/google-sony-music-in-prima-linea-verso-una-nuova-sfida-social/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 15 Nov 2011 16:42:43 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Pochi giorni fa Google+ ha ufficialmente aperto le brand page, lo strumento pensato per le aziende che vogliono sviluppare una presenza sul social network di Google. Le pagine sono simili ai profili personali e la struttura è ispirata alle pagine &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/google-sony-music-in-prima-linea-verso-una-nuova-sfida-social/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Pochi giorni fa <strong>Google+ ha ufficialmente aperto le brand page, </strong>lo strumento pensato per le aziende che vogliono sviluppare una presenza sul social network di <a href="http://techcrunch.com/2011/11/07/google-launches-pages-opens-floodgates-for-brands-and-everything-else/" target="_blank">Google</a>.<span id="more-1433"></span></p>
<p>Le pagine sono simili ai profili personali e la struttura è ispirata alle pagine di Facebook, con una foto principale sulla sinistra e altre cinque nella parte superiore del profilo, la possibilità di pubblicare post, video e immagini. Gli utenti possono aggiungere le pagine aziendali alle proprie cerchie, aiutando il brand a incrementare i propri follower, termine coniato dall’altro noto social, <strong>Twitter</strong>.</p>
<p>Ma cosa offre Google+ in più rispetto a Facebook? Attraverso l’utilizzo degli <strong>Hangouts</strong>, in italiano videoritrovi, negozi e brand potranno avere un contatto diretto con i propri follower, offrire una consulenza direttamente da G+ e quindi aumentare l’ <strong>engagement</strong><strong>.</strong><br />
Altro punto a favore di Google+ sarà il <strong>Direct Connect</strong>, ovvero la possibilità di connettersi ad una brand page direttamente dalle ricerche effettuate su Google. Infatti digitando un + davanti al nome del brand/negozio che stiamo cercando, verremo indirizzati alla pagina Google+ collegata. Inoltre nelle prossime settimane verrà lanciato anche il servizio <strong>Analytics</strong> che darà alle aziende preziose informazioni riguardo le attività degli utenti, le statistiche sulla pagina, su chi interagisce e in che modo. Questi sono solo alcuni vantaggi offerti da Google+ che è ancora in fase di crescita e verrà presto integrato con molti altri servizi. Ora resta solo da chiedersi se gli 800 milioni di utenti attivi su Facebook saranno disposti ad integrare nella loro “cerchia” un nuovo social…</p>
<p>Ecco uno screenshot della <a href="https://plus.google.com/100344768365505061847/posts" target="_blank">pagina Google+</a> che Kiver ha aperto per Sony Music Italia.</p>
<div id="attachment_1448" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/google+2.jpg" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-1448" title="google+" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/google+2-263x300.jpg" alt="" width="221" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#39;immagine per ingrandirla</p></div>
<p style="text-align: left;">Come avviene per il profilo Facebook di Sony, così anche per G+ Kiver si propone di apportare un valore aggiunto nella cura di questo nuovo social, utilizzandolo come piattaforma di comunicazione per iniziative promozionali ed attività varie degli artisti: la finalità è quella di incrementare l’engagement e veicolare flussi di  traffico verso le piattaforme proprietarie di Sony e dei suoi artisti. Ciò si realizza attraverso una <a href="http://www.kiver.com/history/boomer-il-cmt-per-sony-music-gestione-editoriale/" target="_blank">gestione editoriale</a> attenta al target e ricca di contenuti, ma anche attraverso gli strumenti peculiari messi a disposizione da Google+: tra di essi, spiccano le opzioni di personalizzazione grafica avanzata per le 5 immagini del profilo, che sulla Pagina G+ di Sony sono state utilizzate per creare immagini animate delle copertine degli album di ultima uscita. Analogamente, sulla <a href="https://plus.google.com/114052049881010345968/posts?hl=it" target="_blank">Pagina G+ di Alessandra Amoroso</a> si è scelto di &#8220;scomporre&#8221; nelle 5 immagini il taglio degli occhi dell&#8217;artista, anche in questo caso per aumentare l&#8217;impatto visivo della Pagina stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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								</item>
				<item>
			<title>Il Sorpasso: Youtube davanti a Facebook secondo i giovani del web!</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-sorpasso-youtube-davanti-a-facebook-secondo-i-giovani-del-web/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 15 Nov 2011 10:00:00 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Tra le varie categorie di utenti web ce ne sono alcune che vengono osservate con maggiore attenzione; una di queste è sicuramente quella che include uomini e donne compresi nella fascia di età tra i 13 e i 24 anni. &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-sorpasso-youtube-davanti-a-facebook-secondo-i-giovani-del-web/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Tra le varie categorie di utenti web ce ne sono alcune che vengono osservate con maggiore attenzione; una di queste è sicuramente quella che include uomini e donne compresi nella fascia di età tra i 13 e i 24 anni.<br />
Un segmento di domanda fra i più ambiti dalle aziende, in forte competizione fra loro per guadagnarvi sempre più spazio.</p>
<p>Gli sforzi dei grandi <strong>brand </strong>dell’industria mondiale sono da sempre rivolti alla comprensione e all’interazione con le menti, i cuori e le azioni di questi giovani consumatori.<br />
Queste interazioni, sommate all’influenza degli stessi marchi sulla percezione e il comportamento dei consumatori  e alla loro fedeltà, definiscono il livello di <strong>Brand Equity </strong>di un’azienda.</p>
<p>Secondo una <a title="Harris Poll - Youth EquiTrend® Rankings" href="http://www.harrisinteractive.com/Insights/YouthEquiTrendRankings.aspx" target="_blank">survey condotta da Harris Interactive</a> (su una popolazione compresa tra i 13 e i 24 anni), che si propone di compilare una chart delle aziende (in diversi settori) in base al loro livello di Brand Equity, <strong>Youtube </strong>domina la categoria dei Social Media e si aggiudica il titolo di <strong>Social Media Brand of the Year 2012.</strong> Facebook segue al secondo posto.</p>
<p>Un risultato sorprendente dato che Facebook è ancora considerato la piattaforma social per eccellenza ma soprattutto <em>&#8220;un’informazione importante, che tutti gli esperti di Marketing dovrebbero tenere presente nella progettazione delle loro strategie sui Social Media.&#8221;</em> come afferma Regina A. Corso, <em>SVP for youth and education research</em> presso Harris Interactive.</p>
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								</item>
				<item>
			<title>Il Social-Shopper è uomo</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-social-shopper-e-uomo/</link>
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				http://www.kiver.com/news/il-social-shopper-e-uomo/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Mon, 14 Nov 2011 15:06:14 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1391			</guid>
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				<![CDATA[Performics ha da poco pubblicato un articolo in cui commenta lo studio 2011 sul Social Shopping svolto da ROI Research Inc. Dallo studio si evince come gli uomini siano molto più propensi all’acquisto online rispetto alle donne. Contraddicendo le regole &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-social-shopper-e-uomo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
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				<![CDATA[<p><a href="http://www.performics.com/" target="_blank">Performics</a> ha da poco pubblicato un articolo in cui commenta lo <strong>studio 2011 sul Social Shopping</strong> svolto da ROI Research Inc. Dallo studio si evince come gli uomini siano molto più propensi all’acquisto online rispetto alle donne.</p>
<p>Contraddicendo le regole dello shopping classico, lo studio mostra infatti come gli uomini siano più attivi delle donne quando si tratta di cercare informazioni sui prodotti, leggere recensioni, comparare prezzi ed informarsi sulla disponibilità dei prodotti stessi  sugli store, attraverso i social network o i siti di e-shopping. Restano invece le donne le più sensibili a sconti e promozioni, buoni ed offerte.</p>
<p>Ad eccezione di Facebook, gli <strong>uomini</strong> che frequentano i social networks (almeno una volta al mese) sono molti più delle donne. Di seguito le percentuali in dettaglio:<a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Social-Shopping_all4.jpg" rel="facebox"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1425" title="Social-Shopping_all" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Social-Shopping_all4-300x224.jpg" alt="" width="257" height="192" /></a></p>
<ul>
<li>YouTube (54% vs. 34%)</li>
<li>Twitter (37% vs. 24%)</li>
<li>Google+ (36% vs. 24%)</li>
<li>Myspace (31% vs. 20%)</li>
<li>LinkedIn (20% vs. 16%)</li>
<li>Facebook (96% vs. 97%)</li>
</ul>
<p>Oltre alle differenze di genere lo studio rivela anche come, molto spesso, gli utenti attivi sui social si trasformino in “online shoppers” per siti come Amazon, eBay  o siti aziendali (87%) e come, una buona percentuale di questi utenti-acquirenti, tornino sui social subito dopo l’acquisto per condividerlo (59%).</p>
<p>I social media sono sempre più integrati nella vita delle persone e di conseguenza anche nei processi d’acquisto.. il passa parola è social!</p>
<p>(Fonte: Performics <a href="http://www.performics.com/news-room/press-releases/Shopping-Study-Men-Women-Online-Social-Shopping/1437" target="_blank">www.performics.com</a>)</p>
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								</item>
				<item>
			<title>Fashion blogging: un fenomeno in continua ascesa</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/fashion-blogging-un-fenomeno-in-continua-ascesa/</link>
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				http://www.kiver.com/news/fashion-blogging-un-fenomeno-in-continua-ascesa/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Mon, 14 Nov 2011 10:37:32 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Da diversi mesi il mondo delle fashion bloggers è sotto i riflettori accesi da numerosi investitori, che hanno fiutato tra outfit e post grandi occasioni di business. Ne è scaturito un tam tam mondiale che ha visto nascere un vero &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/fashion-blogging-un-fenomeno-in-continua-ascesa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Da diversi mesi il mondo delle <strong>fashion bloggers</strong> è sotto i riflettori accesi da numerosi investitori, che hanno fiutato tra outfit e post grandi occasioni di business. Ne è scaturito un tam tam mondiale che ha visto nascere un vero e proprio fenomeno che soprattutto nell&#8217;ultimo periodo sta registrando un <strong>tasso di crescita decisamente elevato</strong>.</p>
<p><a href="http://dailyonline.virgilio.it/HomePageDailyNet.asp" target="_blank">Daily Net</a> ha provato a mettere un po&#8217; di ordine in questo ampio e frammentato panorama, stilando una <a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Schermata-2011-11-10-a-19.18.28.png" rel="facebox" target="_blank">classifica</a> delle fashion blogger più seguite su <strong>Facebook</strong>: al secondo posto troviamo <strong>Chiara Ferragni</strong> e la sua <a href="http://www.kiver.com/history/the-blonde-salad/" target="_blank">The Blonde Salad</a>, che ad oggi registra oltre 100.000 fans su Facebook e 40.000 follower su Twitter.</p>
<p>Modelli di business basati su <strong>raccolta pubblicitaria tabellare</strong> e <strong>placement</strong> sono sicuramente quelli più consumati su questi blog, ma finalmente si stanno aprendo importanti prospettive per la costruzione di veri e<strong> propri progetti di comunicazione con al centro il blogger</strong>, che sta diventando oramai uno strumento imprescindibile per decretare la awarness di una brand sulla rete sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>Facebook Like: cosa piace davvero agli utenti</title>
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			http://www.kiver.com/news/facebook-like-cosa-piace-davvero-agli-utenti/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 11 Nov 2011 12:03:21 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Cosa spinge gli utenti a fare Like su Facebook? Lo spiega brevemente l&#8217;infografica relativa a un sondaggio di Crowd Science sull&#8217;argomento. Dallo studio si evince che i contenuti con il maggior numero di Like sono i post, le immagini e &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/facebook-like-cosa-piace-davvero-agli-utenti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Cosa spinge gli utenti a fare <strong>Like</strong> su Facebook?<br />
Lo spiega brevemente <a href="http://blog.crowdscience.com/2011/11/infographic-facebook-brand-pages-lag-behind-in-%E2%80%98likes%E2%80%99/facebook_likes2/">l&#8217;infografica</a> relativa a un <a href="http://blog.crowdscience.com/2011/11/infographic-facebook-brand-pages-lag-behind-in-%E2%80%98likes%E2%80%99/">sondaggio di Crowd Science </a>sull&#8217;argomento.<span id="more-1407"></span></p>
<p>Dallo studio si evince che i contenuti con il maggior numero di Like sono i post, le immagini e i commenti (16%), seguiti dai video (12%), dalle pagine non brandizzate (10%) e dalle <strong>brand page</strong> (9%).</p>
<p>Passando al motivo per cui gli utenti cliccano su Like, si ottengono delle risposte interessanti:</p>
<ul>
<li>il 28% degli utenti lo fa per dare supporto e dimostrare il proprio interesse</li>
<li>un altro 28% perchè gli piace quello che viene detto o mostrato</li>
<li>un altro 21% complessivo clicca su Like perchè gli piace un brand e perchè vuole essere informato o vuole informare gli amici sulle attività dello stesso</li>
<li>un ultimo 11% complessivo lo fa per ottenere vantaggi dal brand, come sconti o partecipazione a concorsi</li>
</ul>
<p><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Facebook_Likes1.jpg" rel="facebox"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1410" title="Facebook_Likes1" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/Facebook_Likes1-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>La strada da seguire per le aziende che vogliono raggiungere popolarità di Facebook deve quindi diventare sempre più ricca di elementi e di storie da raccontare, che interessino gli utenti e li spingano a fare Like non solo alla pagina, ma al maggior numero possibile di argomenti in essa presenti.</p>
<p>Anche voi credete nel grande potere dei <strong>contenuti</strong>?</p>
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			<title>Samsung Nation: la gamification del sito US</title>
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			http://www.kiver.com/news/samsung-nation-la-gamification-del-sito-us/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 10 Nov 2011 14:00:25 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Samsung America, in collaborazione con Badgeville, ha lanciato sul website Samsung.com il programma fedeltà Samsung Nation, interamente costruito in ottica gaming e social. La gamification, che negli ultimi tempi è stata applicata in diversi ambiti di business, consiste nell&#8217;utilizzare dinamiche &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/samsung-nation-la-gamification-del-sito-us/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p><strong>Samsung America,</strong> in collaborazione con Badgeville, ha lanciato sul <em>website Samsung.com</em> il programma fedeltà <a href="http://www.samsung.com/us/samsungnation/">Samsung Nation,</a> <span id="more-1382"></span>interamente costruito in ottica <em>gaming </em>e <em>social</em>.</p>
<p>La<strong> gamification, </strong>che negli ultimi tempi è stata applicata in diversi ambiti di business, consiste nell&#8217;utilizzare dinamiche tipiche del gioco in contesti diversi dal gioco.</p>
<p>I membri di <strong>Samsung Nation</strong> possono guadagnare punti o sbloccare badges semplicemente interagendo con il sito ovvero, guardando i video, commentando gli articoli, inserendo quesiti o risposte nell&#8217;area Q&amp;A. Si ottengono ricompense anche utilizzando il sito in ottica Social ovvero <em>liking </em>o <em>tweeting</em> prodotti o notizie.</p>
<p>In questo modo, gli utenti sono incentivati a navigare e interagire con il sito, poichè ogni attività contribuisce a migliorare la loro posizione in classifica nonchè a vincere premi.</p>
<p>Samsung Nation è uno dei primi programmi di <em>loyalty </em>basato sulla gamification e il suo successo sarà determinato dall&#8217;<strong>aumento dell&#8217;engagement</strong> degli utenti nei confronti del sito. L&#8217;engagement sarà valutato considerando gli <em>user generated contents </em>che verranno inseriti sul sito, l&#8217;interazione con i contenuti Samsung nonchè l&#8217;aumento dello <em>sharing </em>sui <em>social network</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<title>Eastpak supera i  100.000 amici su facebook con Kiver</title>
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			http://www.kiver.com/news/eastpak-supera-i-100-000-amici-su-facebook-con-kiver/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 10 Nov 2011 09:00:42 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1360			</guid>
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				<![CDATA[Kiver ha gestito le campagne di performance marketing a supporto delle iniziative del brand americano, permettendo ad Eastpak di rivolgersi sempre al pubblico più adatto. In sette mesi di campagne sono stati acquisiti 60.000 fans, superando la soglia dei centomila &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/eastpak-supera-i-100-000-amici-su-facebook-con-kiver/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Kiver ha gestito le<strong> campagne di performance marketing </strong><strong> </strong>a supporto delle iniziative del brand americano, permettendo ad Eastpak <span id="more-1360"></span>di rivolgersi sempre al pubblico più adatto.</p>
<p>In sette mesi di campagne sono stati acquisiti <strong>60.000 fans</strong>, superando la soglia dei <strong>centomila iscritti</strong> alla pagina Facebook.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vai alla <a href="http://www.kiver.com/history/eastpak-consulenza-social-media-marketing/">case history completa</a></p>
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			<title>In diretta su Youtube: la funzione &#8220;Live&#8221;</title>
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			http://www.kiver.com/news/in-diretta-su-youtube-la-funzione-live/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 09 Nov 2011 15:36:03 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[La gara sul Live Streaming è aperta da tempo; i colossi del web si contendono da mesi il primato per quanto riguarda i servizi di Live streaming e Videochat. L&#8217;ultimo passo era stato quello di Facebook che, con un grande &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/in-diretta-su-youtube-la-funzione-live/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>La gara sul <strong>Live Streaming</strong> è aperta da tempo; i colossi del web si contendono da mesi il primato per quanto riguarda i servizi di Live streaming e Videochat. L&#8217;ultimo passo era stato quello di Facebook che, con un grande hype, aveva annunciato una nuova funzionalità che avrebbe permesso agli utenti di videochattare attraverso lo strumento dedicato sulle pagine del social network più popolare.</p>
<p>Tra tutti i player di questo settore spicca sicuramente <strong>Youtube</strong>, che con le sue 48 ore di video caricate ogni minuto e gli oltre 3 miliardi di video visti ogni giorno (fonte: <a title="Youtube Press Room" href="http://www.youtube.com/press_room" target="_blank">Youtube Press Room</a>) detiene il primato assoluto tra le piattaforme di video streaming sul web.</p>
<p>La nuova funzionalità <a title="Youtube Live" href="http://www.youtube.com/live" target="_blank">Live</a>, all&#8217;altezza della fama del marchio Youtube per fluidità, versatilità e qualità complessiva del flusso streaming, ha permesso la trasformazione di una piattaforma di video  sharing in un importante nodo web in cui i contenuti video possono essere fruiti in tempo reale.</p>
<p>I video player Live inoltre possono essere configurati e utilizzati proprio come i tradizionali video player di Youtube. Sono quindi embeddabili e hanno tutte le funzionalità tipiche dei programmi di monetizzazione delle visualizzazioni.</p>
<p>Le implicazioni possono essere notevoli. Si pensi ad esempio alle opportunità per il settore dell&#8217;informazione (con aggiornamenti in tempo reale) o per l&#8217;entertainment (con spettacoli e concerti in Live Streaming da qualsiasi parte del Mondo).</p>
<p>Grazie al lancio della nuova piattaforma <a title="Google Plus - Home Page " href="https://plus.google.com/?hl=it" target="_blank"><strong>Google+</strong></a>, e alla recentissima apertura alle pagine business, gli utilizzi e le opportunità dei servizi Live si moltiplicano ulteriormente. Tutto questo grazie all&#8217;implementazione di <strong>Hangouts</strong>, un sistema che permette di condividere filmati Live all&#8217;interno delle room create su G+.</p>
<p>In questi ultimi mesi ci sono stati moltissimi casi di successo per quanto riguarda l&#8217;utilizzo di questo strumento. Sicuramente tra gli spettacoli più visti in Live Streaming su Youtube c&#8217;è stata la grande serie chiamata &#8220;<em>Unstaged</em>&#8221; che offriva l&#8217;esibizione live di grandi artisti (come John legend, Duran Duran e Arcade Fire) con la regia di grandi firme del cinema (tra i gli altri Spike Lee e David Lynch).</p>
<p>In Italia l&#8217;utilizzo di questo strumento è ancora in fase di decollo. Tra i pochi &#8220;pionieri&#8221; ci sono <strong>Elio e le Store Tese</strong>, che attraverso Youtube Live hanno trasmesso e trasmetteranno prossimamente le loro videochat in diretta. E&#8217; possibile rivedere queste videochat ai link di seguito: <a title="Videochat Elio e le Storie Tese - Faso e Cesareo (prima parte)" href="http://www.youtube.com/watch?v=Wifby5kQJok" target="_blank">videochat EelST 1</a> | <a title="Videochat Elio e le Storie Tese - Faso e Cesareo (seconda parte)" href="http://www.youtube.com/watch?v=Ha_FmgysmhE" target="_blank">videochat EelST 2</a> | <a title="Videochat Elio e le Storie Tese - Elio e Rocco Tanica (prima parte)" href="http://www.youtube.com/watch?v=Rp-_8S-CrY0" target="_blank">videochat EelST 3</a></p>
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			<title>Vodafone YOU: il concorso supera i 3 milioni di giocate</title>
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			http://www.kiver.com/news/vodafone-you-il-concorso-supera-i-3-milioni-di-giocate/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 08 Nov 2011 14:00:10 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Nell’ambito delle attività di lancio del programma di loyalty Vodafone YOU, Vodafone Italy ha scelto Kiver come partner unico per la progettazione e realizzazione del sito Vinci Ogni Giorno interamente dedicato all’omonimo concorso. L’obiettivo del progetto consiste nell’incrementare gli accessi &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/vodafone-you-il-concorso-supera-i-3-milioni-di-giocate/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Nell’ambito delle attività di lancio del programma di loyalty <strong>Vodafone YOU</strong>, Vodafone Italy ha scelto Kiver come partner unico per la progettazione e realizzazione del sito <a href="http://vodafoneyou.vodafone.it/vinciognigiorno/"><em>Vinci Ogni Giorno</em></a> <span id="more-1380"></span>interamente dedicato all’omonimo concorso.<br />
L’obiettivo del progetto consiste nell’incrementare gli accessi al sito e le iscrizioni al nuovo <strong>programma di loyalty Vodafone YOU</strong> nonché l’awareness relativa al programma, mantenendo forte coerenza con la brand identity Vodafone.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/prodotti-e-servizi/">Il meccanismo di engagement, 100% made by Kiver</a>, è semplice e divertente: dopo essersi loggato al sito, all’utente basta selezionare il premio desiderato e giocare ad una Slot Machine virtuale, che assegna casualmente più di 75 premi al giorno tra <strong>Tablet, Smartphone, Internet Key, Ricariche telefoniche e Tariffe</strong>.</p>
<p>Il progetto è stato in grado di stimolare interesse e partecipazione negli utenti, consolidando e innovando al tempo stesso la presenza online del programma fedeltà di Vodafone.</p>
<p>A poche settimane dal lancio infatti, il sito è stato visitato da più di <strong>600.000 utenti unici </strong>che hanno giocato più di <strong>3.000.000</strong> di volte alla Slot Machine e vinto più di <strong>2.000 premi</strong>. Numeri molto significativi, che confermano che la soluzione è vincente e che il suo contributo al loyalty del Cliente è concreto e cresce giorno dopo giorno.</p>
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			<title>Inbound vs. Outbound Marketing: INFOGRAPHIC</title>
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			http://www.kiver.com/news/inbound-vs-outbound-marketing-infographic/</link>
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				http://www.kiver.com/news/inbound-vs-outbound-marketing-infographic/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Mon, 07 Nov 2011 15:09:01 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1369			</guid>
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				<![CDATA[Alcuni giorni fa Mashable ha pubblicato una brillante infografica, creata da Voltier Digital, sul rapporto tra Inbound ed Outbound Marketing. Grazie all’aumento della penetrazione di Internet nella vita quotidiana delle persone, la concezione di marketing si è molto evoluta in &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/inbound-vs-outbound-marketing-infographic/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Alcuni giorni fa <a href="http://mashable.com/" target="_blank">Mashable</a> ha pubblicato una brillante <strong>infografica</strong>, creata da <a href="http://www.voltierdigital.com/" target="_blank">Voltier Digital</a>, sul rapporto tra <strong>Inbound </strong>ed <strong>Outbound </strong>Marketing.<span id="more-1369"></span></p>
<p>Grazie all’aumento della penetrazione di Internet nella vita quotidiana delle persone, la concezione di marketing si è molto evoluta in questi ultimi anni.</p>
<p>Il consumatore si affida sempre più ad Internet quando si tratta di conoscere o farsi un’idea su un nuovo prodotto.</p>
<p>Internet si è infatti presentato come un nuovo mezzo per: <strong>conoscere</strong>, <strong>provare </strong>ed <strong>acquistare </strong>beni delle più svariate tipologie.</p>
<p><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/InboundVSOutbound.jpg" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-1373 alignleft" title="InboundVSOutbound" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/11/InboundVSOutbound-260x300.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a>L’<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inbound_marketing" target="_blank">inbound </a>marketing si basa proprio sul <strong>rapport</strong> “<strong>personale</strong>” che si instaura tra brand ed utente finale grazie soprattutto al fattore social media.</p>
<p>Un altro fattore da non sottovalutare dell’inbound marketing è la relativa economicità.</p>
<p>I costi sono infatti, non solo inferiori rispetto a quelli dei canali tradizionali di comunicazione (pensiamo a stampa e TV), ma anche gestibili in maniera “più elastica” (pensate ad una campagna social ADV che puo’ essere fermata e fatta ripartire secondo le logiche strategiche del momento).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vediamo alcuni dei dati esposti nell’infografica:</p>
<ul>
<li>Il 44% della pubblicità via posta non viene nemmeno      aperta.</li>
</ul>
<ul>
<li>L’86%       delle persone cambia canale ogni volta che si trova davanti ad uno      spot.</li>
</ul>
<ul>
<li>L’ 84% delle persone tra i 25 ed i 34 anni ammette      di abbandonare rapidamente i siti internet dove compaiono annunci invasivi      e poco interessanti.</li>
</ul>
<ul>
<li>I costi dell’inbound marketing sono più bassi      di quelli dell’outbound di circa il 62%</li>
</ul>
<p>Perché pagare di più per qualcosa a cui il vostro cliente non prestarà attenzione, si chiede “Mashable”. Come dargli torto?</p>
<p>L&#8217;infografica completa è disponibile <a href="http://9.mshcdn.com/wp-content/uploads/2011/10/Inbound-Marketing-Rising-Final2.png" rel="facebox" target="_blank">qui</a> mentre alcuni spunti interessanti <a href="http://www.kiver.com/history/">qui</a>.</p>
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				<item>
			<title>Nuova wave di Music Zero Limits per Vodafone</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/nuova-wave-di-music-zero-limits-per-vodafone/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 04 Nov 2011 09:33:52 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Il 2 novembre è partito un nuovo concorso Music Zero Limits, al quale possono partecipare tutti gli utenti Vodafone che siano titolari di un’opzione Zero Limits. I premi in palio sono come di consueto ambiti biglietti per il tour, e &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/nuova-wave-di-music-zero-limits-per-vodafone/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Il 2 novembre è partito un nuovo concorso <strong>Music Zero Limits</strong>, al quale possono partecipare tutti gli utenti Vodafone che siano titolari di un’opzione Zero Limits.<span id="more-1356"></span></p>
<p>I premi in palio sono come di consueto ambiti biglietti per il tour, e l’artista scelto per questa nuova ondata è di nuovo <strong>Jovanotti</strong>, amato da pubblico e critica per le sue performance ad altro grado di pop ed energia.</p>
<p>I più fortunati potranno anche incontrare il loro idolo, in un meet &amp; greet che verrà documentato da Vodafone attraverso foto che verranno pubblicate sul sito e sul <a href="http://www.facebook.com/vodafoneitzerolimits">profilo facebook di Vodafone Zero Limits</a>, da sempre gestiti da Kiver.</p>
<p>E voi? Avete partecipato all’iniziativa su <a href="http://www.zerolimits.it/">www.zerolimits.it</a> ?</p>
<p>Quali altri artisti vorreste vedere gratis grazie a <strong>Vodafone Zero Limits</strong>?</p>
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			<title>Digital Marketing Budget Trends</title>
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			http://www.kiver.com/news/digital-marketing-budget-trends/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 02 Nov 2011 15:37:24 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Negli ultimi anni, molte aziende nordamericane hanno spostato l’attenzione dagli strumenti di marketing più tradizionali a quelli più interattivi come Social Media, Email e Search. Secondo l’infographic di 6S Marketing su mercato US, l’incidenza del digital marketing sul budget di &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/digital-marketing-budget-trends/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>Negli ultimi anni, molte aziende nordamericane hanno spostato l’attenzione dagli strumenti di marketing più tradizionali a quelli più interattivi come Social Media, Email e Search. Secondo l’<a href="http://www.6smarketing.com/infographic/digital-marketing-budget-trends-2012.jpg" rel="facebox">infographic </a>di 6S Marketing su mercato US, <span id="more-1333"></span>l’incidenza del digital marketing sul budget di marketing totale è arrivata al 25% e il 2012 vedrà almeno il 28% delle società sempre più impegnate a spostare tale budget sui canali digitali.</p>
<p>Due fattori hanno contribuito a determinare questo cambiamento: l’aumento del tempo medio che gli utenti passano sul web (3 ore al giorno spese dal 35% degli utenti) e la comprovata efficienza nella lead generation dei canali di <strong>Inbound Marketing</strong>. Sempre secondo 6S Marketing, <strong>Blogs</strong>, <strong>Social Media</strong> e <strong>SEO </strong>superano in efficacia Telemarketing e Direct Mail.</p>
<p>I questo scenario, hanno particolare rilevanza i Social Media che, nonostante l’iniziale diffidenza, hanno restituito risultati importanti in termini di ROI. Il 57% delle società che utilizzano i Social Media, indica infatti il proprio Blog e LinkedIn come le principali fonti di nuovi contatti, seguite da Twitter (48%) e Facebook (42%).</p>
<p>L’analisi di 6S Marketing (che tra l’altro propone un semplice strumento per il calcolo del budget di marketing digitale, il <a href="http://digitalmarketingcalculator.com/">Digital Marketing Budget Calculator</a>), si conclude con una previsione sulla destinazione del marketing interattivo del 2012 che vede al primo posto il <strong>Search Marketing</strong> (60,3%) seguito da <strong>Display adv</strong> (29%), <strong>Email marketing</strong> (4,16%), <strong>Social Media</strong> (4,1%) e <strong>Mobile Marketing</strong> (2,36%).</p>
<p>Fonte: <a title="Digital Marketing Budget Trends" href="http://www.6smarketing.com/infographic-digital-marketing-budget-trends-for-2012/" target="_blank">6S Marketing</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]>
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			<title>Advertising in-app: crescono le revenues</title>
			<link>
			http://www.kiver.com/news/advertising-in-app-crescono-le-revenues/</link>
			<comments>
				http://www.kiver.com/news/advertising-in-app-crescono-le-revenues/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Wed, 02 Nov 2011 11:48:51 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Durante il 2010 la raccolta adv all&#8217;interno delle applicazioni mobile ha raggiunto quota 300 milioni di euro, registrando un aumento del 16% rispetto all&#8217;anno precedente, e, secondo Berg Insight, questa cifra è destinata a duplicarsi nell&#8217;arco del 2011, raggiungendo i &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/advertising-in-app-crescono-le-revenues/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Durante il 2010 la raccolta adv all&#8217;interno delle applicazioni mobile ha raggiunto quota 300 milioni di euro, registrando un aumento del 16% rispetto all&#8217;anno precedente<span id="more-1303"></span>, e, secondo Berg Insight, questa cifra è destinata a duplicarsi nell&#8217;arco del 2011, raggiungendo i 750 milioni di euro.<br />
Le previsioni di questa ricerca indicano inoltre che nel 2015 le revenues generate dall&#8217;advertising in-app potrebbero addirittura sfondare il tetto dei 3,5 miliardi di euro, rappresentando circa il 30% di tutto il fatturato generato dalle applicazioni.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;advertising in-app sta diventando sempre di più una realtà concreta e prevediamo che Android possa sorpassare iOS nel 2012, diventando la piattaforma più redditizia in termini di revenues</em>&#8220;, ha dichiarato Berg.</p>
<p>Le proiezioni su Android parlano di oltre 1,2 miliardi di euro per il 2015 (a fronte di &#8220;solo&#8221; 39 milioni generati nel 2010), mentre la piattaforma iOS è accreditata di circa 230 milioni di euro generati nel 2010 grazie all&#8217;adv, con una stima di circa 1 miliardo di euro prevista per il 2015.</p>
<p>Che sia finalmente arrivato il momento di puntare una consistente fish sul mondo delle app mobile? Noi scommettiamo di si!</p>
<p>(Fonte: <a href="http://brand-e.biz/the-ascent-of-in-app-ads_17179.html" target="_blank">Brand-e.biz</a>)</p>
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			<title>Neuroscienza ed engagement, una nuova sfida per il web</title>
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			http://www.kiver.com/news/neuroscienza-ed-engagement-una-nuova-sfida-per-il-web/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 27 Oct 2011 15:49:22 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Innerscope, istituto di ricerca specializzato in neuromarketing, ha pubblicato i risultati di uno studio commissionato da FoxBroadcasting sui diversi livelli di engagement raggiunti on e offline. Attraverso la sua ricerca, Innerscope ha cercato di determinare le variazioni sul livello di &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/neuroscienza-ed-engagement-una-nuova-sfida-per-il-web/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p><strong>Innerscope</strong>, istituto di ricerca specializzato in neuromarketing, ha pubblicato i risultati di uno studio commissionato da FoxBroadcasting sui diversi livelli di engagement raggiunti on e offline.<span id="more-1253"></span></p>
<p>Attraverso la sua ricerca, Innerscope ha cercato di determinare le variazioni sul livello di attenzione e coinvolgimento del campione proponendo lo stesso contenuto adv in tv e online.</p>
<p>Contrariamente a quanto atteso, i risultati hanno rilevato che gli annunci televisivi hanno un impatto superiore sugli utenti rispetto a una pubblicità online. Questo perché i contenuti web, pur integrati con i social media, restano un mezzo molto più flessibile e individuale, nel quale la razionalità resta a farla da padrone, mentre la tv rappresenta una modalità di fruizione altamente immersiva ed immedesimativa per gli utenti.</p>
<p>Il risultato più interessante resta però quello legato alla <strong>sinergia</strong> fra i due mezzi: quando l’esposizione alla campagna avveniva prima in tv e poi sul web, il responso emotivo  è risultato 48 volte più alto del solo web, con impatto anche sulla brand resonance del marchio, ovvero sull’effetto positivo di lunga durata che segue un messaggio.</p>
<p>Sembrano quindi due gli elementi della sfida del web: cercare di creare esperienze online sempre più emozionali e che facciano <em>immedesimare</em> l’utente, e impostare sempre maggiori <em>correlazioni </em>con le eventuali campagne tv del brand.</p>
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			<title>Geotag e Local Based Marketing: quali scenari?</title>
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			<pubDate>
				Thu, 27 Oct 2011 13:45:36 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[In un&#8217;era in cui il web sviluppa nuove tendenze e soluzioni con ritmi frenetici e in un momento di passaggio in cui il web 2.0 potrebbe arrivare al capolinea,quale sarà la frontiera che vedremo delinearsi nel prossimo futuro? Per molti &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/geotag-e-local-based-marketing-quali-scenari/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>In un&#8217;era in cui il web sviluppa nuove tendenze e soluzioni con ritmi frenetici e in un momento di passaggio in cui il web 2.0 potrebbe arrivare al capolinea,<span id="more-1286"></span>quale sarà la frontiera che vedremo delinearsi nel prossimo futuro?</p>
<p>Per molti la risposta è già chiara: il futuro è nel <strong>Geotag</strong> e, per gli insider, nel <strong>Location Based Marketing</strong>.</p>
<p>Ma questi servizi che sfruttano le sempre più precise combo di servizi e tecnologie come GPS/Maps, social networking, realtà aumentata e molto altro, sono davvero così diffusi?<br />
Vale la pena per le aziende investire in questo tipo di innovazione?</p>
<p>Indicazioni interessanti emergono da un <a title="L'articolo che presenta i risultati della survey su NowMedia" href="http://www.nowmedia.it/2011/10/16/social-media-e-location-based-marketing-survey-risultati/" target="_blank">sondaggio di Nowmedia</a>, riguardo la percezione degli utenti relativamente a social network e Location Based Service (LBS) e alla loro diffusione.</p>
<p>L’utilizzo dello strumento web based  <a title="Survey Monkey" href="http://www.surveymonkey.com/" target="_blank">Survey Monkey</a> ha permesso la diffusione virale del questionario attraverso email, condivisioni Facebook, Linkedin e soprattutto Twitter, particolarmente efficace grazie alla meccanica dei retweet.</p>
<p>L’indagine  è stata realizzata su un panel di 250 utenti molto familiari con i computer (il 96,8% possiede un computer e lo utilizza quotidianamente) e gli smart device (il 60% possiede uno smartphone e il 10,8% un tablet) e molto inclini all’attività sul web in generale (i cosiddetti “heavy internet user”: l’84,4% invia/riceve email; l’83,6% ricerca informazioni; il 78% accede ai social network; il 58% consulta abitualmente le mappe online).</p>
<p>Nell’infografica di seguito è possibile osservare i risultati in percentuale suddivisi in categorie.</p>
<p>Tra i dati emersi, specie nelle sezioni relative ai mobile device e al loro utilizzo, è molto interessante la previsione di un <strong>aumento del numero di utenti della Rete da dispositivi mobile che nel 2015 supererà il numero di persone connesse attraverso i computer</strong>.</p>
<div id="attachment_1287" class="wp-caption alignleft" style="width: 222px"><a href="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/10/MOBILE_SOCIAL_LOCAL_survey_2011_Web.jpg" rel="facebox"><img class="size-medium wp-image-1287" title="MOBILE SOCIAL LOCAL survey 2011" src="http://www.kiver.com/wp-content/uploads/2011/10/MOBILE_SOCIAL_LOCAL_survey_2011_Web-212x300.jpg" alt="MOBILE SOCIAL LOCAL survey 2011" width="212" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca per ingrandire l&#39;immagine</p></div>
<p>Oltre a questo:</p>
<ul>
<li>il 54% dei possessori di smartphone utilizza i social network da mobile</li>
<li>il 61% ha interagito con aziende e brand attraverso i social network (‘mi piace’, commenti, e altro) e di questi il 50% afferma che tali interazioni hanno influenzato le proprie percezioni nei confronti del brand</li>
<li>il 66% utilizza servizi <ins datetime="2011-10-27T10:20" cite="mailto:valerio.porcelli">l</ins>ocation based dal proprio dispositivo mobile (mappe e applicazioni soprattutto)</li>
<li>il 47% sarebbe influenzato da informazioni relative a promozioni e attività commerciali derivanti da servizi location based; lo dimostra il dato che pone Groupon e simili in testa (70%) alla chart dei servizi LBS più utilizzati; al secondo posto Facebook Places (44%), al terzo FourSquare e Google Places (entrambi 39%), seguiti da Gowalla (18%).</li>
</ul>
<p>La crescente diffusione degli smart devices e del loro utilizzo crea opportunità sempre maggiori per le aziende che vogliono investire in questo campo. Gli utenti sono sempre più attivi e ricettivi nei confronti di iniziative e promozioni dei brand sul web e comprendono sempre meglio l’utilità e la convenienza dei servizi di gruppi di acquisto.<br />
In questo scenario i <strong>servizi location based</strong> possono costituire il <em>prossimo grande passo </em>soprattutto grazie alla loro attitudine a traslare l’attività web based nella vita reale, una sorta di <em>messa a terra</em> di ciò che avviene in rete.</p>
<p>Abbiamo spesso visto infatti delle modalità più o meno creative di utilizzare i LBS per operazioni e iniziative limitate nel tempo. Ma quale potrebbe essere un loro utilizzo permanente e di forte valenza strategica per un’azienda?<ins datetime="2011-10-27T10:16" cite="mailto:valerio.porcelli"></ins></p>
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			<title>Il dilemma: Facebook o Sito Aziendale?</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-dilemma-facebook-o-sito-aziendale/</link>
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			<pubDate>
				Thu, 27 Oct 2011 11:10:07 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Nel 2011 molte aziende (ad es. Boeing, Caterpillar, Abbot) hanno assistito al sorpasso in termini di visitatori, delle proprie pagine Facebook rispetto ai propri siti istituzionali (*). Questo dato ha posto una serie di interrogativi sulla destinazione degli investimenti in &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-dilemma-facebook-o-sito-aziendale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Nel 2011 molte aziende (ad es. Boeing, Caterpillar, Abbot) hanno assistito al sorpasso in termini di visitatori, delle proprie pagine Facebook rispetto ai propri siti istituzionali (*). Questo dato ha posto una serie di interrogativi sulla destinazione <span id="more-1304"></span>degli investimenti in comunicazione.</p>
<p>Un’analisi in questo senso non può non prescindere dai vantaggi di ognuno dei canali. Se da una parte Facebook garantisce risultati più alti grazie all’ampiezza del bacino di utenti, il sito istituzionale rimane il principale biglietto da visita sul web da cui l’azienda può comunicare autonomamente.</p>
<p>Considerando i plus di entrambi i canali, diventa chiaro come un’efficace strategia di comunicazione online debba puntare decisamente sull’integrazione: i social devono amplificare e dettagliare la comunicazione istituzionale, mentre il sito deve rimanere fonte completa e formale delle informazioni e deve gestire contenuti declinabili su tutte le piattaforme.</p>
<p>(* Fonte: Webtrends/Adgregate)</p>
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			<title>Il web da i numeri</title>
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			http://www.kiver.com/news/il-web-da-i-numeri/</link>
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			<pubDate>
				Tue, 25 Oct 2011 15:29:28 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[L’ultimo rapporto Censis traccia il profilo di un’Italia web-oriented. Nel 2011, in Italia, gli utenti Internet hanno infatti superato la soglia del 50% della popolazione raggiungendo il 53,1% (un +6,1% rispetto al 2009). Prevedibile l’alta percentuale di giovani, l’87,4% degli &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/il-web-da-i-numeri/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>L’ultimo rapporto Censis traccia il profilo di un’Italia web-oriented.<br />
Nel 2011, in Italia, gli utenti Internet hanno infatti superato la soglia del 50% <span id="more-1282"></span>della popolazione raggiungendo il <strong>53,1%</strong> (un <strong>+6,1%</strong> rispetto al 2009).</p>
<p>Prevedibile l’alta percentuale di giovani, <strong>l’87,4%</strong> degli abituè del web ha infatti<strong> tra i 14 ed i 29 anni</strong>, interessante però anche il dato sugli <strong>over 65 </strong>che raggiungono un discreto <strong>15,1%.</strong></p>
<p>La popolazione italiana s’informa sempre più sul web; tramite la testata giornalistica online (18,2%), i portali Internet (36,6 %), ma anche i motori di ricerca (65,7%) e, sempre di più, <strong> Facebook ( 61,5%)</strong>.</p>
<p>Nielsen nel suo rapporto “State of the media: the social media report” ci aiuta a capire cosa fa questo 53,1% della popolazione italiana quand’è su Internet.</p>
<p>L’<strong>84% </strong>visita <strong>social network o blog</strong> e di questi , <strong>7 su 10</strong>, sempre secondo Nielsen, <strong>effettuano acquisti online</strong>.</p>
<p>Ricapitolando, Internet permette alle aziende di <strong>raggiungere un potenziale di oltre 30 milioni di utenti</strong>, prevalentemente giovani, e predisposti all’acquisto web. <a href="http://www.kiver.com/contattaci/"><strong>Vi servono idee innovative? </strong></a></p>
<p>( Fonti: 9° rapporto Censis/Ucsi  &#8211; “State of the media:the social media report” Nielsen 2010 )</p>
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			<title>IAB Forum 2011: in nostri ups &amp; downs</title>
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			http://www.kiver.com/news/iab-forum-2011-in-nostri-ups-downs/</link>
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			<pubDate>
				Fri, 21 Oct 2011 15:07:55 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[Settimana di IAB Forum la scorsa, vediamo una sintesi dei nostri appunti. Thumbs up per … I dati di trend dell’online adv in Italia. Il settore si conferma in buona salute, con la previsione di un +15% a fine 2011, &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/iab-forum-2011-in-nostri-ups-downs/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>Settimana di IAB Forum la scorsa, vediamo una sintesi dei nostri appunti.</p>
<p>Thumbs up per …<span id="more-1229"></span></p>
<ul>
<li>I dati di trend dell’online adv in Italia. Il settore si conferma in buona salute, con la previsione di un +15% a fine 2011, 1,2 miliardi di euro di raccolta online ed una quota del 14% rispetto agli altri comparti, che proiettano l’online al secondo posto fra i comparti pubblicitari dopo la televisione ed in sorpasso sulla carta stampata nel 2012 (dati IAB Italia).</li>
<li>Lo spaccato sul mercato video content &amp; adv presentato da Yahoo. Salgono le quotazioni di questo formato, con una diffusione ormai davvero di massa: 80 milioni di video online visti ogni giorno da 10 milioni di Italiani, con un aumento del numero di stram totali del 170% rispetto allo scorso anno. I video più richiesti restano quelli musicali, poi quelli sportivi, ultimi quelli televisivi, bene i tutorial. Il 62% degli intervistati che dichiara disposto ad accettare un messaggio pubblicitario di qualità prima della visione del contenuto di proprio interesse (dati Yahoo).</li>
<li>I dati della ricerca “<a href="http://www.slideshare.net/Blogmeter/bm-studiofacebook-1410">Ma quanto mi piaci</a>” di Blogmeter. Tanti top brand Italiani (anche se ben il 57% del campione non ha una pagina Facebook branded ufficiale in Italiano), tanti modi diversi di utilizzare Facebook, diversi risultati. Ma è chiaro un dato: il numero dei fan non basta, è importante puntare su misure quali engagement, sentiment e numero di post da parte dei fan.</li>
</ul>
<p>Niente downs, atteggiamento positivo (conferenza iniziale e problemi tecnici a parte …).</p>
<p>E voi avete trovato interessante lo IAB Forum 2011? Venite a dirci la vostra su <a href="http://www.facebook.com/#%21/kiver">Facebook</a>.</p>
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				<item>
			<title>Moda e comunicazione, nuovi scenari: forum a Milano</title>
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			http://www.kiver.com/news/moda-e-comunicazione-in-nuovi-scenari-in-un-forum-a-milano/</link>
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				http://www.kiver.com/news/moda-e-comunicazione-in-nuovi-scenari-in-un-forum-a-milano/#comments			</comments>
			<pubDate>
				Thu, 13 Oct 2011 07:26:14 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				http://www.kiver.com/?post_type=news&#038;p=1127			</guid>
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				<![CDATA[La scorsa settimana si è tenuto presso il Palazzo della Provincia di Milano l’incontro Nuovi scenari nei processi di comunicazione della moda. Il meeting, promosso e organizzato dallo Studio Legale e Tributario Capecchi Piacentini Valero di Milano, vedeva la partecipazione &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/moda-e-comunicazione-in-nuovi-scenari-in-un-forum-a-milano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>La scorsa settimana si è tenuto presso il Palazzo della Provincia di Milano l’incontro <em>Nuovi scenari nei processi di comunicazione della moda</em>. <span id="more-1127"></span><a href="http://temi.provincia.mi.it/Eventi-Moda-Expo/progetti/progetto-les-cahiers.shtml" target="_blank">Il meeting, promosso e organizzato dallo Studio Legale e Tributario Capecchi Piacentini Valero di Milano</a>, vedeva la partecipazione ed il dibattito fra esperti e protagonisti del settore-moda, oltre ad accademici e player della comunicazione e dei media.</p>
<p>Tema centrale dell’incontro è stato l’impatto del nuovo web, fatto di social media, blog e crisi degli editori tradizionali, sul comparto fashion, fiore all’occhiello del Made in Italy e primo comparto per vendite online nell’Internet nostrano.</p>
<p>Fra i vari pareri degli esperti, emerge come non sia ancora chiaro il modello di business vincente per gli editori tradizionali su web, ma che i player sono sempre più consapevoli che il web richieda contenuti prodotti in maniera specifica e differente rispetto a quelli diffusi off-line.</p>
<p>Temi importanti del forum sono stati fra gli altri i temporary shop, il marketing territoriale, le opportunità imprenditoriali nel web e la comunicazione finanziaria da parte delle aziende del fashion.</p>
<p>L’incontro è il secondo appuntamento del ciclo <em>Nuove politiche economiche della moda, sfide ed opportunità nel contesto internazionale</em>, che nel corso del 2011 affronta la moda da diverse prospettive. Il prossimo ed ultimo appuntamento sarà intitolato <em>La moda tra creatività, etica e tecnologia</em>.</p>
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				<item>
			<title>Ciao, siamo Kiver e facciamo Inbound Marketing!</title>
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			http://www.kiver.com/news/ciao-noi-siamo-kiver-e-facciamo-inbound-marketing/</link>
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			<pubDate>
				Wed, 12 Oct 2011 13:30:48 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[E che cos’è? E’ l’insieme di soluzioni di marketing digitale che non si basano sull’interruzione unilaterale dell’attenzione del cliente da parte dell’azienda, come accade con le leve di comunicazione e promozione tradizionali, ma che si integrano in maniera più coerente &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/ciao-noi-siamo-kiver-e-facciamo-inbound-marketing/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
						<content:encoded>
				<![CDATA[<p>E che cos’è? E’ l’insieme di soluzioni di marketing digitale che non si basano sull’interruzione unilaterale dell’attenzione del cliente da parte dell’azienda, come accade con le leve di comunicazione e promozione tradizionali, ma che <strong>si integrano <span id="more-822"></span>in maniera più coerente con il reale modo di vivere l’online degli utenti di oggi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In uno scenario competitivo globale, in cui oltre il 70% dei consumatori utilizza i social newtorks per calibrare le proprie decisioni di acquisto (Deloitte, 2011), contenuti multimediali, social media marketing, SEO e performance advertising si dimostrano essere strumenti più efficienti ed efficaci rispetto a quanto offerto dal cosiddetto “Old Marketing”.</p>
<p>Consolidamento della brand awareness, minori cost-per-lead e coinvolgimento autentico degli utenti sono solo alcuni dei benefici di questo “<strong>New Marketing</strong>”.</p>
<p><strong>Aiutiamo i brand a scoprire le potenzialità degli strumenti di inbound marketing</strong>, convincendoli ad aumentarne la rilevanza nella loro media diet. Stiamo già lavorando con aziende come<strong> Vodafone</strong>, <strong>Sony</strong>, <strong>Campari</strong> e <strong>Benetton</strong>. Se vuoi saperne di più <a title="contattaci" href="http://www.kiver.com/contattaci/">contattaci ora</a> o vienici a trovare.</p>
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			<title>Jane Eyre: inizia la collaborazione Videa-Kiver</title>
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			http://www.kiver.com/news/820/</link>
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			<pubDate>
				Mon, 03 Oct 2011 15:30:39 +0000			</pubDate>
			<dc:creator>
				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[“Jane Eyre” è il primo film promosso nell’ambito della partnership Kiver &#8211; Videa. Da settembre Kiver si occupa della promozione online integrata a supporto di tutti i film distribuiti da Videa. Il progetto include: restyle grafico e gestione editoriale della &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/820/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
			</description>
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				<![CDATA[<p>“<strong>Jane Eyre</strong>” è il primo film promosso nell’ambito della partnership <strong>Kiver &#8211; Videa. </strong>Da settembre Kiver si occupa della promozione online integrata a supporto di tutti i film distribuiti da Videa. Il progetto include: restyle grafico e gestione editoriale della pagina Facebook, <span id="more-820"></span>creazione del canale YouTube ufficiale e animazione del profilo Twitter.</p>
<p>Dopo i primi giorni di gestione Kiver, il numero di fan Facebook è cresciuto in maniera esponenziale, così come l’interazione degli utenti con i contenuti proposti.</p>
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			<title>Kiver per Sony Music Italy e Giorgia</title>
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				Mon, 26 Sep 2011 15:58:36 +0000			</pubDate>
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				<![CDATA[E&#8217; interamente sviluppata da Kiver la nuova applicazione Facebook per Giorgia, che invita gli utenti a risolvere un puzzle nel minor tempo possibile e a sfidare i propri amici su Facebook a fare di meglio. Il puzzle compone la copertina &#8230; <a href="http://www.kiver.com/news/kiver-per-sony-musci-italy-e-giorgia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]>
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				<![CDATA[<p>E&#8217; interamente sviluppata da Kiver la <a href="http://apps.facebook.com/dietroleapparenze" target="_blank">nuova applicazione Facebook per Giorgia</a>, che invita gli utenti a risolvere un puzzle nel minor tempo possibile e a sfidare i propri amici su Facebook a fare di meglio. <span id="more-467"></span>Il puzzle compone la copertina del nuovo album di Giorgia &#8220;Dietro le apparenze&#8221;, uscito lo scorso 6 Settembre e subito entrato alla #1 tra i dischi più venduti in Italia.</p>
<p>L&#8217;applicazione ha riscosso da subito un grande successo, con 3.000 utenti unici durante la prima settimana di pubblicazione.</p>
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			<title>Vodafone Extra</title>
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				Sun, 25 Sep 2011 07:36:42 +0000			</pubDate>
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				admin			</dc:creator>
			
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				<![CDATA[<p>E’ alla sua terza edizione “<strong>Vinci con Extra</strong>” il concorso che Vodafone organizza per gli utenti iscritti al servizio <a href="http://extra.vodafone.it/" target="_blank">Vodafone Extra</a>.</p>
<p>Kiver ha accompagnato Vodafone attraverso <strong>4</strong> diversi <strong>restyle</strong> del sito Web, la realizzazione del sito <strong>mobile</strong> del concorso, la gestione di centinaia di migliaia di giocate<strong></strong> oltre <span id="more-839"></span>all’implementazione del meccanismo di <strong>instant</strong> <strong>win</strong> che ha reso possibile il concorso. Tutto questo in soli <strong>9 mesi di attività</strong>.</p>
<p>Durante la pausa estiva il sito è stato mantenuto “vivo” grazie all’interazione diretta con gli utenti che hanno potuto lasciare commenti e suggerimenti attraverso il proprio profilo <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Maggiori dettagli su servizio e progettazione sono disponibili nella <a href="http://www.kiver.com/history/vodafone-extra-sito-e-concorso/">case history </a>dedicata.</p>
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